Aggiornamenti sul caso del guru della macrobiotica, accusato di aver costituito una psicosetta per ridurre in schiavitù i suoi adepti e dell’omicidio della ex consorte. I figli negano la responsabilità del padre

Dalla trasmissione tv QUARTO GRADO del 25 Marzo 2018

 

AGGIORNAMENTO 25 settembre 2018

Il guru della macrobiotica Mario Pianesi accusato dell’omicidio dell’ex moglie
Il guru della macrobiotica Mario Pianesi accusato dell'omicidio dell'ex moglie

Reduce da un ictus, aveva bisogno di cure e lui l’ha costretta a seguire le sue diete. Era stato accusato di avere creato una setta in cui i componenti venivano schiavizzati e maltrattati e convinti a seguire diete scellerate. Fra le vittime ora comparirebbe anche la ex moglie. Così Mario Pianesi, fondatore dell’impero milionario “Un punto macrobiotico”, che conta ristoranti e punti vendita in tutta Italia, è stato accusato dell’omicidio dell’ex moglie Gabriella Monti, colpita da un ictus nel 1997 e poi sottoposta alle “diete miracolose” del marito quando avrebbe avuto bisogno di terapie mediche mirate. Sarebbe poi morta il 22 settembre 2001 in ospedale, in uno stato di grave deterioramento fisico in un letto dell’ospedale Lancisi di Ancona.

Il pm di Ancona Paolo Gubinelli ha aperto un procedimento parallelo a quello principale che era scaturito da un’indagine chiusa nel marzo scorso. Indagine partita a sua volta da una serie di denunce di ex adepti, che avevano parlato di regimi alimentari ‘da fame’ (la dieta Ma-Pi), articolati in vari step e imposti come  terapie alternative ai trattamenti medici e farmaceutici tradizionali, di progressivo isolamento da familiari e amici per seguire fedelmente lo stile di vita imposto dal guru, 73 anni.  Con lui sono indagati l’attuale moglie Silvana Volpi, di 51 anni, e altri due collaboratori.

Per l’omicidio della ex moglie ora il Pubblico ministero di Ancona ha chiesto l’incidente probatorio.

Il guru della macrobiotica Mario Pianesi accusato dell'omicidio dell'ex moglie

FONTE: La Repubblica

https://www.repubblica.it/cronaca/2018/09/25/news/ancona-207363622/

 

 

AGGIORNAMENTO 15 ottobre 2018

Police investigating Italian ‘macrobiotic guru’ over wife’s death
Mario Pianesi is suspected of killing first wife by putting her on extreme form of ‘Ma-Pi’ diet

Mario Pianesi

Italian police have opened a new investigation into Mario Pianesi, an influential businessman celebrated as a guru of macrobiotic food, over allegations he may have killed his first wife by putting her on an extreme form of his “Ma-Pi” diet.

Gabriella Monti died in 2001, two months after being diagnosed with acute hepatitis caused by aflatoxins, a fungal poison sometimes found in grain or nuts. Monti had had a stroke in 1997, after which she was cared for at home by her husband.

Pianesi had built up a following of thousands of customers who believed his cereals-based diet could cure serious illnesses. Police claim the diet may have exacerbated Monti’s already fragile state, leading to her death.

“Instead of curing her with traditional medicine, he tried to cure her at home with the diet,” Carlo Pinto, an investigator on the case, told the Guardian.

Pianesi, 74, is accused of keeping his wife’s illness hidden; he allegedly allowed few people to visit her. He is also suspected of trying to “eradicate proof” by exhuming her remains in 2013 and cremating them.

The new allegations emerged during an investigation into claims that Pianesi cultivated what police describe as a “macrobiotic sect” that manipulated people, denied them contact with the outside world and reduced them to slavery.

The investigation began in 2013 when a young woman whose weight had plummeted to 35kg (77lb) told police Pianesi had promised his diet would cure her illness.

Others came forward claiming Pianesi wielded power over those who had worked for his empire, a network of macrobiotic product hubs and restaurants, gradually leading them to lose control over their lives.

Pianesi and his second wife, Loredana Volpi, along with two representatives of UPM, were exposed in March and will go on trial over the sect allegations. His lawyers said in a statement that the latest allegations constituted “a description of facts that appear to be the fruit of rumours and conjectures”.

Pianesi started to make bold claims about his diet, modelled on the teachings of the Japanese philosopher George Ohsawa, in the early 1990s. Many people, particularly those diagnosed with HIV, attended his seminars in the hope of finding a cure.

It is alleged he tried to keep Monti’s death quiet because he feared people would believe his diet had failed; some of his followers had given up treatment for cancer in the hope of being cured by his food formula.

When news of the death came out, he allegedly told an audience of more than 100 people that it was their fault. “He accused us of killing her as he was unable to devote time to care for her because he was dealing with our problems,” said Gilbert Casaburi, a former chef within UPM.

The couple’s two sons defended their father in a local newspaper interview, saying they “lived under the same roof” and “ate the same food” as their mother. They also said their mother had not been “segregated” and that it was her choice not to have heart surgery after the stroke.

 

FONTE: The Guardian

https://www.theguardian.com/world/2018/oct/15/police-italy-macrobiotic-guru-mario-pianesi-wife-death

 

 

Aggiornamento 30 settembre 2018

Indagine macrobiotica, i figli di Pianesi: «La verità sulla morte di nostra madre»

 

di Marco Ribechi

Marco e Matteo Pianesi sono i due figli nati dall’unione tra il fondatore dell’associazione Un Punto Macrobiotico Mario Pianesi e Gabriella Monti, deceduta per malattia il 22 settembre del 2001 a soli 43 anni. Secondo la Procura di Ancona Mario Pianesi avrebbe segregato la moglie colpita da ictus spingendola a saltare le visite mediche e imponendole un regime alimentare tossico a base di cereali che ne determinò il decesso. L’accusa del pm Paolo Gubinelli è di omicidio volontario aggravato. Per la prima volta Marco e Matteo vengono allo scoperto raccontando la storia della malattia della donna.

