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Picchiato a morte perché voleva lasciare la setta

17 Ottobre 2015

GENITORI UCCIDONO IL FIGLIO CHE VOLEVA ABBANDONARE IL CULTO RELIGIOSO

 

Picchiato a morte perché voleva lasciare la setta“, così LE FIGARO titola la drammatica notizia dell’uccisione del giovane Lucas Leonard da parte dei suoi genitori, membri della poco conosciuta “Chiesa della Parola di Vita”, attiva nella città di Chadwicks (New York). Il padre e la madre dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo. Anche il fratello minore di Lucas, il diciassettenne Christopher Leonard, vittima del folle pestaggio avvenuto nell’ambito di una “sessione di consulenza spirituale”, ha riportato gravi conseguenze che hanno richiesto il tempestivo ricovero ospedaliero. In relazione al tragico fatto, quattro seguaci della chiesa sono stati a loro volta accusati di aggressione di secondo grado. Di seguito riproponiamo in traduzione italiana l’articolo de Le Figaro pubblicato in data 16 ottobre 2015

DA LE FIGARO:

L’adolescente americano recentemente picchiato a morte dai suoi genitori e da alcuni membri della loro setta, attiva nello stato di New York, aveva fatto presente la sua intenzione di andarsene, ha affermato la polizia questo venerdì. Durante la scorsa notte, tra domenica e lunedì, l’adolescente Lucas Leonard di 19 anni e suo fratello di 17 anni, Christopher, nel corso di una “sessione di consulenza spirituale”, sono stati percossi per ore dai loro genitori e da alcuni membri della “Chiesa della Parola di Vita”, sistemata in una vecchia scuola nel New Hartford, a circa 400 km a nord-ovest della città di New York. Lucas è deceduto il giorno seguente, Christopher, gravemente ferito, è rimasto ricoverato in ospedale.

Ancora non sappiamo perché la sessione sia diventata così violenta“, ha dichiarato, in conferenza stampa il capo della polizia di New Hartford, Michael Inserra. Ma ha precisato che il fratello maggiore aveva “espresso il desiderio di lasciare” la setta, fondata nel 1980 e che conterebbe attualmente una quarantina di membri, inclusi diversi bambini.

Il capo della polizia ha negato categoricamente le accuse mosse dal padre, Bruce Leonard, di 65 anni, secondo cui il figlio deceduto sarebbe stato un pedofilo. M. Inserra ha chiarito che tutti i bambini della setta erano stati interrogati a lungo e che non vi era “assolutamente alcuna evidenza di abusi sessuali “.  Il capo della polizia ha aggiunto che i fratelli erano stati percossi soprattutto con una mazzetta.

Il capo di polizia Michael Inserra

I loro genitori, Bruce e Deborah Leonard, quest’ultima di 59 anni, sono stati accusati di omicidio e dovevano comparire innanzi al giudice venerdì pomeriggio, ma l’udienza è stata rinviata al prossimo venerdì. Quattro altri membri della setta, tra cui una sorellastra dei due giovani, sono anch’essi accusati dei fatti.

 

FONTE: LE FIGARO

http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2015/10/16/97001-20151016FILWWW00420-battu-a-mort-car-il-voulait-quitter-la-secte.php

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CULTI OMICIDI E DINAMICHE SETTARIE. La testimonianza di un ex membro della “Chiesa della Parola di Vita”

16 Ottobre 2015

EX SEGUACE AFFERMA CHE LA “CHIESA DELLA PAROLA DI VITA”, ERA TIRANNICA E LA PARAGONA AL CULTO DISTRUTTIVO “TEMPIO DEL POPOLO”

L’ex membro Chadwick M. Handville

 

In questi 15 anni, Chadwick M. Handville, ha fatto di tutto per dimenticare il tempo trascorso come membro, conduttore nell’adorazione e fiduciario della Chiesa della Parola di Vita (Word of Life Church), attiva nella città di Chadwicks (New York). Ma nonostante i migliori sforzi per riuscirci, che hanno compreso la ricerca di guarigione spirituale e il trasferimento a Phoenix, l’uomo, oggi 46enne, non è riuscito a sottrarsi al danno causato alla sua esistenza da dieci anni vissuti in un incubo hollywoodiano.

E’ stato terribile” ha raccontato Handville, che ha divorziato dalla moglie conosciuta nella chiesa e che ha perso i contatti con i suoi figliastri, dopo aver lasciato la Chiesa della Parola di Vita nel giugno 2000.

C’erano continua manipolazione, intimidazioni, paura e menzogne e vedere quello che è successo ora, su tutti i notiziari, sta riportando ogni cosa a galla“.

