ATTO CAMERA RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00158 Istituzione di un osservatorio sul fenomeno delle derive settarie

ATTO CAMERA

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00158

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 111 del 22/01/2019
Firmatari
Primo firmatario: MACINA ANNA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 22/01/2019
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
ASCARI STEFANIA MOVIMENTO 5 STELLE 22/01/2019
BRESCIA GIUSEPPE MOVIMENTO 5 STELLE 22/01/2019
SALAFIA ANGELA MOVIMENTO 5 STELLE 22/01/2019
DORI DEVIS MOVIMENTO 5 STELLE 22/01/2019
TROIANO FRANCESCA MOVIMENTO 5 STELLE 22/01/2019
SCUTELLA’ ELISA MOVIMENTO 5 STELLE 22/01/2019
PALMISANO VALENTINA MOVIMENTO 5 STELLE 22/01/2019
AIELLO PIERA MOVIMENTO 5 STELLE 22/01/2019
MARIANI FELICE MOVIMENTO 5 STELLE 22/01/2019
Commissione assegnataria
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00158

presentato da

MACINA Anna

testo di

Martedì 22 gennaio 2019, seduta n. 111

La I Commissione,

premesso che:

l’ultimo rapporto del Ministero dell’interno – dipartimento di pubblica sicurezza – direzione generale polizia di prevenzione, sul monitoraggio delle sette religiose, dal titolo «Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia», risale al febbraio del 1998, e indica la presenza sul suolo nazionale di 76 nuovi movimenti religiosi per un totale di circa 78.500 affiliati e 61 nuovi movimenti magici per un totale di 4.600 affiliati;

il riconoscimento e il contrasto del fenomeno settario, nel corso degli anni, è risultato particolarmente complesso a partire dall’annosa polemica in ordine a una definizione univoca del termine setta e del relativo fenomeno della manipolazione mentale, per cui si ritiene opportuno ricorrere all’espressione derive settarie – così restringendo il campo a contesti gruppali o comunitari totalizzanti e costrittivi o, come definiti in ambito scientifico, «ad elevata richiesta», nonché a gruppi a dinamica settaria di natura criminogena –, e altresì utilizzare il concetto di «condizionamento psichico invasivo finalizzato all’abuso»;

infatti, il tema pone la necessità di garantire e non invadere la sfera delle libertà personali e in particolare della libertà di culto, garantite costituzionalmente dagli articoli 19 e 20 della Costituzione;

il fenomeno settario impone inoltre una riflessione sulla tutela delle libertà individuali e in particolare la libertà di culto garantita dagli articoli 19 e 20 della Costituzione: le derive settarie, infatti, sono legate imprescindibilmente al compimento di abusi e manipolazioni psichiche. Inoltre, questo fenomeno non costituisce affatto una peculiare declinazione del fenomeno religioso, potendosi costituire intorno a qualsivoglia credenza o ideologia;

inoltre, come evidenziato da molte associazioni, dall’attività conoscitiva del Parlamento, nonché dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, il contrasto di questo fenomeno è particolarmente difficile a causa della mancanza di una fattispecie delittuosa, in particolare da quando è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale nel 1981 il reato di plagio, poiché in contrasto «con il principio di tassatività della fattispecie contenuto nella riserva assoluta di legge in materia penale, consacrato nell’articolo 25 della Costituzione», che, seppure tra molti difetti, consentiva di perseguire chi utilizzava forme di manipolazione psichica per raccogliere adepti nelle proprie sette al fine di ottenere devozione nonché favori sessuali e materiali;

al riguardo si osserva che l’abrogazione della norma codicistica non intese coincidere con la negazione di condotte suggestive o manipolatorie e che buona parte della stessa dottrina penalistica e psichiatrica, anche alla luce di radicali mutamenti sociali e psicosociali che hanno caratterizzato questo quarantennio e l’attuale momento storico, ha ripetutamente lamentato un vuoto giuridico in ordine alla tutela dell’integrità psicofisica dell’individuo;

peraltro, l’ipotesi avanzata da taluni di pervenire alla repressione dei fenomeni di condizionamento psicologico mediante il ricorso alle norme penali esistenti, risulta di fatto insostenibile poiché altre fattispecie assicurano solo una tutela disorganica e incompleta della libertà dagli altrui condizionamenti: così, ad esempio, nel reato di circonvenzione di incapace, non risulta tutelato l’interesse all’integrità psichica, bensì il patrimonio di un soggetto in condizioni di infermità o di deficienza psichica;

dati più recenti, forniti da enti ed associazioni attive sul tema, mostrano un preoccupante aumento vertiginoso delle sette e dei loro adepti in Italia. Secondo alcune vi sarebbero circa 500 «comunità spirituali» che contano fra i loro adepti un numero che va da uno a due milioni di italiani;

secondo quanto denunciato nel libro-inchiesta di Piccinni e Gazzanni «Nella setta», invece, sarebbero oggi circa quattro milioni gli italiani che, a vario titolo, sono membri o comunque interessati dall’attività di un’organizzazione settaria;

sempre più spesso, alcune organizzazioni settarie utilizzano il web per adescare adepti, in particolare adolescenti o giovanissimi, in alcuni casi incoraggiandoli, attraverso modalità manipolatorie ad assumere comportamenti autolesionistici che mettono a rischio la loro salute se non anche la loro vita, fino addirittura a tentativi di suicidio;

