Ecco chi finanzia il leader-guaritore della setta apocalittica Agape sottrattosi a un mandato di cattura in Australia

29 Gennaio 2017

Predicatore apocalittico in esilio finanziato con le tombole ticinesi
Un’inchiesta svela il legame tra un’associazione caritatevole bellinzonese e il sedicente guaritore Rocco Leo, sottrattosi nel 2010 a un mandato di cattura australiano

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LUGANO/ADELAIDE – Una contestata organizzazione religiosa australiana, la Agape Ministries International, starebbe ricostituendosi alle Fiji anche grazie a fondi provenienti da serate di tombola organizzate nella zona nord di Bellinzona. Un’inchiesta congiunta di tio.ch/20 minuti e del domenicale australiano Sunday Mail ha svelato una fonte di finanziamento di Rocco Leo, leader di quella che in Australia è considerata una setta. Un’associazione gestita da un imprenditore ticinese raccoglie fondi tramite l’organizzazione di tombole per il «lavoro caritatevole» svolto dai membri del gruppo alle Fiji, dove Leo vive da quando nel 2010 si è sottratto a un mandato di arresto ad Adelaide, nello stato del South Australia.

South Pacific Charity – L’organizzazione di tombole e lotterie in Ticino è consentita solo per scopi di pubblica utilità o beneficenza. In base al numero di cartelle distribuite dalla Polizia cantonale si può stimare un giro d’affari che può raggiungere complessivamente i 150mila franchi. Quanto raccolto da ogni singola associazione non è però reso pubblico. L’associazione ticinese South Pacific Charity, che si è scoperta essere legata ad Agape, è tra quelle che organizzano più spesso delle tombole di beneficenza. Gli eventi, frequentemente pubblicizzati sui quotidiani, di ieri l’ultima inserzione, si stima possano occupare tra le 75 e le 100 serate all’anno. Dal registro di commercio del Canton Ticino si scopre che la South Pacific Charity è registrata a Bellinzona, presieduta dall’imprenditore ticinese Lorenzo Lettieri e, fino a pochi giorni fa, come direttore figurava Rocco Leo. In un bizzarro gioco delle parti, Lettieri ha promosso una causa contro il predicatore nelle corti del South Australia. L’immobiliarista figura infatti in un gruppo di ex membri di Agape che rivendica una fetta dei 9 milioni di dollari australiani congelati per ordine del tribunale.

Il raid – Agape è balzata agli onori della cronaca australiana nel 2010, quando durante un raid la polizia ha rinvenuto, nelle proprietà dell’organizzazione, armi, munizioni e detonatori. I beni, sparpagliati in due stati australiani e svariati conti bancari, sono stati congelati quando sono venute alla luce alcune inquietanti dottrine riguardanti l’Apocalisse e l’impianto di microchip su tutta la popolazione umana. Dei membri fuoriusciti hanno raccontato di come Rocco Leo abbia promesso la salvezza dal giorno del giudizio, e la guarigione dalle malattie, a chi si fosse trasferito su “The Island”, la sede in preparazione nel Sud del Pacifico. Sottrattosi al mandato d’arresto, il predicatore si è stabilito in un ex eco-resort di Pacific Harbour, a 35 chilometri da Suva, capitale delle Fiji. La vendita all’asta dei beni del gruppo, nel 2014, e il rimborso dei creditori e del fisco australiano, ha fatto credere che la setta fosse definitivamente smantellata. Lo scorso anno, però, l’Australian Taxation Office ha scoperto beni per ulteriori 9 milioni, sui quali sia Leo che il gruppo di querelanti a cui appartiene Lettieri stanno avanzando delle pretese in tribunale.

Guarire il cancro con la preghiera – Un nostro approfondimento di questo mese sul panorama ticinese delle tombole ha fatto emergere il coinvolgimento di Rocco Leo nella ticinese South Pacific Charity. L’associazione è legata a due siti web pressoché identici, uno in italiano che porta il nome della ong ticinese, e uno in inglese intitolato invece alla gemella fijiana Whitehorse Ministries. Su entrambi si possono trovare delle immagini del leader di Agape alle Fiji. «I nostri valori – si può leggere – si basano su principi cristiani, ma siamo senza denominazione specifica, come per altro descritto nella Sacra Bibbia». Sono elencati i numerosi, ma piuttosto fumosi, progetti di aiuto della popolazione locale. Nella sezione media, invece, viene dato risalto alla storia di Mishra, un ragazzo del luogo di religione hindu, che sarebbe guarito dal cancro grazie alle preghiere di Pastor Leo e a una parziale conversione ai principi del cristianesimo. Nei prospetti dell’associazione sono numerose le testimonianze di questo tipo, in cui Leo e il suo team avrebbero curato infarti, asma, diabete attraverso la preghiera. Un’altra ragazza avrebbe anche ottenuto una promozione e si sarebbe vista triplicato lo stipendio.