La tragedia ha colpito la chiesa questa settimana con la morte del diciannovenne Lucas Leonard e il pestaggio del fratello minore, Christopher Leonard, di 17 anni. I genitori dei due giovani, Bruce e Deborah Leonard di Clayville, sono accusati di omicidio colposo per la morte di Lucas e quattro membri della chiesa, Joseph Irwin, ventiseienne di Chadwicks, David Morey anch’egli di 26 anni, Linda Morey, 54 enne, entrambi di Utica, e una sorella non di sangue dei due ragazzi, Sarah Ferguson, 33 enne, di Clayville, dovranno rispondere dell’accusa di aggressione di secondo grado, in quella che gli ufficiali di polizia hanno classificato come una “sessione di consulenza spirituale finita in modo terribile”.

( NOTA: Vedi sulla vicenda precedente articolo postato qui https://favisonlus.wordpress.com/2015/10/15/usa-morte-nella-setta-religiosa-membri-della-chiesa-della-parola-di-vita-accusati-del-brutale-omicidio-di-un-ragazzo-il-fratello-del-giovane-in-fin-di-vita/ )

Handville aveva conosciuto la chiesa quando si era trasferito nella zona nei primi anni ’90 presso due parenti che erano affiliati e quando, poco dopo, vi aveva aderito tutto appariva normale sotto la guida dell’allora pastore Richard Wright.

Ogni cosa cambiò, secondo il racconto dell’ex membro, quando Jerry Irwin, il fondatore della chiesa era ritornato al suo incarico un paio di anni dopo e aveva cominciato a esercitare un sistematico controllo sulla congregazione composta da un ristretto gruppo comprendente circa 30 fedeli.

Viene in mente il nome di Jim Jones“, ha affermato Handville riferendosi a Irwin e a Jim Jones, fondatore e leader del Tempio del Popolo, il culto noto per l’omicidio-suicidio di massa avvenuto a Jonestown, in Guyana, nel novembre del 1978, in cui persero la vita 912 seguaci.

…Irwin è deceduto qualche anno fa, da allora la moglie Traci e la figlia Tiffany hanno assunto il comando.

Se dovessi descriverlo in una parola, questa sarebbe <<tirannico>>” ha detto l’ex membro. “Lavoravamo dalle 9 alle 10 ore al giorno, poi andavamo in chiesa e lavoravamo a progetti per altre otto ore, poi si rincasava e tutto ricominciava da capo”.

“Deprivati di sonno eravamo facilmente manipolabili e ingannati” ha aggiunto l’uomo. “Chiunque sa che questa è l’impronta di un culto. E’ il modo per controllare le masse“.

Handville ha spiegato che il controllo era imposto per costringere i membri a fare cose come ristrutturare il terzo piano della vecchia scuola su Oneida Street, dove si era stabilita la chiesa, trasformata in una lussuosa residenza per la famiglia degli Irwin, che comprendeva anche Joseph Irwin e suo fratello Daniel, i quali avevano il ruolo di incentivare vigorosamente i bambini della congregazione a essere istruiti da Traci Irwin.

Sebbene Handville abbia dichiarato di non aver mai visto durante la sua permanenza usare la forza fisica per disciplinare alcuno dei membri, ha narrato che invece Jerry Irwin aveva istituito un sistema nel quale chiunque avesse messo in discussione la sua autorità, veniva rimproverato nel corso dei lunghi sermoni domenicali e ostracizzato dal resto del gruppo. Questo era spesso accaduto alla famiglia Leonard con la quale lui e la sua famiglia erano diventati amici..

Bruce (il padre del giovane ucciso) non ha mai detto una parola negativa nei confronti di nessuno e non l’ho mai sentito lamentarsi di alcuno per il trattamento ricevuto. Era un uomo molto gentile quando l’ho conosciuto. Amava i suoi figli ed era molto orgoglioso di loro“.

Mentre le autorità hanno precisato di non aver trovato evidenze di abuso sessuale, Handville ha sostenuto di essere a conoscenza di  “possibili molestie sessuali” tra i membri minorenni della chiesa prima del suo arrivo, che lo avevano fortemente preoccupato per la sicurezza dei suoi tre bambini.

Infine Handville e la sua famiglia erano stati cacciati dalla chiesa quando lui aveva iniziato a mettere in discussione i metodi di Irwin, e dopo un confronto finale con il leader in cui “lui si sentiva minacciato“. Handville e la sua famiglia vennero letteralmente sbattuti in mezzo a una strada, quando il membro della congregazione proprietario del loro alloggio mobile li sfrattò.

Dopo aver finalmente trovato un appartamento e trascorso i successivi due anni seguiti da un’altra chiesa locale e appassionandosi allo studio della psicologia dei culti, nel tentativo di comprendere quanto gli era capitato, Handville ha narrato di essersi trasferito con la famiglia a ovest cercando di non guardare più indietro.

Mi vergogno a dire che conoscevo quelle terribili persone” ha detto degli Irwin.