Perché oggi dopo tanto silenzio avete deciso di parlare pubblicamente?

«La situazione è infamante e ormai inverosimile, ci fa molto male. Non siamo mai intervenuti sui fatti precedenti perché, pur avendo piena fiducia in nostro padre e gli altri indagati, sono fatti che non conosciamo direttamente. Ora però si sta parlando di nostra madre, abbiamo vissuto al suo fianco la sua malattia e il suo dolore, giorno dopo giorno. Nessuno più di noi conosce la verità. Sentiamo il bisogno di difenderne la memoria anche se questo vuol dire far riemergere un passato doloroso. Mai avremmo pensato di doverne parlare a 17 anni di distanza».

 


I problemi di salute di vostra madre risalgono al 1997 quando fu colpita da un ictus che le compromise l’uso del braccio sinistro e della parola. Voi avevate 11 e 14 anni, cosa ricordate?

«La sera precedente c’era stata una festicciola tra amici a casa nostra, una serata allegra. Al risveglio però la trovammo semiparalitica che cercava di parlare con nostro padre. La situazione era grave e subito la portò in ospedale, prima a Macerata e poi ad Ancona. L’ictus fu causato da una stenosi mitralica di cui non era a conoscenza».

I medici le suggerirono di operarsi al cuore ma lei rifiutò, fu vostro padre a forzarla?

«Ricordiamo perfettamente che fu lei più volte a esprimere la volontà di non sottoporsi all’operazione. Decise di cercare un miglioramento nella macrobiotica e vorremmo ricordare che in Italia vige l’articolo 32 della Costituzione che assegna all’individuo libertà di scelta sul sottoporsi o meno al trattamento sanitario. Per anni il cardiologo di Pesaro Domenico Guerra monitorò il suo stato di salute, abbiamo i referti che lo provano. Lui stesso il 29 marzo del 1998 ribadì l’inopportunità di un intervento chirurgico e nel dicembre del 1999 certificò il “brillante superamento dell’evento ischemico”. Tutte le relazioni in nostro possesso fino a questa data mostrano notevoli miglioramenti del suo stato di salute».

Dopo questo evento però fu segregata in casa da vostro padre e controllata da altri adepti.

«Un malato che fa una vita riservata non è segregato. Ci siamo spostati in campagna per agevolare la sua guarigione, nella stessa casa dove ancora abitiamo. Non era autosufficiente, non poteva guidare e per questo c’era chi la aiutava, ad esempio accompagnandola al mercato. Lei usciva quando e come voleva. In estate nostro padre affittava per due mesi una casa al mare a Civitanova dove passavamo le vacanze tutti insieme. Facevamo delle passeggiate, ci portava alle giostre, diverse persone venivano a trovarci. Nonostante la malattia è sempre stata felice, non aveva ansia o paura del futuro, era positiva».

Dopo l’ictus nel 2001 ha una ricaduta a causa di una epatite acuta tossica, la procura sostiene che fu causata dal regime alimentare imposto da vostro padre.

«E’ sempre stata perfettamente consapevole e responsabile delle sue azioni, era una donna forte, non era influenzabile. Conosceva perfettamente la macrobiotica, teneva corsi di cucina, anche volendo non poteva essere ingannata in questo campo. Inoltre vivevamo sotto lo stesso tetto e mangiavamo insieme. A volte poteva capitare che ci fossero delle preparazioni per lei ma di solito condividevamo lo stesso cibo».

Quale era il pensiero di vostra madre sulla Macrobiotica?

«E’ stata centrale nella nascita e lo sviluppo dell’Associazione Un Punto Macrobiotico, nel 1980 fu socia fondatrice e ne sposava completamente la filosofia. Durante gli anni in cui l’associazione cresceva è sempre stata attivamente a fianco di nostro padre occupandosi delle relazioni con i soci e chi faceva parte di questo movimento. Il suo contributo è stato determinante perché era in grado di coltivare rapporti umani basati sull’amicizia».

Ma vostro padre sostiene che i dottori sono tutti assassini, questo le avrebbe impedito di curarsi adeguatamente.

«Non ci risultano queste affermazioni. Ne è prova che dal 1995, epoca del primo convegno “Macrobiotica e Scienza”, ha sempre cercato un dialogo con la medicina e la scienza. Inoltre è stata anche ricoverata per circa due mesi all’ospedale di San Severino dove nostro padre voleva assolutamente che rimanesse in osservazione, anche questo è testimoniato dai referti dei dottori».

Ad ottobre 2013 il suo corpo fu riesumato e cremato, c’è l’ipotesi che sia stata un’idea di vostro padre per far sparire alcune prove

«Menzogne, abbiamo preso la decisione tutti e tre insieme. La legge imponeva il trasferimento della salma interrata, abbiamo scelto di cremarla per conservarne le ceneri in casa, non volevamo finisse in un loculo. Anche di questo siamo in possesso di tutta la documentazione. Nostra madre era una persona libera che ha portato avanti la filosofia che aveva scelto, lei e nostro padre non meritano tutte queste calunnie, prenderemo provvedimenti legali affinché emerga la verità».

 

https://www.cronachemaceratesi.it/2018/09/30/indagine-macrobiotica-i-figli-di-pianesi-la-verita-sulla-morte-di-nostra-madre/1156972/

 

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