The Swiss Connection – I risultati di questa inchiesta sono stati pubblicati oggi anche sul domenicale Sunday Mail e descritti come «The Swiss Connection». Secondo il Registro di commercio del Canton Ticino, la South Pacific Charity è stata registrata da Lorenzo Lettieri e Rocco Leo nel maggio del 2013. Secondo quanto ricostruito da tio.ch/20 minuti e dal Sunday Mail, Lettieri ha incontrato Leo nel 2001 e ha vissuto a Oakden, nei pressi di uno dei compound di Agape fino al 2002. Lorenzo Lettieri, imprenditore bellinzonese, è noto soprattutto per aver acquistato due anni fa l’ex sede diplomatica italiana Casa Italia a Locarno per 7 milioni di franchi. Lo scopo dichiarato della South Pacific Charity è quello di «aiutare gli abitanti del Sud Pacifico a svilupparsi economicamente, soprattutto anche spiritualmente, moralmente e socialmente, al loro pieno potenziale come descritto nel Santo NKJV Bibbia e dallo Spirito Santo». L’associazione dichiara di raccogliere mezzi tramite «donazioni spontanee, gestione di tombole o lotterie, promozione del proprio sito dal quale può ricevere sponsorizzazioni o dalla vendita di prodotti».

La causa – D’altro canto, come detto, Lettieri fa parte del gruppo di sette persone che nel marzo del 2015 ha intentato causa contro Leo chiedendo alla Corte suprema del South Australia che fosse loro assegnato un risarcimento di 2,5 milioni di dollari australiani. Nella richiesta denunciano che Leo avrebbe «violato la loro fiducia» non riuscendo a fondare un «centro di assistenza» nello stato insulare di Vanuatu, progetto per il quale avevano versato dei fondi ad Agape. Da noi incontrato, Lorenzo Lettieri ha spiegato che South Pacific Charity sostiene l’organizzazione benefica alle Fiji con piccole quantità di denaro. Ha anche affermato di aver controllato personalmente gli aiuti portati alla popolazione fijiana. In seguito all’inchiesta di tio.ch/20 minuti e del Sunday Mail il nome di Rocco Leo è stato depennato dalla registrazione della South Pacific Charity.

La saga di Rocco Leo è iniziata sette anni fa, quando al banco dei testimoni della Corte distrettuale di Adelaide, dopo essersi rifiutato di giurare sulla Bibbia, raccontò di come la sua chiesa fosse stata minacciata da colombiani armati. L’attenzione su quell’organizzazione religiosa poco conosciuta esplose improvvisamente due mesi dopo, quando 90 agenti della polizia del South Australia fecero irruzione nelle proprietà di Agape, rinvenendo armi, detonatori e la bellezza di 35mila proiettili di grosso calibro. In questi anni, tra le testimonianze dei fuoriusciti e le difese dei devoti, le notizie non hanno mai smesso di rimbalzare tra Adelaide e le Fiji, dove Leo si è rifugiato con i collaboratori più stretti. Il clamore è stato suscitato soprattutto dai racconti delle profezie di Apocalisse e di impianto di microchip in tutta la popolazione del pianeta per tenerla sotto il giogo dei governi. Agape continua a difendersi e in alcuni documenti che pretendono di raccontare «La vera storia» si spiega come la persecuzione di questa chiesa cristiana sia dovuta al desiderio di «politici corrotti del South Australia e di membri agli alti livelli della polizia» di impedire all’organizzazione di godere di una colossale concessione su 2’500 km quadrati di miniere di oro e carbone donata da un geologo a cui Agape fornì supporto psicologico. Le armi e le munizioni ritrovate sarebbero state nascoste da ex membri rancorosi, mentre le bislacche teorie apocalittiche deriverebbero solo da interpretazioni sbagliate degli studi biblici praticati nella chiesa, in particolare delle letture del libro dell’Apocalisse.

Articolo di Filippo Suessli 

FONTE ORIGINALE: Ticinonline

http://www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1128427/Predicatore-apocalittico-in-esilio-finanziato-con-le-tombole-ticinesi

 

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