Là ci sono persone che vengono controllate e quel posto deve essere chiuso“.

 

Articolo liberamente tradotto da favisonlus

 

FONTE ORIGINALE: UTICA OD

http://www.uticaod.com/article/20151015/NEWS/151019574

 

NOTA: Dopo le aggressioni che hanno causato il decesso del giovane Lucas Leonard, sette bambini presenti nella chiesa, sono stati affidati alle autorità per il benessere dell’infanzia.

 

NOTA 2: Una accurata e aggiornata ricostruzione dei fatti è consultabile sul sito della CNN

http://edition.cnn.com/2015/10/16/us/new-york-church-assault-case/

 

 

 

 

http://www.uticaod.com/article/20151015/NEWS/151019574

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Profeti di sventura e sette apocalittiche: così “rubano” coscienza e libertà ai seguaci

9 ottobre 2015

Quei profeti di sventura che alimentano paure e negano il diritto alla serenità

 

Immagine di repertorio

Attualmente oltre 650 persone si sono stabilite nel nord-ovest del Nicaragua. L’insediamento è composto interamente dai membri di una setta religiosa chiamata “Il Corpo mistico di Cristo.” Hanno raggiunto la cittadina di El Viejo e stanno aspettando, in base alle loro credenze, un rapimento divino durante la seconda venuta di Cristo; l’estasi o rapimento divino, si verificherà, secondo l’Apocalisse, prima della grande tribolazione degli ultimi tempi;  in quei momenti i veri credenti saranno rapiti dal Signore e portati al suo cospetto

I fedeli provenienti da diverse aree del Nicaragua e da paesi come Guatemala, Honduras ed El Salvador, sono stipati in baracche di legno, palma e plastica e dormono sulle amache. Le condizioni sanitarie sono pessime, oltre 300 minori presenti nella setta, non vanno a scuola, sono malnutriti e senza accesso ai servizi sanitari; la comunità sopravvive grazie alle risorse fornite dei seguaci ai Pastori che la dirigono, ma mentre i fedeli hanno venduto tutti i loro beni, i leader vivono in case ben costruite con computer e accesso a Internet.

Nel villaggio vi è un’alta incidenza di varicella nei bambini, ma gli adulti rifiutano che siano curati dalle squadre mediche che il governo ha inviato nella regione. C’è il pericolo di un focolaio epidemico, eppure gli adepti insistono sul fatto che il loro unico guaritore è Gesù Cristo e rifiutano gli operatori sanitari. Il Presidente del Nicaragua, Daniel Ortega sta valutando se sia il momento di intervenire per garantire il benessere di tutti; Javier Sánchez,, il pastore che guida il movimento, è stato arrestato, e, nonostante l’esistenza di altri pastori, la comunità è alla deriva. Questi mercanti della fine del mondo e profeti di sventura hanno sequestrato la coscienza e la libertà dei propri seguaci.

In Messico si sono verificate situazioni simili, come quella della setta chiamata “La Nuova Gerusalemme”, sorta nel 1973, quando una donna della regione ha affermato di ricevere messaggi dalla Vergine del Rosario, scegliendo a guida del movimento il parroco del paese di Pururarán nel Michoacan. Il sacerdote è stato scomunicato dalla Chiesa cattolica e si è autonominato Papa Nabor, appellando la veggente come Mama Gabina. Pur avendo attraversato una crisi che ha portato alla divisione della comunità in due fazioni, queste continuano lo scontro con il governo messicano, causato, tra l’altro, dal fatto che rifiutano di mandare a scuola i bambini.

Gli uomini indossano sempre una croce, le donne si coprono i capelli con stoffe colorate, nessuno può ascoltare la radio o guardare la TV, le bambine devono rimanere in silenzio quasi tutto il giorno e nessun bambino deve frequentare la scuola; sono vietate le bevande alcoliche, non esistono centri per la salute, nessuno può uscire senza il permesso della comunità e per qualche tempo sono state proibite le relazioni sessuali.

La gente della comunità insegna ai bambini a leggere e scrivere, e solo pochi eletti possono continuare gli studi, ma sono autorizzati unicamente a imparare i messaggi che la Madonna del Rosario ha dato al popolo; per questo motivo i seguaci hanno distrutto le due uniche due scuole primarie esistenti e ostacolano l’entrata degli insegnanti inviati dalle autorità per insegnare ai bambini. Tutta la vita comunitaria è diretta a salvarsi dall’Apocalisse che i devoti attendono dagli anni settanta.

