Ecco chi è il santone della setta religiosa arrestato per pedofilia

2 Agosto 2017

Questura di Catania
Operazione 12 Apostoli
Operazione 12 Apostoli 

Gli uomini del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania sgominano un’associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata sui minori.

Su delega della Procura distrettuale di Catania, il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni “Sicilia Orientale” di Catania ha eseguito questa mattina, una ordinanza di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Catania nei confronti di:

 

  1. CAPUANA Pietro Alfio, classe 1944 – Arresto in carcere
  2. RACITI Fabiola, classe 1962 – Arresto domiciliari
  3. GIUFFRIDA Rosaria, classe 1960 – Arresti domiciliari
  4. SCARPIGNATO Katia Concetta, classe 1969- Arresti domiciliari

 

Ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori.

L’indagine è stata avviata lo scorso anno, allorché la madre di una minore (di anni 15) ha denunciato alla Polizia Postale di Catania i reiterati abusi sessuali subiti dalla figlia all’interno di una congregazione religiosa, denominata “Associazione Cattolica Cultura ed ambiente”, sita in Aci Bonaccorsi (CT), fondata da un sacerdote, Padre Cavalli, oggi deceduto e gestita, ormai da molti anni, da Capuana Pietro.

La comunità, composta da circa 5000 persone, è un gruppo chiuso, con selezione d’ingresso ed organizzazione di tipo fortemente gerarchico, al cui vertice è posto il Capuana, affiancato da soggetti aventi vari incarichi direttivi, denominati “12 apostoli”.

All’interno della predetta Comunità, formalmente dedita alla vendita di prodotti agricoli coltivati dagli stessi adepti (con proventi di migliaia di euro mensili), venivano perpetrati, da moltissimi anni, atti di violenza sessuale ai danni di minorenni, qualificati come azioni mistiche e spirituali, aventi valenza religiosa.

In occasione della denuncia, la mamma della minore ha consegnato uno smartphone in cui erano contenute conversazioni in chat, utili alle indagini, estratte in maniera forense dalla Polizia.

Successivamente, sono state identificate altre persone offese che, assunte a sommarie informazioni, hanno confermato gli abusi (talvolta risalenti negli anni), descrivendo lo stato di totale plagio esistente all’interno del gruppo, fondato su argomenti di carattere religioso (persuasione tanto forte da indurre anche alcune donne, madri di minori, a condurre consapevolmente le figlie all’interno del gruppo, nonostante le pratiche, ivi esercitate).

Le capillari investigazioni, sia di carattere tecnico (intercettazioni telefoniche), sia di natura tradizionale (appostamenti con rilievi fotografici) hanno consentito di accertare la sussistenza di una vera e propria associazione a delinquere, finalizzata alla violenza sessuale aggravata, composta oltre che dal Capuana (che fruiva delle prestazioni sessuali), anche da almeno tre donne: Raciti Fabiola, Scarpignato Katia e Giuffrida Rosaria.

Le predette si occupavano stabilmente di reclutare le minori da sottoporre alle pratiche sessuali, vincendone le resistenze (le stesse convincevano le giovani che i rapporti con il Capuana  non erano atti sessuali, bensì atti di “amore pulito” , “amore dall’alto”) ed organizzando dei veri e propri “turni” delle bambine presso l’abitazione dell’uomo, durante i quali le minori, oltre ad attendere alle svariate necessità dell’indagato (lavarlo, vestirlo, pulire la sua abitazione, ecc.), dovevano soddisfare anche le sue richieste sessuali, talvolta anche in gruppo.

Le vittime, inoltre, erano costrette a sottoscrivere delle lettere in cui dichiaravano il loro amore per il Capuana, dichiarandosi espressamente consenzienti alle sue richieste sessuali. Allorquando le minori esternavano dubbi o non aderivano alle richieste dell’uomo e delle sue collaboratrici venivano tacciate di essere prive di fede in Dio e, talvolta, anche multate, con obbligo di pagamento di somme di denaro.

