SPAGNA. Sintesi del III Convegno nazionale sulle sette.

E’ DIFFICILE FIDARSI DI QUALUNQUE AIUTO DOPO AVER LASCIATO UNA SETTA
 Il III Convegno Nazionale sulle sette svoltosi a Marbella ha raccolto testimonianze di ex adepti e di esperti dei gruppi distruttivi

 

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Immagine di repertorio 

Usciti da una setta dopo due decenni è difficile fidarsi di un supporto o di un esperto“. La persona che parla è una donna spagnola di mezza età, vittima della manipolazione di un gruppo distruttivo e ha partecipa al Terzo Convegno Nazionale sulle sette tenutosi aMarbella. Il convegno che si è aperto il 3 marzo è diventato il forum delle strazianti testimonianze di coloro che hanno vissuto sotto il giogo di sette coercitive e di che li ha aiutati a liberarsi di un fardello così pesante. Questa congresso, sostenuto dall’Associazione Ibero Americana per la ricerca sull’Abuso Psicologico (AIIAP), così come dal Gruppo di lavoro sulle derive settarie del Collegio di Psicologia della Catalogna (COPC), ha riunito nel Palazzo dei Congressi della città, con ingresso gratuito, le vittime delle sette e  loro famiglie, unitamente ai professionisti esperti del fenomeno in Spagna, con l’obiettivo primario di sensibilizzare circa il pericolo di questi movimenti.

La donna, che ha partecipato come ascoltatore e ha rivelato il suo status di vittima, ha detto che nel momento in cui si rese cosciente di aver subito la manipolazione pensò di andare alla stazione di polizia per fare la denuncia, ma non lo fece: “Cosa racconto alla polizia ? ” si chiese.

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Dott. Miguel Perlado

Questo sentimento di impotenza per mancanza di codificazione del crimine settario in quanto tale, e la mancanza di un registro ufficiale dei gruppi coercitivi, è stato uno dei temi discussi al convegno, che si è aperto con una presentazione sul fenomeno dei culti di Miguel Perlado, psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista e coordinatore del Gruppo di lavoro sulle Derive Settarie del Collegio di Psicologia della Catalogna.

L’incontro, il terzo del suo genere tenutosi in spagna -il primo a Barcellona e il secondo a Madrid- è stato arricchito da interventi da parte del pubblico. Tra questi, un poliziotto che ha incoraggiato le persone finite vittime dalle fauci di tali gruppi a recarsi alla polizia per denunciare. “La polizia ascolta tutto. In ogni Commissariato si assumerà come minimo un orientamento e si studierà la tipizzazione dei possibili reati “, ha spiegato l’agente.

Perlado, nel frattempo, ha insistito sul concetto  che le sette approfittano di momenti di “vulnerabilità” che “qualunque persona” attraversa nella vita, per attirare seguaci e raggiungere i loro obiettivi avvalendosi di “tecniche di influenza quotidiane e convenzionali “.

Dalla tunica all’abito intero

L’esperto ha anche avvisato circa la nuove derive settarie: si presentano con  una messinscena sofisticata, a volte sostenute da studiosi e inizialmente con la parvenza di strutture orizzontali. “Da tempo hanno lasciato la tunica per l’abito intero“, ha sintetizzato.

In effetti, i tentacoli di questi gruppi sono molto più lunghi di quanto possiamo pensare. Secondo le stime in Spagna operano 200 gruppi e circa lo 0,9% della popolazione vi partecipa. Non è una percentuale trascurabile. Tradotto in cifre assolute, 500.000 spagnoli sono vittime di un culto settario

Alla riunione, che è proseguita il giorno successivo con interventi dalle nove del mattino, hanno partecipato esperti in psicologia, diritto, medicina, psichiatria, laureati in criminologia, ex membri dei gruppi settari e loro parenti.  L’esibizione di un prestigiatore ha consentito di osservare le manipolazioni sviluppate da questi gruppi. L’evento ha visto anche la partecipazione di un giornalista infiltrato in una setta che ha raccontato la sua esperienza.

 

Articolo liberamente tratto da DIARIO SUR:

http://www.diariosur.es/marbella-estepona/201703/04/tras-salir-secta-cuesta-20170304004545-v.html

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