Costoro sembrano dimenticare che la Bibbia stessa afferma che “il giorno del Signore verrà come un ladro nella notte” e “Il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate». Questi falsi profeti, commercianti di terrore, hanno tolto la gioia di vivere dalle loro loro comunità, immergendo i credenti in una paura che si rinnova giorno per giorno e ora per ora, in attesa di una devastante fine del mondo. Questi mercanti della disperazione e calunniatori del cielo rubano la speranza dei propri fedeli, negando loro il diritto a una vita felice, pacifica e produttiva e condannandoli a vivere giorno dopo giorno nell’attesa della fine terribile del mondo che conoscono.

Situazioni lontane dalla nostra vita, ma è un buon momento per chiederci se viviamo la vita con gioia e speranza e la comunichiamo agli altri o se viviamo nel timore costante finendo per trasmettere alle persone la concezione di un mondo cupo e minaccioso in cui si può vivere soltanto in preda alla paura.

 

Articolo a firma di Felipe Mendoza Milán

Libera traduzione a cura favisonlus

NOTA: Felipe Mendoza Milan è laureato in scienze sociali, Dottore in Educazaione e docente universitario

 

FONTE ORIGINALE:

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CASO FORTETO. Il Movimento 5 Stelle chiede commissione parlamentare d’inchiesta

8 ottobre 2015

“Forteto, serve una commissione parlamentare”: la richiesta dei Cinque Stelle a Roma

Interrogazione al ministero dello Sviluppo Economico

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Il Movimento 5 Stelle ha depositato, alla Camera e al Senato, una proposta di legge in cui chiede l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul Forteto, la cooperativa-comunità del Mugello fondata da Rodolfo Fiesoli, e ha presentato una interrogazione al Ministero dello Sviluppo economico per chiedere il commissariamento della cooperativa. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa alla Camera i parlamentari Alfonso Bonafede e Laura Bottici. Una vicenda buia, quella del Forteto.

La struttura, che aveva una funzione sociale, si sarebbe trasformata, negli anni, in un luogo degli orrori, come attestato dalle testimonianze nei processi. Allo stesso tempo, però, era diventata una cooperativa importante, con un fatturato di 18 milioni di euro all’anno, un «fiore all’occhiello» del sistema delle coop toscane, che riceveva anche congrui finanziamenti, «anche dalla Regione Toscana» ha spiegato oggi la senatrice Laura Bottici.

Fiesoli è stato condannato per due volte, nel 1985 in maniera definita per maltrattamenti e atti di libidine e nel giugno 2015, in primo grado, per violenza sessuale, violenza di gruppo e maltrattamenti a minori provenienti da famiglie disagiate. Insieme a lui sono stati condannati anche alcuni suoi collaboratori. Al Forteto infatti nel tempo erano stati affidati dal tribunale per i minorenni di Firenze decine di bambini e adolescenti, formalmente affidati ad una delle famiglie della comunità. In realtà – come è venuto fuori dai processi e come è stato sottolineato oggi dal presidente dell’associazione vittime del Forteto, Sergio Pietracito – i minori sarebbero stati non soltanto sfruttati per lavorare, ma avrebbero subito una sorta di lavaggio del cervello per allontanarli definitivamente dalle loro famiglie e per convincerli a subire quello che veniva considerato una sorta di rito di purificazione (definito «chiarimento»), che consisteva in rapporti omosessuali con Fiesoli o con suoi collaboratori. «Era una setta, una trappola – ha detto Pietracito, che è stato tra i fondatori del Forteto e poi è fuggito dalla comunità – erano riusciti a creare un sistema di tipo mafioso grazie a una capacità di creare legami

 

FONTE: LA NAZIONE

http://www.lanazione.it/firenze/forteto-commissione-parlamentare-1.1375585

 

Forteto, M5S chiede la commissione d’inchiesta: “Fare luce sulle coperture”

Iniziativa annunciata con un post sul blog beppegrillo.it: “Fare luce su tutti i responsabili delle coperture istituzionali di cui ha goduto la comunità. Perché il governo dice no al commissariamento?”

Una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce, dopo la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Firenze lo scorso giugno, sulle coperture che hanno permesso che i terribili maltrattamenti e violenze all’interno del Forteto andassero avanti per anni senza alcun intervento dall’esterno. La chiede il Movimento 5 Stelle con un posto apparso questa mattina sul blog ufficiale di Beppe Grillo.

“Un sistema di coperture istituzionali e politiche ha permesso che il Forteto diventasse una cooperativa degli orrori in cui si sono consumati abusi sessuali e violenze sui minori affidati alla comunità – si legge nel post -. Chiediamo, anche alla luce delle motivazioni della sentenza di condanna del Tribunale di Firenze, l’istituzione di una Commissione d’inchiesta che dovrà fare luce su tutti i responsabili delle coperture istituzionali di cui ha goduto la comunità al fine di scoprire i diversi livelli di protezione”.