Gli abusi venivano consumati oltre che all’interno dell’abitazione del Capuana, anche all’interno del cosiddetto “cenacolo”, luogo ove la Comunità si riuniva con cadenza settimanale per riunioni su argomenti religiosi, in occasione delle quali l’uomo faceva delle “locuzioni” religiose, proclamandosi la reincarnazione di un Arcangelo.

Nel corso delle perquisizioni locali ed informatiche è stato rinvenuto numeroso materiale cartaceo ed informatico, tra cui moltissime delle lettere redatte dalle giovani, nonché il “registro” con gli elenchi nominativi di migliaia di adepti.

Numerose le donne, minori e maggiorenni, vittime in questa vicenda che perdura da oltre 25 anni.

 

FONTE: Questure. Polizia di Stato

http://questure.poliziadistato.it/Catania/articolo/13005981a63c0f699067159678


 

Pietro Capuana: il santone arrestato per pedofilia
Abusi sessuali andati avanti per 25 anni secondo l’accusa. Arrestati il santone e tre donne che collaboravano con l’uomo

Sono uomo e tre donne le persone arrestate e condotte in carcere per associazione per delinquere finalizzata alla violenza sessuale su minorenni nell’ambito dell’inchiesta ’12 apostoli’ della Procura distrettuale di Catania. Sono il presunto santone e tre collaboratrici dell’uomo, che non è un religioso. Dalle indagini del compartimento Sicilia orientale della Polizia postale è emerso che l’indagato avrebbe abusato di minorenni per ‘purificarle’ e ‘iniziarle’ alla vita spirituale, mentre le tre donne, secondo l’accusa, avevano il ruolo di plagiarle per convincere le vittime a subire la violenza sessuale facendo credere loro che fossero ‘azioni mistiche spirituali, aventi valenza religiosa’.

Pietro Capuana: il santone arrestato per pedofilia

Gli arrestati sono Pietro Capuana di 73 anni, che per un quarto di secolo ha diretto la comunità ‘Cultura ed Ambiente’ di Aci Sant’Antonio, una vera e propria setta, condotto in carcere. E tre donne poste ai domiciliari: Fabiola Raciti di 55 anni, Rosaria Giuffrida di 57 e Katia Scarpignato di 48. L’inchiesta della procura della Repubblica, guidata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Laura Garufi e affidata al compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni guidata da Marcello La Bella, è stata avviata in seguito alla denuncia dettagliata della mamma di una ragazzina finita nel giro delle setta religiosa di Aci Sant’Antonio.

pietro capuana aci sant'antonio 1

E’ stata lei a consegnare agli 007 della polizia uno smartphone con delle conversazioni in chat che evidenziavano le intenzioni degli organizzatori religiosi che chiedevano alle ragazzine avvicinate di scrivere delle lettere contenenti dichiarazioni d’amore nei confronti di Capuana. Sono così iniziate delle intercettazioni telefoniche e di tipo tradizionale nel cenacolo, dove si riunivano tutti gli adepti. Gli abusi sessuali su minorenni, ma anche maggiorenni, sarebbero andati avanti per venticinque anni.

 

FONTE: NEXT Quotidiano

https://www.nextquotidiano.it/pietro-capuana-cultura-ambiente/

 

NOTA: Sulla vicenda vedi altri articoli ai link di seguito

http://www.cataniatoday.it/cronaca/ragazzine-abusate-setta-religiosa-02-agosto-2017.html

http://www.lastampa.it/2017/08/02/italia/cronache/abusi-su-minori-durante-riti-religiosi-di-una-setta-persone-arrestate-in-sicilia-ytDrHGhgVe02xiSPzuUPBN/pagina.html

http://www.affaritaliani.it/cronache/abusi-sessuali-in-una-setta-le-ragazzine-purificate-dall’arcangelo-493220.html

 

 

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