Mia moglie prigioniera di una setta esoterica. La denuncia di un salentino in tv e quella dell’associazione di tutela delle vittime Centro Studi sugli Abusi Psicologici (CeSAP onlus)

 

“Mia moglie prigioniera di una setta”: il caso finisce a Domenica In
Durante la puntata del programma domenicale in onda su Rai1 la denuncia di un salentino, la cui vita è stata distrutta da una santona.

“Mia moglie è prigioniera di una setta, mi ha lasciato e ha abbandonato i nostri figli per seguire una santona”. E’ finito su Domenica In il caso di una donna del basso Salento, caduta in mano ad una pericolosa setta durante un periodo di fragilità. “Questi santoni approfittano delle debolezze delle persone per insediarsi nelle loro vite e strapparli alla loro quotidianità” è la denuncia del marito che a deciso di uscire allo scoperto e raccontare la storia durante il programma di Cristina Parodi. Tre anni fa la moglie è caduta in uno stato di depressione a seguito della morte del padre.
Approfittando del momento di fragilità, la zia della donna, sorella del defunto, l’avrebbe avvicinata a un gruppo esoterico convincendola di poterla mettere in contatto con il genitore. Una volta diventata adepta, avrebbe cercato di coinvolgere nella setta anche i suoi figli, di cui una ancora minorenne, i quali però avrebbero opposto resistenza e per questo sarebbero stati allontanati dalla madre. “Il motto delle sette è ‘Chi non è con noi è contro di noi’. – ha denunciato il marito durante la puntata, andata in onda domenica su Rai Uno – Mia moglie odia me e i suoi figli. E’ stata chiaramente plagiata, ma purtroppo nell’ordinamento italiano, il plagio non è più riconosciuto come reato”. 

Qui il video della puntata: al minuto 30 l’intervista al salentino.

 

Donna in mano ad una setta, associazione scrive ai Servizi sociali comunali: “Indagate”

Nell’immagine il dott. Luigi CORVAGLIA presidente dell’associazione CeSAP onlus e membro del Comitato scientifico della Federazione Europea dei Centri di Ricerca e Informazione sul settarismo (FECRIS)

Sud Salento – Dopo la denuncia fatta ieri a “Domenica In”, raccontata anche a questo giornale, il caso di una donna – moglie e madre – finita nel giro oscuro di una setta operante nel Sud Salento fino ad allontanarsi dal marito e dai due figli di cui uno minore, stamattina il presidente del Cesap (Centro studi abusi psicologici), lo psicologo Luigi Corvaglia di Casarano ha scritto un mail ai Servizi sociali dei Comuni interessati dalla drammatica vicenda finita a denunce e controdenunce, per avere informazioni sul caso.

In passato il caso di una giovane del Capo di Leuca. “Nella missiva scrivo che è giunto alla mia attenzione il caso e chiedo di fare un’indagine a tale proposito. Tra l’altro, anche in passato ho ricevuto una segnalazione su una vicenda analoga, avvenuta negli stessi luoghi – afferma lo psicologo -. In passato fui contattato da un ragazzo francese che mi raccontò della fine della sua relazione con la fidanzata, di un paese del Capo di Leuca, fagocitata da una “santona” e che all’improvviso decise di andare a vivere in una comune. All’epoca provai ad indagare ma trovai una sorta di muro di gomma: nessuno aveva notizie su questa signora. Forse ora riusciremo a saperne di più”. Il dottor Corvaglia, che è anche psicoterapeuta ed esperto di manipolazione mentale, nel settembre scorso ha partecipato a Varsavia ad un meeting internazionale su questi temi, facendosi portavoce dell’esigenza – emersa anche come “raccomandazione” del Consiglio d’Europa datata 1999 – di una nuova norma su sette religiose e culti alternativi da fare in Italia.

Misteri e segreti intorno a certi gruppi. Resta molto difficile però andare a fondo a questi legami, a quanto pare, considerato il clima che aleggia intorno a questi gruppi, misteriosi ed oscuri non solo nei rituali. “Il problema di alcuni di questi gruppi settari – aggiunge il dottor Corvaglia – è che talvolta si mimetizzano, essendo contigui o addirittura organici a rispettabili gruppi spirituali di stampo cattolico”. Ora si attendono le risposte dai Servizi sociali comunai, a cui spetta di svolgere un’indagine che prevede anche l’ascolto dei figli della coppia. Uno dei due, il maggiorenne, avrebbe resistito alle attenzioni ripetute della madre, fino a rifiutare ogni contatto con lei. La donna al centro della vicenda è stata coinvolta nella setta in cui opera anche una sua familiare, dopo la perdita improvvisa del padre, nel 2012, in un momento quindi in cui era particolarmente provata e cercava appigli per uscire dalla disperazione.

La promessa di tornare in contatto col padre appena morto. Sembrano essere proprio questi i pre requisiti per individuare una “vittima”; in questo caso sembra che alla donna fosse stato promesso di rientrare in contatto col caro estinto tramite sedute spiritiche. Spiega lo psicologo: “Tutti noi attraversiamo momenti particolari nella vita in cui siamo più propensi ad essere ammaliati dal “bombardamento d’amore” così si chiama l’approccio iniziale che hanno i membri delle sette con i nuovi adepti, durante il quale fanno sentire il nuovo arrivato in una famiglia e lo riempiono d’attenzioni. Ma il problema delle sette è sottovalutato perché la maggior parte delle persone crede che non potrebbe mai capitarci, che succede solo alle persone più deboli o problematiche. Non è vero, tutti possono venirne coinvolti”.

Il caso di Michelle Hunziker e i segnali premonitori. I primi segni da tenere d’occhio, secondo l’esperto, non mancano e possono essere osservati: “Il primo segno da valutare è quando il gruppo sembra fornire tutte le risposte a qualsiasi situazione, il secondo segno è quando il soggetto si stacca dalla famiglia, dagli amici. Da tutti gli affetti e da quello che faceva prima. Ci si può accorgere delle differenze tra un prima e un dopo”. Proprio come ha raccontato la mamma di Michelle Hunziker, sempre su RaiUno domenica: anche nel caso della popolare Michelle, la persona era stata allontanata dagli affetti più cari, isolata e resa ancora più debole, quindi facilmente influenzabile, plagiabile.

In campo poliziotti anti sette e un numero verde. Invece è difficile intervenire legalmente perché in Italia dal 1981 non esiste più il reato di plagio, presente in altri ordinamenti esteri, perché non scientificamente provabile la soggezione, scambiabile spesso con adesione volontaria. Questo ha creato un ostacolo considerevole alle indagini, che devono muoversi anche tra le intangibili libertà di credo e di religione. “Chiunque dovesse accorgersi di qualcosa del genere – conclude il dottor Corvaglia – dovrebbe subito parlarne con i familiari, che potrebbero non essersene accorti e poi rivolgersi alle associazioni che si occupano di questi casi come il Cesap o la Favis, oltre alla Sas, la squadra anti sette della polizia di Stato, nella quale opera anche don Aldo Bonaiuto”. Numero verde 800 228866.

 

FONTE:

http://www.piazzasalento.it/donna-mano-ad-setta-associazione-scrive-ai-servizi-sociali-comunali-indagate-83860

 

 

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