Il M5S va anche all’attacco del governo, chiedendo nuovamente il commissariamento della cooperativa. “Costringeremo il governo a spiegare le ragioni per cui non vuole provvedere al commissariamento della Cooperativa del Forteto. Il Premier – conclude la nota -, dovrà spiegare se la difesa di una cooperativa può arrivare fino al punto di negare giustizia a bambini abusati e maltrattati per circa 30 anni”.

FONTE: FIRENZE TODAY

IL TESTO 

Istituzione di una Commissione d’inchiesta sui fatti accaduti presso la Comunità il Forteto

Onorevoli colleghi!

la cooperativa agricola, “il Forteto”, fondata alla metà degli anni Settanta nella azienda agricola di Bovecchio, comune di Barberino di Mugello (Firenze), considerata per lunghi anni una delle principali comunità toscane di recupero per minori disagiati, negli ultimi mesi è stata al centro di una vicenda giudiziaria per abusi sessuali e maltrattamenti anche su minori e bambini presi in affido, costretti a lavori durissimi, punizioni corporali e abusi sessuali. I due cofondatori de ‘Il Forteto’, Rodolfo Fiesoli detto il “profeta” e Luigi Goffredi, avvalendosi inoltre di falsi titoli di studio come quello in psicologia, nel 1985 furono processati e condannati ad una pena di reclusione per maltrattamenti aggravati ed atti di libidine nei confronti degli ospiti della comunità.

Nonostante questi gravissimi capi di imputazione, nel 1997 Fiesoli risultava ancora a capo della comunità e, a parere dei firmatari del presente indirizzo fatto ancora più grave, il tribunale avrebbe continuato ad affidare minori alla struttura, di cui se ne contano almeno 60 fino al 2009. Vale dunque la pena di ripercorrere la cronistoria de “Il Forteto”, dalla sua fondazione ai più recenti sviluppi giudiziari. Nel 1975 inizia l’esperienza della “Comune del Forteto”, progetto basato su una proposta di comunità agricola produttiva caratterizzata da una totale promiscuità sessuale fra i suoi partecipanti. A rivestire il ruolo di leader è Rodolfo Fiesoli, coadiuvato da Luigi Goffredi, entrambi coinvolti, sin dalla fine degli anni Settanta, in un’inchiesta penale per supposti atti di pedofilia commessi all’interno della cooperativa.

Il 30 novembre 1978 Rodolfo Fiesoli viene arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali ne “Il Forteto”. Il 10 luglio 1979 Fiesoli lascia il carcere per tornare alla comune “Il Forteto” dove, lo stesso giorno affidato dal tribunale dei minori, giunge il primo bambino down e il presidente del tribunale, Giampaolo Meucci, grande amico di don Milani, afferma di non credere nell’indagine del giudice Casini e di ritenere “Il Forteto” una comunità accogliente e idonea. Nel 1982 la cooperativa acquista una proprietà di circa cinquecento ettari nel comune di Dicomano (Firenze) e vi si trasferisce. L’azienda continuerà a prosperare per diventare oggi un’azienda con un fatturato da 18-20 milioni di euro all’anno, con circa 130 dipendenti. Nel 1985, come detto, viene emessa la sentenza di condanna per Luigi Goffredi e Rodolfo Fiesoli. Fiesoli viene condannato a due anni di reclusione per maltrattamenti nei confronti di una ragazza a lui affidata, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne; dalla sentenza emerge “istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici”.

Nel 1998 la Corte europea dei diritti dell’uomo riceve la richiesta di ricorso contro l’Italia e, in particolare, contro l’operato del tribunale dei minori di Firenze, da parte di due madri con doppia cittadinanza, italiana e belga, cui il tribunale per i minorenni di Firenze aveva imposto di interrompere ogni relazione con i rispettivi figli, collocati presso la comunità “Il Forteto”. Le donne, inoltre, denunciarono trattamenti violenti e inumani nei confronti dei minori, con una scolarizzazione pressoché inesistente. Il 13 luglio 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per l’affidamento alla comunità dei due bambini, a pagare una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali. Il 20 dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli viene arrestato con l’accusa di atti di pedofilia commessi all’interno della cooperativa. Nella relazione finale della commissione d’inchiesta della regione Toscana (15 gennaio 2013) vengono elencati i nominativi dei politici che a livello locale e nazionale, nonché magistrati e professionisti, avevano frequentazioni con la comunità “Il Forteto”.

