I bambini fantasma delle sette e le vittime inascoltate di maghi, ciarlatani e santoni

17 Marzo 2017

Il santone e le ferite della fragilità

di LUIGI LA SPINA

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Bisogna ammetterlo: la notizia che più ha colpito i torinesi, in questa settimana, è quella del santone e della sua setta di povere vittime e di ignobili stupratori. Una vicenda che contiene indubbiamente tutti gli elementi di seduzione mediatica, un torbido intreccio di sesso, satanismo e ingenua credulità. Con l’aggiunta, che di questi tempi sembra inevitabile, persino della politica, per la scoperta del transito di un ex «uomo delle istituzioni», ormai defunto, dalle sedute delle aule parlamentari a quelle, certo più emozionanti, della soffitta di Mirafiori.

Al di là delle solite rievocazioni sulla cosiddetta «Torino magica», quello che sconcerta è non tanto la fragilità psicologica delle donne, ma anche di alcuni ragazzi, complici e insieme vittime, del «maestro» satanista, quanto l’abisso di disperata solitudine nel quale si sono trovati. Una solitudine che non ha avuto alcun conforto nè dalle strutture delle Stato, a cominciare dalla scuola o da consultori e assistenti sociali, nè da quelle della Chiesa.

Se il ricorso solo a un santone e alla sua setta di sfruttatori di una impressionante credulità può far sperare in un sollievo alla fatica di vivere, bisogna davvero riflettere sulle troppe assenze che, nelle nostre società, costringono tante persone a rivolgersi ai più improbabili e criminali guaritori.

Il primo di questi «vuoti» che ci circondano è certamente quello della scuola, perché l’ignoranza è la condizione più favorevole per arrivare allo sfruttamento, psicologico, sessuale ed economico, delle persone. Il confronto con le altre nazioni europee, per quanto riguarda i livelli culturali dei cittadini italiani, è impietoso, perché ci vede agli ultimi posti e, in alcuni casi, proprio all’ultimo posto, nel numero dei laureati, dei diplomati nella scuola superiore o inferiore. Corrispettivo di questa umiliante situazione è l’altrettanta grande distanza dell’investimento del nostro Stato, nel settore scolastico e universitario, rispetto a quello destinato dai Paesi europei per l’educazione e la formazione dei loro giovani.

Altrettanto significativo e, forse, persino più sorprendente è il «vuoto» di quella rete di assistenza morale e di conforto spirituale che, una volta, era assicurata dai preti delle chiese cittadine. Certe notizie dovrebbero indurre parroci e vescovi non solo a lanciare lodevoli, ma inevitabilmente generici, appelli contro violenze fisiche e psicologiche nei confronti delle persone più deboli, ma a riorganizzare la presenza della Chiesa sul territorio cittadino per riuscire a conoscere meglio le difficoltà di tanti giovani, e meno giovani, evitando che il ricorso all’ambiguo fascino delle sette, più o meno criminali, ma anche alle droghe o al gioco d’azzardo compulsivo, possa sembrare l’unico rimedio a quella solitudine esistenziale.

FONTE: LA STAMPA

http://www.lastampa.it/2017/03/17/cronaca/rubriche/cara-torino/il-santone-e-le-ferite-della-fragilit-L3GExpVYqchyKeOITKU2aL/pagina.html

 

NOTA: LEGGI ANCHE ARTICOLO A FIRMA DI MASSIMILIANO PEGGIO PER LA STAMPA “Inascoltate le mie denunce contro il finto mago” , qui

http://www.lastampa.it/2017/03/18/cronaca/inascoltate-le-mie-denunce-contro-il-finto-mago-QqSyq7VBfM44zJTNViuZ7N/pagina.html

NOTA 2: Sull’oggetto di questo post si riporta un estratto di un articolo del 2010 pubblicato da LA STAMPA

I bambini fantasma delle sette d’Italia
Trascinati dai genitori o vittime di «guru» pedofili

I bambini fantasma: violenze e riti di purificazione per entrare nelle sette

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TORINO  Al centro una «figura carismatica». Attorno una casta di «eletti». Più in basso, gli «adepti»: uomini, donne. E i loro figli, anche piccoli: «bambini fantasma» dei quali si sa pochissimo, vittime indifese di violenze psicologiche e fisiche in nome di una pseudo-religione o di «credo» mascherati.

