FENOMENO SETTARIO. PROPOSTA DI LEGGE N 1523 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle sette (Testo)

CAMERA DEI DEPUTATI — PROPOSTA DI LEGGE N. 1523
D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI
ASCARI, PIERA AIELLO, BARBUTO, BERTI, DI SARNO, PERANTONI,
SCUTELLÀ, TROIANO

 

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul
fenomeno delle sette

Presentata il 23 gennaio 2019

 
ONOREVOLI COLLEGHI ! — La presente proposta di legge prevede l’istituzione, per la
durata di ventiquattro mesi, di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle sette, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione.
L’ultimo rapporto del Ministero dell’interno – Dipartimento della pubblica sicurezza – Direzione centrale della polizia di prevenzione, sul monitoraggio delle sette religiose, dal titolo « Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia », risale al febbraio 1998 e indica la presenza sul suolo nazionale di 76 nuovi movimenti religiosi, con un totale di circa 78.500 affiliati, e di 61 nuovi movimenti magici, con un totale di circa 4.600 affiliati.
Il riconoscimento e il contrasto del fenomeno delle sette, nel corso degli anni, sono risultati particolarmente complessi a partire dall’annosa polemica in ordine a una definizione univoca del termine « setta » e del fenomeno della manipolazione mentale, per cui si ritiene opportuno ricorrere all’espressione « derive settarie », restringendo così il campo a gruppi o comunità totalizzanti e costrittivi o, come definiti in ambito scientifico, « ad elevata richiesta », nonché a gruppi a dinamica settaria di
natura criminogena, utilizzando il concetto di « condizionamento psichico invasivo finalizzato all’abuso ». Infatti, il tema impone di garantire e di non invadere la sfera delle libertà personali e, in particolare, della libertà di culto, garantite costituzionalmente dagli articoli 19 e 20 della Costituzione. Le derive settarie sono legate imprescindibilmente al compimento di abusi e di manipolazioni psichiche e non costituiscono una peculiare de clinazione del fenomeno religioso, potendo riferirsi a qualsivoglia credenza o ideologia.
Inoltre, come evidenziato da molte associazioni, dall’attività conoscitiva svolta dal Parlamento, nonché dalle Forze dell’ordine e dalla magistratura, il contrasto di questo
fenomeno è particolarmente difficile a causa della mancanza di una fattispecie delittuosa, in particolare dal 1981, ovvero da quando è stato dichiarato incostituzionale il reato di plagio, poiché in contrasto « con il principio di tassatività della fattispecie
contenuto nella riserva assoluta di legge in materia penale, consacrato nell’articolo 25 della Costituzione » (sentenza della Corte Costituzionale n. 96 del 1981). Il reato di
plagio, infatti, seppure tra molti difetti, consentiva di perseguire chi utilizzava forme
di manipolazione psichica per raccogliere adepti nelle proprie sette al fine di ottenere
devozione nonché favori sessuali e materiali.
Al riguardo si osserva che la cessazione dell’efficacia della norma codicistica non
coincise con la negazione di condotte suggestive o manipolatorie e che buona parte
della stessa dottrina penalistica e psichiatrica, anche alla luce di radicali mutamenti
sociali e psicosociali che hanno caratterizzato questo quarantennio e l’attuale momento storico, ha ripetutamente lamentato un vuoto giuridico in ordine alla tutela dell’integrità psicofisica dell’individuo.
Peraltro, l’ipotesi avanzata da taluni di pervenire alla repressione dei fenomeni di
condizionamento psicologico mediante il ricorso alle altre norme penali esistenti
risulta di fatto insostenibile, poiché altre fattispecie che implicano un condizionamento psicologico assicurano solo una tutela disorganica e incompleta della libertà
dagli altrui condizionamenti: così, ad esempio, nel reato di circonvenzione di incapace, non risulta tutelato l’interesse all’integrità psichica, bensì il patrimonio di un
soggetto in condizioni di infermità o di deficienza psichica.
Dati più recenti forniti da enti e associazioni attivi sul tema, mostrano un preoccupante aumento vertiginoso delle sette e dei loro adepti in Italia: vi sarebbero circa
500 « comunità spirituali » che contano fra i loro adepti un numero che va da uno a
due milioni di italiani.
Secondo quanto denunciato nel libro inchiesta di Piccinni e Gazzanni « Nella
setta », invece, sarebbero oggi circa quattro milioni gli italiani che a vario titolo sono
membri o comunque interessati dall’attività di un’organizzazione settaria.
Sempre più spesso, alcune organizzazioni settarie utilizzano il web per adescare
adepti, in particolare adolescenti o giovanissimi, in alcuni casi incoraggiandoli, attraverso modalità manipolatorie, ad assumere comportamenti autolesionistici che
mettono a rischio la loro salute, se non anche la loro vita, fino addirittura a tentativi di suicidio.
Nell’ottobre 2012 i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle organizzazioni non governative, presso il Consiglio d’Europa, ricordavano inoltre come diversi Paesi non avessero ancora assunto fattive
misure all’altezza della sfida rappresentata da gruppi e movimenti coercitivi o estremisti.
Non sono mancati, a questo riguardo, ripetuti richiami da parte di numerosi parlamentari italiani, appartenenti a schieramenti trasversali, che hanno presentato diversi atti di sindacato ispettivo nelle precedenti legislature, rimasti senza risposta.
Si evidenzia che la diffusione del fenomeno, ora più rapida a seguito dell’abbattimento delle frontiere e dell’accresciuto utilizzo della rete web e delle nuove tecnologie, comporta un più facile reclutamento dei soggetti maggiormente sensibili, cioè
giovani e minori, e produce contestualmente un’atomizzazione dei gruppi che ne
rende ulteriormente problematico il riconoscimento e la relativa attività di vigilanza.
Gérald Bronner, autorevole specialistadi sociologia cognitiva, professore presso
l’Università Paris Diderot e già codirettore del Centro di studi sociologici alla Sorbona,
nel suo apprezzato saggio del 2013 « La Démocratie des crédules », sottolineava i rischi dell’emersione « di nuovi tipi di credenze settarie », ancora più difficili da rintracciare non essendo più strutturate attorno a un gruppo localizzato o a un guru. Questi nuovi, inafferrabili movimenti, difficili da identificare ma in grado di produrre individui disposti a passare all’azione, costituirebbero, secondo l’autorevole studioso, una nuova sfida per la stessa democrazia.
È evidente che la mancanza di dati e di informazioni specifiche e dettagliate su questo tema costituisce un forte limite sia per realizzare politiche dedicate sia per la mera
conoscenza del fenomeno, anche a beneficio della generalità dei cittadini.
Le ricadute dell’azione di queste sette sono disastrose, in quanto tali organizzazioni tendono, con la propria attività, a emarginare persone che spesso si ritrovano
in situazioni particolarmente fragili, sia dal punto vista psichico che sociale ed economico.
Come emerge da inchieste giornalistiche, denunce di associazioni e diverse inchieste giudiziarie, queste organizzazioni, approfittando della fragilità delle persone,
adottano tecniche di manipolazione psicologica per perpetrare abusi intollerabili.
In particolare, le sette tendono ad allontanare gli adepti dai propri nuclei familiari e dalla propria cerchia sociale, sino a obbligarli a evitare ogni forma di comunicazione in quanto ritenuta dannosa per le finalità spirituali della setta, tanto che in molti casi gli adepti, dopo anni di permanenza all’interno delle sette, sono pressoché sconosciuti alle istituzioni.
Inoltre, sono puntualmente compiuti truffe e abusi economici, che si concretizzano spesso nella devoluzione di ogni bene di tipo economico o finanziario e spesso anche di altri generi di beni materiali in favore della setta e dei suoi leader.
Non di rado, a queste forme di abusi materiali si affiancano vere e proprie forme di abusi sessuali, che vedono coinvolti anche minori.
Particolarmente difficile è, come raccontato in diverse occasioni dagli stessi interessati, la fuoriuscita dalle sette a causa della mancanza di supporto e sostentamento, sia nella denuncia dei fenomeni settari e degli abusi a cui si è stati sottoposti, sia nel percorso di reinserimento all’interno della società.
L’ex Presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo, Jean-Paul Costa, nel 2000 dichiarava che era necessario proteggere efficacemente la libertà di coscienza e il
pluralismo religioso, nonché contrastare gli abusi commessi in nome della religione o di
pseudo-religioni che vestono il manto religioso per svolgere più tranquillamente nuove
attività, anche abominevoli.
Questo progetto di legge si compone di sei articoli.
In particolare, all’articolo 1 sono definiti i compiti e la durata della Commissione parlamentare di inchiesta.L’articolo 2 stabilisce che essa è composta da quaranta membri, di cui venti deputati e venti senatori, e definisce il metodo di nomina.L’articolo 3 tratta in maniera specificale audizioni a testimonianza. Stabilisce inoltre che non possono essere opposti il segreto d’ufficio, il segreto professionale e il
segreto bancario.
L’articolo 4 tratta del potere della Commissione di richiedere atti e documenti.
L’articolo 5 disciplina il regime di segretezza dei lavori e dei documenti della Commissione.
L’articolo 6 disciplina l’organizzazione interna e il funzionamento della Commissione.
XVIII LEGISLATURA A.C. 1523
PROPOSTA DI LEGGE
__ Art. 1.
(Istituzione, compiti e durata della Commissione parlamentare di inchiesta)
1. È istituita, ai sensi dell’articolo 82della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle sette, di seguito denominata « Commissione ».

