SETTE E ADOLESCENTI. Cresce il satanismo “fai da te”.

Sette sataniche: in aumento tra gli adolescenti quelle “fai da te”
Il satanismo, organizzato e no, è diffuso soprattutto al Nord: i riti, i luoghi, le musiche e le droghe di un fenomeno in crescita

di Nadia Francalacci

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Scritte che evocano il demonio, resti di altari all’interno di case abbandonate, circondati da candele nere e croci capovolte. In Italia il satanismo è un fenomeno in aumento al pari delle psico-sette, che ogni anno contano migliaia di nuovi appartenenti.

Secondo il dottor Luigi Corvaglia, esperto di satanismo e membro del Comitato scientifico della Federazione Europea dei Centri di ricerca e informazione sul settarismo (Fecris), l’adorazione di Satana non conosce età anche se, attraverso l’utilizzo dei social network come Facebook, sono sempre più gli adolescenti che si avvicinano per la prima volta al culto di Satana.

In Italia, secondo lo studioso, sono circa 10 le sette sataniche organizzate e censite, ciascuna con una media di circa un centinaio di adepti. Ma l’aspetto più inquietante è l’aumento di gruppi disorganizzati, in pratica “fai da te”, di cui è impossibile un censimento corretto e che spesso sono responsabili di fatti di sangue, mutilazioni di animali e atti di vandalismo. L’area geografica di maggior diffusione del satanismo giovanile è soprattutto quella del Nord, in particolare il Piemonte, con le principali sette organizzate che si trovano invece a Torino, Bologna e Napoli.

Dottor Corvaglia, ma cos’è esattamente il satanismo?
“Per satanismo si intende tanto il culto del diavolo descritto dalle scritture quanto un atteggiamento di ribellione contro i valori morali incarnati dal cristianesimo, per il quale Satana è solo il simbolo delle forze del progresso, metafora dell’autoderminazione dell’uomo. La prima accezione descrive il satanismo ‘spiritualista’ e ‘tradizionale’, rappresentato da Il tempio di Set e Ordine dei Nove Angoli, la seconda quello ‘razionalista’, rappresentato dalla Chiesa di Satana. Queste due correnti, più quella ‘luciferiana’ (che è di fatto una variante del primo tipo) costituiscono il satanismo organizzato”.

Si sa che l’iniziazione è il passaggio fondamentale per l’ingresso in una setta, ma come avviene?
“L’iniziazione ha una forte valenza psicologica e simbolica. Nel caso del satanismo, comporta uno scritto con cui l’adepto si affida a Satana e che verrà siglato col suo sangue per poi essere bruciato. Questa sorta di auto-iniziazione non è tuttavia necessariamente legata all’ingresso in un’organizzazione, che in genere prevede invece ulteriori riti collettivi, magari durante una Messa Nera. I novizi assumono spesso nuovi nomi a simbolo della rinascita spirituale. Al di là dell’aspetto scenografico, però, l’adesione a un gruppo satanico organizzato ha anche connotati molto più prosaici. Ad esempio, per associarsi alla Chiesa di Satana la procedura è il riempimento di un form di richiesta di adesione addirittura rinvenibile sul Web”.

Quali sono le principali differenze tra satanismo organizzato e disorganizzato?
“Definiamo ‘organizzato’ il satanismo dotato di una sua struttura e coerenza dottrinale, i cui rituali sono definiti da una qualche tradizione, i cui capi e le cui sedi siano identificabili. Esiste poi un supposto satanismo costituito da gruppuscoli di giovani, spesso minorenni, che è definito ‘satanismo acido’ per via della sua frequente associazione con il mondo delle droghe. Questo satanismo giovanile è legato a una subcultura gotica e necrofila, spesso affascinata dal paganesimo nordico, che è tipica di certa musica Heavy Metal. Questi sedicenti satanisti sono privi di una continuità organizzativa, mancano di una cornice filosofica e rituale di riferimento e quelle che mettono in scena sono spesso cerimonie da horror anni Settanta, fra il grandguignol e il pecoreccio”.

