Italia. Sempre più schiavi delle “psicosette”. L’inchiesta de IL GIORNO (1a parte)

20 Settembre 2016

Sempre più schiavi delle psicosette: promettono successo, mirano ai soldi

L’Associazione familiari vittime: “Si subisce il lavaggio del cervello”

Sulla sx Maurizio Alessandrini presidente Favis, insieme ad alcuni rappresentanti della Federazione Europea dei Centri di Ricerca e Informazione sul settarismo FECRIS (Foto di repertorio)

 

Milano, 20 settembre 2016 – Non è questo il caso di galli neri sgozzati e simboli tracciati nei cimiteri. Piuttosto, volantini e sorrisi per le strade di Milano, aule e lavagne nelle province lombarde, dove si vuole insegnare la ricetta per la felicità, il successo, l’autoaffermazione. In modo poco pittoresco, dietro a un’apparenza borghese e rassicurante, si fanno strada sempre di più in Lombardia le psicosette. Sono molto diffuse in regione, come rivelato dal Servizio nazionale antisette della comunità Papa Giovanni XXIII, coordinato da don Aldo Buonaiuto, che monitora la presenza dei gruppi occulti in Italia e offre sostegno alle vittime.

Sono realtà che inizialmente risulta difficile ricondurre a una setta: «Promettono la crescita interiore e professionale, il benessere psicofisico e promuovono corsi di formazione per migliorare le proprie capacità. Inoltre, organizzano ritiri dove si impara a fidarsi dei componenti del gruppo», spiegano dal servizio. Si crea «passo dopo passo la dipendenza e poi, si subisce un lavaggio del cervello». Lo scopo, fondamentalmente, è sottrarre denaro alle vittime: «Si diventa schiavi – ha spiegato Maurizio Alessandrini, presidente di Favis Associazione nazionale familiari vittime delle sette –. L’intento delle psicosette è infido, a livello superficiale mostrano maestri e vie per risolvere i problemi. Ma le loro strade sono tracciate per intrappolare le vittime e solo più tardi ci si rende conto che si tratta di sette vere e proprie».

Gli organizzatori di questi gruppi sanno come persuadere le persone, come parlare alla gente: «Tutti sono a rischio, ne sono rimasti invischiati avvocati, medici, professionisti di alto livello – ha aggiunto Alessandrini –. I fautori di queste sette riescono a instaurare una dipendenza nell’adepto, influenzando anche la sua vita privata e creando crepe nella sua psiche. Vittime del fenomeno sono sì gli irretiti, ma anche i loro cari, da cui la vittima finisce per essere separato». Al di là del dolore personale, spesso si presentano situazioni di rilevanza penale. I reati che sovente sono legati alle attività delle sette sono truffa, associazione a delinquere, circonvenzione di incapace, ma anche spaccio, violenza sessuale e furto. E il codice penale ben poco ha a che fare con la spiritualità.

(1 – Continua)

 

FONTE: IL GIORNO

http://www.ilgiorno.it/cronaca/psicosette-1.2526748

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