In detta relazione si legge quanto segue: «Per fornire un’idea di massima del fenomeno tentiamo di ricostruire dalle testimonianze ascoltate un elenco dei personaggi che, a vario titolo e con differenti modalità, passano al Forteto 109: Edoardo Bruno, Piero Fassino, Vittoria Franco, Francesca Chiavacci, Susanna Camusso, Rosi Bindi, Livia Turco, Antonio Di Pietro, Tina Anselmi, Claudio Martini, Riccardo Nencini, Paolo Cocchi, Michele Gesualdi (presidente della provincia di Firenze), Stefano Tagliaferri (ex presidente della comunità montana del Mugello), Alessandro Bolognesi (sindaco di Vicchio), Livio Zoli (sindaco di San Godenzo e Londa), Rolando Mensi (sindaco di Barberino di Mugello). E poi i magistrati del tribunale per i minorenni di Firenze, a cominciare dai presidenti che si sono succeduti (Francesco Scarcella, Piero Tony, dal sostituto procuratore Andrea Sodi, i giudici Francesca Ceroni e Antonio Di Matteo ed il giudice onorario Mario Santini. Frequenta “il Forteto” Liliana Cecchi, allora presidente dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, ma anche molti medici tra cui Roberto Leonetti (responsabile dell’unità funzionale salute mentale infanzia-adolescenza per la zona Mugello). Non mancano i professionisti: volti noti come i giornalisti Rai Betty Barsantini e Sandro Vannucci, ma anche avvocati come Elena Zazzeri, presidente della camera minorile di Firenze.

Dalla relazione della commissione, emerge inoltre che la comunità ha ottenuto, dal 1997 al 2010, contributi per 1 milione e 200 mila euro mentre, in data 3 maggio 2013, l’europarlamentare Morganti avrebbe chiesto l’intervento della Commissione sul caso “Il Forteto” “perché sembrerebbe che questa comunità degli orrori abbia ricevuto finanziamenti provenienti da Fondi europei, sia perché ci troviamo di fronte ad una palese violazione dei diritti dei minori previsti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”.

Parallelamente, in data 17 agosto 2013, il Ministero dello sviluppo economico ha redatto una relazione conclusiva sui profili amministrativo-gestionali della cooperativa agricola “il Forteto”, chiedendo il commissariamento della stessa. Commissariamento ritenuto indispensabile a causa della pesante ed invasiva commistione tra la comunità di Ridolfo Fiesoli e la cooperativa “il Forteto” laddove, indicano i commissari ministeriali, tra cooperativa e comunità esiste “un legame imprescindibile” e una “tendenza a confondere le regole e i principi della “comunità” con il rapporto lavorativo e societario della cooperativa”, rilevando altresì che tutto “viene delegato ai capi ed i soci vengono lasciati all’oscuro persino dei propri diritti”; con “l’inconsapevolezza riferita da alcuni soci interrogati di aver sottoscritto atti importanti, come ad esempio titoli obbligazionari o altri strumenti finanziari, nella completa ed acritica fiducia nei confronti dei proponenti, senza la reale conoscenza di ciò che stavano sottoscrivendo”, concludendo con l’allarmante constatazione, secondo la quale la comunità “il Forteto” “non appare dotata di strumenti normativi (…) che tutelino e/o garantiscano i diritti di eventuali “ospiti” disadattati e/o minori”.

In data 23 agosto 2013, l’assemblea della cooperativa si è espressa in senso favorevole alla proposta di controdeduzioni formulata dal consiglio di amministrazione in relazione al verbale di revisione degli ispettori ministeriali, con 65 soci favorevoli, 9 contrari e 3 astenuti su 102. Tale decisione di respingimento della richiesta di commissariamento è stata corredata da un comunicato nel quale il presidente affermava che «la cooperativa il Forteto in questi mesi è stata spesso impropriamente coinvolta su argomenti e fatti come gli affidamenti dei minori per i quali è assolutamente da sempre estranea», considerazione, questa, in apparente contraddizione con una cospicua documentazione ufficiale attestante l’effettiva assegnazione negli anni dei minori da parte del tribunale alla stessa cooperativa agricola. Successivamente, il 17 giugno 2015, la sentenza di primo grado ha fissato una condanna a 17 anni e mezzo di reclusione per il “profeta” e fondatore della comunità Rodolfo Fiesoli ma, in attesa del terzo grado di giudizio, non andrà in carcere.