«In Italia succede sempre più spesso», è la drammatica denuncia di Telefono Azzurro. Ma quanti sono i bambini coinvolti? Non esistono cifre ufficiali, ma è ragionevole ipotizzare una stima di diverse centinaia, visto che il numero complessivo di «adepti» italiani, secondo le associazioni che riuniscono i parenti delle vittime, supera abbondantemente il milione.

Dice Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro: «Non ci sono soltanto i bambini trascinati nella setta dai genitori o da qualche pedofilo travestito da guru. Ci sono anche quelli che nascono dentro la comunità. Sono più fortunati degli altri: avendo avuto pochi contatti con il mondo esterno non devono sottoporsi a continui “riti di purificazione”. Ma di loro si hanno poche, debolissime tracce. Spesso non sono neppure registrati all’anagrafe».

Il quadro che emerge dai racconti dei seguaci in fuga e dalle denunce raccolte da polizia e carabinieri è terribile. Figli piccolissimi «regalati» dai genitori al capo-setta o a tutta la comunità. Confessioni «aperte» sulle pratiche sessuali, alle quali i bambini sono costretti ad assistere. Violenze quando vengono sorpresi a disubbidire – dove disubbidire significa anche solo parlare con la mamma – scariche elettriche, ustioni, droghe e psicofarmaci. Per «purificare lo spirito» è proibito piangere: i piccoli che lo fanno sono chiusi in stanze buie, minacciati o costretti al digiuno, umiliati «pubblicamente, davanti ai coetanei, per imprigionarli nell’insicurezza e tenerli legati.

«Riceviamo decine di segnalazioni ogni giorno – spiega Lorita Tinelli, presidente del Cesap, il Centro studi sugli abusi psicologici – e non è un azzardo ritenere che le sette “abusanti” in Italia siano circa un migliaio. Censirle non è facile: agiscono nell’ombra, e una volta scoperte si ricostituiscono in breve tempo sotto un altro nome».

L’ultimo elenco «ufficiale» delle congregazioni in Italia è vecchissimo, addirittura del ‘98. A produrlo il Dipartimento di Pubblica Sicurezza in un rapporto dal titolo «Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia» che calcolava 137 gruppi settari: 76 religiosi e 61 magici. Già allora le più diffuse erano le psicosette. «Gruppi “motivaziona- li” che agganciano i più giovani e promettono risultati sorprendenti a scuola, nello sport, con gli amici – spiega Maurizio Alessandrini, presidente della Favis, l’associazione dei familiari delle vittime -. Negli ultimi anni le psicosette si sono moltiplicate a dismisura entrando anche nelle scuole. Del resto, l’Italia è tra i pochi Paesi in Europa dove non c’è una legge ad hoc e nemmeno è punito il reato di “manipola- zione mentale per fini illeciti”».

Di un fenomeno che dilaga si occupano associazioni laiche e religiose: «Riceviamo spesso chiamate da coniugi che si stanno separando – dice Don Aldo Buonaiuto, della comunità Papa Giovanni XXIII -. Non riescono più a vedere i figli e sospettano che siano finiti in una qualche comunità strana insieme all’altro genitore».

Le forze di polizia, che hanno formato squadre antisette con psichiatri e psicologi, confermano l’allarme. «Ho incontrato molti ragazzini irretiti da figure carismatiche, trascinati nelle sette all’insaputa della famiglia – dice Giorgio Manzi, comandante del reparto analisi criminologiche dei Carabinieri -. I genitori devono vigilare, cogliere ogni sfumatura di cambiamento nei figli. Il rischio, se non lo si fa, è perderli per sempre».

FONTE: LA STAMPA

http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51456girata.asp

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