Canada, Quebèc – Giovane madre muore rifiutando trasfusione di sangue imposta dal suo credo: era Testimone di Geova

HUFFINGTON POST

Testimoni di Geova: avremmo potuto salvare Éloïse Dupuis?

di ERIC DEBROISE, Vice-presidente e fondatore di Vigilanza Laica nel Quebèc

Libera traduzione a cura favisonlus

28/10/2016

Il fondamentalismo religioso uccide. Anche il fondamentalismo legalista uccide…

…L’autorità pubblica ha il potere di ignorare le credenze religiose per salvare vite umane

Eric Debroise

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Eloise Dupuis

Due settimane fa, apprendevamo della morte prematura di Eloise Dupuis (27 anni) all’ospedale Hôtel-Dieu di Lévis. La situazione oggi non è ancora chiara, il medico legale ha aperto un’inchiesta per determinare ciò che si sarebbe verificato durante i 6 giorni di sofferenza di Eloise.

Ma ecco ciò che sappiamo.

Dopo aver dato alla luce il suo primo figlio in un parto a casa, Eloise Dupuis ha avuto una grave emorragia. E’ stata trasportata al più vicino ospedale, l’Hôtel-Dieu de Lévis. I medici decidono rapidamente che ha bisogno di una trasfusione di sangue; solo che  Eloise è unaTestimone di Geova. E secondo le credenze religiose del suo gruppo, le trasfusioni di sono proibite con la condanna a non salvarsi la vita.

Per assicurarsi che Eloise non accettasse la trasfusione di sangue, una “polizia del sangue” si sarebbe stabilita nell’ospedale Hotel-Dieu de Lévis. Di che diritto si giova questa “polizia” in un ospedale pubblico? Sembra che questa “polizia del sangue” abbia impedito l’accesso a chiunque non fosse membro della loro religione. Manon Boyer, zia di Eloise ha detto: “non hanno dato l’accesso a nessuno che non fosse un testimone,  nel caso si sarebbe potuto convincerla ad accettare il trattamento“.

Quebec scioccato

Torniamo alla nostra storia. Durante la Grande Noirceur, il Quebec ha vissuto una Chiesa-stato, che ha contribuito a preservare l’identità francofona del paese, ma a prezzo del silenzio.

Silenzio sui dogmi religiosi e gli abusi del clero, oppure silenzio sulla condizione delle donne: quei parti ripetuti che minacciavano la salute di migliaia di madri e gli aborti clandestini pericolosi per la vita delle donne che lo praticavano.

Il Quebéc ha sperimentato il radicalismo religioso e non vuole tornarci. Il 2016, in cui una giovane donna muore dopo il parto, richiama i ricordi bui di una vecchia Quebéc.

Ciò che anche scandalizza, è morire per il rifiuto di una trasfusione di sangue.

Ciò che ancora scandalizza di più è quello di morire per “convinzione religiosa

Possiamo sostenere che Eloïse Dupuis abbia rifiutato in piena consapevolezza alla luce della “la polizia del sangue”?

Ciò che è più scioccante è la risposta del primo ministro Philippe Couillard, “i tribunali sono stati molto chiari, se una persona in grado di negare il consenso al trattamento medico, anche se a costo della sua vita, non possiamo andare contro la sua volontà “.

Che mancanza di umanità e di empatia da parte di un medico. Possiamo considerare che Eloise Dupuis fosse pienamente consapevole e il suo rifiuto libero con “la polizia del sangue”?

Si sarebbe urtata la sua libertà religiosa salvandola? In altre parole, avremmo potuto salvare una vita, salvare Eloise?

Il ritorno dei farisei …

Con il multiculturalismo di Stato, viviamo il gran ritorno dei farisei, quegli uomini che in tempi antichi preferivano il rispetto della legge a tutte le altre considerazioni. Coloro che, su qualsiasi argomento, ci ricordano costantemente che la legge è stata rispettata. Nel caso di Eloise, il promemoria è quello di rassicurarci che nulla di male sia stato commesso!

Il fondamentalismo religioso uccide. Anche il fondamentalismo legalista uccide. Eloise Dupuis è la prima vittima del 2016 di questo doppio fondamentalismo sulla falsariga degli accordi religiosi.

Secondo i farisei dei tempi moderni,  per il futuro è da considerarsi che se una persona per convinzione religiosa rifiuta di sottoporsi a un intervento di appendicite, come società, dovremmo accettarlo?

L’autorità pubblica ha il potere di ignorare le credenze religiose per salvare vite umane.

Nel caso di appendicite, non parliamo di accanimento terapeutico, ma di cure mediche di base, deve essere lo stesso per una trasfusione di sangue. Se si considera che è possibile per un paziente “negoziare” i termini del suo trattamento medico, resta in dovere al medico di guardia il trattamento per preservare la vita, prima di ogni altra considerazione (anche religiosa). In un sistema sanitario che manca continuamente di risorse, non spetta alle equipe mediche occuparsi di casi di coscienza religiosa.

Lo Stato si muova! L’autorità pubblica ha il potere di ignorare il credo religioso per salvare vite umane. Per esempio, il governo del Quebèc potrebbe rendere obbligatoria la vaccinazione per evidenti motivi di salute. Allo stesso modo, il governo del Quebèc potrebbe richiedere una trasfusione di sangue, mentre i costi del suo fallimento sono troppo alti per un sistema sanitario oberato sul piano finanziario.

Infine, e questa non è una sorpresa, per il parto, le  donne Testimoni di Geova hanno maggiori probabilità di morire rifiutando una trasfusione di sangue rispetto ai loro maschi correligionari. Questa pratica comunemente applicata a tutta una comunità porta a una sistematica discriminazione minoritaria, il che significa che una pratica consensuale in una comunità X entra in conflitto con i principi generali della società canadese (parità di genere); qesto è ciò che è accaduto nel caso di Eloise Dupuis.

Nonostante il maggior rischio per le donne Testimoni di Geova di morire per rinuncia a una trasfusione di sangue, quella comunità esige concessioni, ma le nega ai suoi membri in disprezzo della vita.

Lo Stato rifiutando di intervenire in caso di trasfusione di sangue in tutto il paese normalizza una sistematica discriminazione minoritaria nei confronti delle donne Testimoni di Geova. Ora che sappiamo che ci sono vittime, possiamo continuare a tollerare questo stato di cose con il pretesto del legalismo?

 

FONTE: HUFFINGTON POST

http://quebec.huffingtonpost.ca/eric-debroise-/temoins-de-jehovah_b_12675178.html

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