La sentenza, depositata il 9 settembre 2015, in cui il collegio spiega le motivazioni della condanna di Rodolfo Fiesoli e delle altre persone che a vario titolo erano imputate nel processo, nel testimoniare le drammatiche “sofferenze e costrizioni psicologiche” inflitte ai giovani affidati a ‘Il Forteto”, ha tuttavia stabilito in maniera inequivocabile che la cooperativa era, a differenza di quanto sostenuto dai responsabili della struttura, direttamente coinvolta nella gestione degli affidamenti dei minori. Prosegue la sentenza: “Le sofferenze, le delusioni, le amarezze, gli stati d’animo che sono riecheggiati nelle decine di udienze di questo processo da parte dei minori collocati al Forteto nel ricordare le esperienze parafamiliari vissute è lì a dimostrare il totale fallimento del modello educativo che ha prodotto separazioni tra coniugi, separazioni tra fratelli, rotture parentali, depressioni, che hanno coinvolto almeno un migliaio di persone tra membri, ospiti del Forteto e i loro famigliari”, Tale che, a detta dei giudici, “appare evidente la responsabilità dell’ente cooperativa per il fatto illecito dei propri dipendenti, con riferimento alle condotte di cui sono stati ritenuti penalmente responsabili” e che “L’affermazione della responsabilità civile della Cooperativa trova il suo fondamento sugli elementi di prova raccolti e sulle considerazioni svolte nel corso della presente motivazione, essendo provata in modo certo da un lato la totale commistione tra la cooperativa, la comunità ed i singoli soggetti che le componevano; dall’altro la finalità propria della Cooperativa ed il suo oggetto sociale, mantenuto tale fino ai nostri giorni, modificato “in corsa” soltanto nel 2014, con il processo in pieno svolgimento, al precipuo fine di scongiurare quel commissariamento che la prima Commissione di inchiesta regionale aveva proposto, all’esito della sua indagine, proprio per l’intollerabile legame tra la parte produttiva-cooperativa e quella degli affidamenti di “minori e disadattati”.”

A sostegno di suddetta ipotesi la sentenza individua una serie di elementi costitutivi la realtà della cooperativa “il Forteto” quali: “la qualità degli imputati, soci della cooperativa, membri dell’associazione, individui della comunità; l’individuazione dell’oggetto sociale con riferimento all’accoglimento e all’ospitalità delle persone disagiate e/o minori di età; la previsione statutaria dell’impiego di questi ultimi nelle attività della cooperativa per il raggiungimento dei suoi fini – lo svolgimento dell’attività economica e la promozione della vita comunitaria dei soci delle loro famiglie-; l’assegnazione di minori e disadattati ai soci della cooperativa, in violazione dei principi essenziali di disciplina dell’istituto dell’affido – caratterizzato dalla temporaneità, affiancamento alla famiglia naturale del minore con la quale deve essere garantito il mantenimento dei rapporti e nella quale deve essere previsto il rientro del minore-, operando una sistematica mistificazione dello stato reale delle cose, con la pretesa di distinguere tra socie famiglie dei soci, le quali ultime, semplicemente, non esistevano al Forteto; la fattiva ingerenza della cooperativa nelle questioni inerenti l’affidamento; la confusione arbitraria tra le suddette entità; il vantaggio derivato alla comunità dall’utilizzo di forza lavoro interna, costituita ad un certo punto, in mancanza di nascite e di vocazioni, queste ultime tutte concentrate solo all’origine, solo dagli affidati”, in grado di delineare “un contesto in cui appaiono evidenti – e consapevolmente creati e mantenuti – la confusione e l’intreccio dei ruoli e delle posizioni, con riferimento alle condotte illecite” oggetto della condanna.

La presente proposta intende pertanto instaurare una Commissione di inchiesta parlamentare, dotata di specifici poteri ispettivi, al fine di accertare i fatti e le ragioni per cui le pubbliche amministrazioni e le autorità giudiziarie interessate, comprese quelle investite di poteri di vigilanza, abbiano proseguito ad accreditare come interlocutore istituzionale la comunità Il Forteto, anche a seguito di provvedimenti giudiziari riguardanti abusi sessuali e maltrattamenti riferiti a condotte all’interno de ‘Il Forteto’. Nonché di, al fine di evitare che quanto accaduto al Forteto possa ripetersi, proporre l’adozione di nuovi strumenti di controllo e verifica delle comunità alloggio presenti sul territorio nazionale, l’eventuale potenziamento del sistema dei controlli sui soggetti responsabili dell’affidamento familiare e, laddove emergano responsabilità e negligenze anche dei servizi sociali, applicare gli opportuni provvedimenti sanzionatori. La Commissione avrebbe inoltre il compito di verificare con urgenza la sussistenza dei presupposti per la nomina di un commissario che gestisca la cooperativa agricola in modo tale da dissociarla completamente dalla precedente gestione e dall’associazione e dalla fondazione «il Forteto», di cui sono tutt’ora parte tutti i condannati e in generale il gruppo dei fondatori, al fine anche di pervenire al più presto al pagamento delle provvisionali a favore delle vittime.

 

FONTE: Il blog di Beppe Grillo qui:

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/giustizia/2015/10/vittime-del-forteto-commissione-dinchiesta.html

 

 

 

 

 

 

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Chiamato in causa il Presidente del Nicaragua per decidere sulle sorti della setta religiosa che rifiuta di provvedere le necessarie cure mediche ai bambini

7 ottobre 2015

BAMBINI DI UNA SETTA RELIGIOSA TROVATI IN CONDIZIONI DEPLOREVOLI, MA IL GRUPPO RIFIUTA L’ASSISTENZA MEDICA. LA RELAZIONE INOLTRATA A DANIEL ORTEGA, PRESIDENTE DEL NICARAGUA

Nei gironi scorsi avevamo dato notizia di una importante operazione della polizia di Stato del Nicaragua, grazie alla quale centinaia di affiliati a una setta religiosa, compresi numerosi bambini e neonati, raggruppati in un accampamento della comunità costiera di Mechapa, -nel comune di El Viejo a Chinandega-, erano stati evacuati e liberati.