Quale tra i due risulta essere più pericoloso e perché?
“Non vedo grandi fonti di pericolo nel fenomeno ‘organizzato’, che conta poche centinaia di adepti in Italia e che per di più si limitano a pratiche rituali nei loro luoghi di culto. Paradossalmente, se proprio si vuol vedere qualche rischio che vada oltre le ripercussioni psichiche su alcuni soggetti predisposti, è più preoccupante il satanismo ‘fai da te’ dei ragazzi. Vandalismo, incendi, profanazione di tombe, mutilazione di animali e così via sono azioni frequenti in chi coniughi personalità antisociale, desiderio di onnipotenza e ribellione adolescenziale. Inoltre, non è corretto fare un’associazione diretta tra satanismo ‘organizzato’ e atti di violenza estremi: il caso della suora uccisa a Chiavenna nel 2000 da tre ragazzine così come quello degli omicidi avvenuti nel Varesotto per mano delle ‘Bestie di Satana’ (un gruppo di sbandati metallari) sono stati il cattivo frutto di una patologia sociale e individuale ‘nobilitata’ dal culto di Satana, ma non da esso innescata. Quasi tutti i crimini gravi attribuibili al satanismo possono invece essere ricollegati ai gruppi giovanili, meno controllabili per conformazione e struttura cellulare, e meno aderenti a prevedibili stili filosofici condivisi appunto dal satanismo organizzato”.

Qual è la fascia d’età nella quale è più facile “cadere” in queste sette?
“Il satanista difficilmente ‘cade’ nel satanismo, che invece viene generalmente ricercato. Secondo Anton LaVey ‘satanisti si nasce, non si diventa’. Ad ogni modo, se la risposta sull’età di accesso è facile per il satanismo giovanile, essendo chiaramente l’adolescenza, è più difficile rispondere riguardo al satanismo ‘adulto’, perché le differenti forme di satanismo rispondono a bisogni che si inquadrano in differenti stadi della vita. Ad ogni modo, la prima età adulta è quella più tipica del neo-adepto”.

In età adolescenziale ci sono atteggiamenti che possono essere captati da genitori o amici come sintomatici dell’appartenenza a sette sataniche?
“Non esiste un unico profilo dell’adolescente satanista e ciò che più gli si avvicina, non si discosta troppo da quello classico dell’adolescente in crisi fisiologica. Esasperando il concetto, arriverei a dire che quello del satanismo giovanile è una delle tante possibili via di fuga della crisi adolescenziale. Al bisogno di appartenenza, di riconoscersi in simboli di gruppo, alla solitudine adolescenziale e al bisogno di trasgressione comuni a quell’età può affiancarsi un desiderio di onnipotenza e di rivalsa dalla frustrazione. Tratti definibili come ‘schizoidi’ e ‘antisociali’ possono giocare un ruolo estremamente importante. Un figlio che aumenta il suo isolamento fisico e psichico dalla società normativa e manifesti comportamenti antisociali (vandalismo, furti, violenza eccetera) e abusi di alcol e droga, merita senz’altro attenzione anche rispetto alla possibile adesione a una seta; ma la meriterebbe comunque, indipendentemente dalla eventuale soluzione satanica. Certo, anche la propensione per l’occulto, il gotico e la necrofilia sono segni che vanno tenuti d’occhio, ma bisogna stare molto attenti a non dare a ciò il senso che spesso gli osservatori religiosi gli danno, ossia di essere strumenti del demonio e segno che il maligno sta già operando”.

Nei cai sospetti, come si deve comportare un genitore?
“Come già detto, è necessario essere attenti all’evoluzione della crisi del figlio adolescente. Chi entra in un gruppo satanista, ha già dato segni. Pertanto un genitore dovrebbe fare quello che è valido per prevenire qualunque altra manifestazione del marasma giovanile: instaurare un tipo di relazione che aumenti la fiducia in sé del figlio in un contesto emotivo sano e sereno. Insomma, assolvere al compito più difficile del mondo, satanismo o meno…”.

Si può “uscire” dalle sette sataniche o sono una strada senza ritorno?
“Nel caso di un giovane satanista ‘acido’, possiamo immaginare che le possibilità vadano dalla fisiologica risoluzione del turbamento giovanile all’evoluzione nel delirio psicotico. I segni ci diranno se e come intervenire. Nel caso del satanista spiritualista o razionalista, devo invece rispondere in termini laici: quelli dei satanisti sono gruppi come altri, dai quali in teoria si entra e si esce a piacimento. Sono però sempre gruppi ‘settari’, in cui può vigere una qualche forma di persuasione indebita e dipendenza psicologica che porta alla difficoltà di sganciarsi. Anche questo, tuttavia, non è esclusivo dei gruppi satanisti, ma è tipico di qualunque culto fra quelli considerati ‘ad alta richiesta’. Qualora si sappia che l’adesione al culto sia stata frutto di manipolazione e/o comporti abusi, violenze e vessazioni – eventualità non rara in congreghe dedite a riti sessuali – amici e familiari dovrebbero chiedere l’aiuto di associazioni come il CeSAP o la Favis che forniscono supporto psicologico e legale”.

 

FONTE: PANORAMA

http://www.panorama.it/news/cronaca/sette-sataniche-in-aumento-adolescenti-quelle-fai-da-te/

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