2. La Commissione ha i seguenti compiti:
a) raccogliere ed elaborare dati e informazioni sul fenomeno delle sette e sui
loro adepti;
b) approfondire la conoscenza della
natura e dell’attività dei movimenti settari
presenti attualmente o in passato in Italia,
ed esaminarne le caratteristiche storiche,
antropologiche e sociologiche, con particolare riguardo alle cause del radicamento e
della diffusione di essi nel territorio;
c) valutare l’adeguatezza della normativa vigente, anche penale, e delle attività di
prevenzione e controllo svolte dai pubblici
poteri rispetto alle esigenze di tutela degli
individui e della società nei riguardi di
eventuali attività illecite commesse nell’ambito delle sette, indicando misure di carattere amministrativo e normativo ritenute
opportune per rendere più coordinata e
incisiva l’azione dello Stato, delle regioni e
degli enti locali per il contrasto del fenomeno delle sette, nonché per favorire l’assistenza e la cooperazione giudiziaria e
investigativa tra gli Stati;
d) valutare l’opportunità di iniziative
volte a sostenere le associazioni che, a
livello nazionale o locale, si occupano della
prevenzione e del contrasto del fenomeno
delle sette.
3. La Commissione riferisce alle Camere
annualmente con singole relazioni o con
relazioni generali e ogniqualvolta ne ravvisi
la necessità e, comunque, al termine dei
suoi lavori.
4. La Commissione completa i suoi lavori entro ventiquattro mesi dalla data della
sua costituzione.

 

…….

 

VEDI TESTO COMPLETO CON COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE AL LINK DI SEGUITO

http://documenti.camera.it/leg18/pdl/pdf/leg.18.pdl.camera.1523.18PDL0044640.pdf

 

FONTE: CAMERA DEI DEPUTATI

 

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