Commissione parlamentare d’inchiesta sulla comunità-setta il Forteto. La dichiarazione di voto dell’on. Giovanni Donzelli

28 Febbraio 2019

…La Commissione d’inchiesta sul Forteto è indispensabile, non è necessaria, non è positiva, è indispensabile. Perché non è facile capire quella setta, non è facile capire quella realtà. Non si tratta “soltanto” di adolescenti abusati, di donne schiavizzate al lavoro, magari anche in gravidanza, di bambini costretti a lavorare alla notte prima di andare a scuola. Non si tratta soltanto di botte, umiliazioni fisiche e psicologiche. Si tratta di molto di più. Si tratta di anime svuotate, di uomini a cui  sono stati volutamente, scientificamente sottratti i punti di appiglio esistenziali, ancestrali, di chiunque. Uomini a cui è stato spiegato che la famiglia è il male assoluto. Uomini e donne costretti a ripudiare i genitori. Uomini e donne a cui è stato impedito di amare, perché avere rapporti con l’altro sesso, all’interno del Forteto è vietato. Gli uomini dormono con gli uomini, le donne con le donne. Se guardi una persona dell’altro sesso, vieni processato per ore e ore, all’interno del “chiarimento”. E magari punito fisicamente, chiuso la notte in una cella frigorifera, perché hai guardato una donna e ti sei fatto le fantasie. Smontare così quelli che sono i capisaldi di un uomo, l’amore, la famiglia, il diritto al compenso per il proprio lavoro, serve poi per riprogrammare questi uomini e renderli plasmati alla setta, alla religione del Profeta, alla finta famiglia funzionale per poter adottare bambini e poi, se non altro, per poter aspirare alla massima ambizione consentita che è quella di finire, ahimé, tristemente nella camera da letto di Fiesoli, il Profeta, e così purificarsi di tutti gli errori e tutti i mali. Ma non è questo soltanto il Forteto.

Il problema del Forteto è anche capire chi ha difeso questi fatti. Perché la Commissione non dovrà accertare se questi fatti sono accaduti, è già stato accertato. E’ stato accertato dalla Magistratura, dalle Commissioni d’inchiesta della Regione Toscana. Quello che dovrà fare adesso la Commissione è capire chi ha consentito e difeso questo. Io, intanto, voglio dire alcune cose che forse in quest’Aula non sono state dette ancora con chiarezza, che sono già appurate dalle sentenze e dalle Commissioni d’inchiesta della Regione Toscana. Ci sono dei giudici: il giudice Meucci, considerato il padre del diritto minorile, che appena scarcerato Fiesoli, dopo il primo arresto, non fece altro che affidare un bambino down di tre anni a Fiesoli, per dimostrare che la sentenza già avuta e l’arresto erano sbagliati, che in realtà il Forteto andava difeso e protetto. Meucci, il padre del diritto minorile. Piero Toni, da Presidente del Tribunale per i minori, continuava nonostante le sentenze passate in giudicato, ad affidare minori al Forteto dove venivano abusati. Toni, presidente del Tribunale per i minori che poi ha fatto carriera, è diventato Procuratore capo a Prato e quando poi è andato in pensione, ha pensato bene, con i massimi onori di scrivere un libro, per spiegarci cosa va, cosa non va bene nella giustizia in Italia. Vorrei parlare anche del giudice Andrea Sodi che nel 2000-2001-2002 si è fatto le vacanze a Budapest d’estate con Fiesoli, -quindi il pedofilo che stuprava i ragazzi del Forteto-, e portandosi dietro anche i ragazzi del Forteto. Tutti insieme in vacanza, il giudice minorile, con lo stupratore e i ragazzi che venivano abusati dentro la setta.

Ma non ci sono solo i giudici, ci sono gli assistenti sociali che difendevano gli abusatori e non gli abusati. Ci sono i sindacati che erano schierati con gli schiavisti e non con gli schiavi. C’erano le centrali delle cooperative che fino al mese scorso si battevano contro il commissariamento della cooperativa. Ci sono stati i giornalisti che hanno rinunciato a fare inchiesta per fare (non comrensibile) del sistema Forteto. Ci sono stati gli accademici che hanno aperto le aule magne delle Università, Rettori che hanno accolto come un profeta Fiesoli e Goffredi come se fosse il teorico che poteva spiegare sociologicamente come si educavano i bambini, nei master e nelle sedute delle aule accademiche con i Rettori a fianco. E poi ci sono stati i Dirigenti delle istituzioni…

 

ASCOLTA QUI L’INTERVENTO COMPLETO DELL’ON. GIOVANNI DONZELLI

 

 

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