nell’ottobre 2012 i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, in seno alla Conferenza delle organizzazioni non governative, presso il Consiglio d’Europa, ricordavano inoltre come diversi Paesi non avessero ancora assunto fattive misure all’altezza della sfida rappresentata da gruppi e movimenti coercitivi e/o estremisti;

non sono mancati, a questo riguardo, ripetuti richiami da parte di numerosi parlamentari italiani, appartenenti a schieramenti trasversali, che hanno presentato diversi atti di sindacato ispettivo nelle precedenti legislature, rimasti senza risposta;

si evidenzia che la diffusione del fenomeno, ora più rapida, a seguito dell’abbattimento delle frontiere e dell’accresciuto utilizzo della rete web e delle nuove tecnologie, comporta il più facile reclutamento dei soggetti maggiormente sensibili, cioè giovani e minori, e produce contestualmente una atomizzazione dei gruppi che ne rende ulteriormente problematico il riconoscimento e la relativa attività di vigilanza;

Gérald Bronner, autorevole specialista di sociologia cognitiva, professore presso l’Università Paris Diderot e già codirettore del Centro di studi sociologici alla Sorbona, nel suo apprezzato saggio del 2013 «La Démocratie des crédules», sottolineava i rischi della emersione «di nuovi tipi di credenze sanitarie» ancora più difficili da rintracciare non essendo più strutturate attorno a un gruppo localizzato o a un guru;

questi nuovi, inafferrabili movimenti, difficili da identificare ma in grado di produrre individui disposti a passare all’azione, costituirebbero, secondo l’autorevole studioso, una nuova sfida per la stessa democrazia;

è evidente che la mancanza di dati ed informazioni specifiche e dettagliate su questo tema costituisce un forte limite sia per costruire politiche dedicate, sia per una mera conoscenza del fenomeno, anche a beneficio della generalità dei cittadini italiani;

le ricadute dell’azione di queste sette sono disastrose, in quanto dette organizzazioni tendono con la propria attività ad emarginare persone che già spesso si ritrovano in situazioni particolarmente fragili, sia dal punto vista psichico che sociale ed economico;

come emerge da inchieste giornalistiche, denunce di associazioni e diverse inchieste giudiziarie, questi enti, approfittando della fragilità di queste persone, adottano tecniche di manipolazione psicologica per perpetrare abusi intollerabili;

in particolare, le sette tendono ad allontanare gli adepti dai propri nuclei familiari e dalla propria cerchia sociale, sino ad obbligarli a sopprimere ogni forma di comunicazione in quanto ritenuta dannosa per le finalità spirituali della setta, tant’è che, in molti casi, gli adepti, dopo anni di permanenza all’interno di queste entità, sono pressoché sconosciuti alle istituzioni;

inoltre, vengono puntualmente compiute truffe ed abusi economici, che si concretizzano spesso nella devoluzione di ogni forma di avere economico o finanziario e spesso anche altri generi di beni materiali, in favore della setta e dei suoi leader;

non di rado, a queste forme di abusi materiali, si affiancano anche vere e proprie forme di abusi sessuali, che vedono coinvolti anche minori;

particolarmente difficile è, come raccontato in diverse occasioni dagli stessi interessati, la fuoriuscita dalle sette a causa della mancanza di supporto e sostentamento, sia nella denuncia dei fenomeni settari e degli abusi a cui erano sottoposti, sia nel percorso di reinserimento all’interno della società;

l’ex Presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo, Jean-Paul Costa, nel 2000 dichiarò che è necessario «proteggere efficacemente la libertà di coscienza e il pluralismo religioso, così come allo stesso modo dedicarsi agli abusi commessi in nome della religione o di pseudo-religioni che vestono il manto religioso per svolgere più tranquillamente nuove attività anche abominevoli»,

impegna il Governo:

ad adottare iniziative per istituire presso il Ministero dell’interno un osservatorio nazionale permanente sui fenomeni settari, costituito da rappresentanti istituzionali, a partire dai Ministeri interessati e dalle forze dell’ordine impegnate sul campo, nonché da esperti del mondo scientifico, medico e giuridico attivi nel contrasto e nella prevenzione del suddetto fenomeno, con il compito di:

a) monitorare, raccogliere ed elaborare dati sul fenomeno settario nel nostro Paese;

b) costituire forme di collaborazione sul territorio con le associazioni impegnate in questo ambito;

c) relazionare almeno annualmente al Parlamento sulla propria attività e formulare proposte di tipo legislativo e/o regolamentare sia in chiave preventiva che repressiva del fenomeno;

d) raccogliere ed elaborare le migliori pratiche sul territorio e diffonderle a livello nazionale;

ad adottare iniziative di competenza per rafforzare o costituire sezioni specializzate all’interno delle forze dell’ordine volte a contrastare specificatamente abusi commessi all’interno delle sette, nonché per fornire adeguata formazione sia alle forze dell’ordine che ai magistrati che si occupano di perseguire tali condotte criminose, anche per il tramite della Scuola superiore della magistratura.
(7-00158) Macina, Ascari,Brescia, Salafia, Dori, Troiano, Scutellà, Palmisano, Piera Aiello, Mariani».

FONTE: CAMERA DEI DEPUTATI

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=7%2F00158&ramo=CAMERA&leg=18&fbclid=IwAR10UCRTeCINxs2AaO5L38G_RJ13FXETPnD6BeGlw6uRxdcruIP1VbpmRs4

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