Gli adepti, erano stati convinti dai loro leader religiosi dell’arrivo imminente della fine del mondo e del loro “rapimento” in cielo. Alcuni affiliati, secondo quanto riferito dai media esteri, avevano venduto anche tutti i loro beni per contribuire ai costi della comunità.

La coordinatrice del Consejo de Comunicación y Ciudadanía, Rosario Murillo, in una dichiarazione rilasciata ai media nazionali, aveva spiegato che il caso era seguito dal Ministero della Famiglia, dal Ministero della Salute e indagato dalla polizia nazionale,  in considerazione della presenza di oltre 312 bambini, bambine e neonati che versavano in condizioni molto difficili.

https://favisonlus.wordpress.com/2015/10/04/nicaragua-polizia-nazionale-libera-centinaia-di-persone-irretite-in-una-setta-messianica-attendevano-a-giorni-la-fine-del-mondo-e-il-rapimento-celeste-preoccupazione-per-gli-oltre-312-bambini/

http://www.laprensa.hn/mundo/887500-410/investigan-misteriosa-secta-con-miembros-hondure%C3%B1os-en-nicaragua

Notizie più precise diffuse in questi giorni, hanno reso noto che la setta, che si è data nome “Cuerpo Místico de Cristo“, è condotta da un nicaraguense coadiuvato da 9 pastori.

Ieri, Rosario Murillo, ha rilasciato una nuova dichiarazione informando dell’impossibilità di convincere gli appartenenti al gruppo religioso della necessità di provvedere le necessarie cure mediche ai bambini, così da doverne informare e interessare lo stesso presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, al fine di pervenire a una valutazione e risoluzione del caso.

Alcuni bambini presenti nella comunità non risultano accompagnati dai genitori e nessuno frequenta la scuola.  Sono stati trovati casi di varicella,  ma non è stato possibile verificare se i bambini siano mai stati vaccinati, per cui, ha aggiunto la stessa coordinatrice del Consejo de Comunicación y Ciudadanía, sussiste la preoccupazione per una possibile epidemia. Il rapporto delle autorità sanitarie, ora nelle mani del presidente nicaraguense, ha evidenziato inoltre che la maggior parte dei piccoli risulta affetta da problemi respiratori, della pelle e presenta segni di malnutrizione e sintomi di infezioni parassitarie.

 

FONTE DELLA NOTIZIA: EL NUEVO DIARIO

http://www.elnuevodiario.com.ni/nacionales/372781-presidente-ortega-evaluara-caso-secta-religiosa/

 

 

 

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Abusi su minori nei Testimoni di Geova. Attivisti si appellano al governo del Regno Unito

5 ottobre 2015

ATTIVISTI UNITI PERCHE’ IL GOVERNO BRITANNICO TROVI UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA DEGLI ABUSI SESSUALI SU MINORI NELL’ORGANIZZAZIONE GEOVISTA

Le vittime di abusi sessuali all’interno della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova non possono ottenere giustizia né gli autori del crimine essere perseguiti, a meno che il Governo non elimini la “scappatoia” che consente agli abusatori di farla franca.

Le vittime di abuso sessuale infantile nei Testimoni di Geova non possono vedere i loro abusatori assicurati alla giustizia, per questo dagli attivisti è stato richiesto al Governo britannico di introdurre la segnalazione obbligatoria alla polizia ogniqualvolta vi sia un’accusa di abuso sessuale sui bambini all’interno dell’organizzazione geovista.

Attualmente con la cosiddetta “regola dei due testimoni” applicata in questa religione, i Testimoni di Geova trattano le accuse di “peccati” internamente e procedono all’eventuale investigazione solo se l’accusa è sostenuta da una seconda testimonianza – un fatto, secondo i legali, ben poco probabile dato che molte vittime sono abusate da sole, in privato.

La preoccupazione per il numero di vittime “ignote”, ha dunque spinto gli attivisti a consegnare una lettera in Downing Street, esortando il Governo all’azione.

Una vittima di 43 anni, di nome Nick French, abusato ripetutamente dal suo patrigno dai 7 ai 13 anni, ha affermato che l’introduzione dell’obbligatorietà della segnalazione, ridurrebbe il rischio di predatori pedofili.  L’uomo, un venditore, originario di Glasgow, ma cresciuto a Brighton, ha dichiarato: “Quando ci sono istituzioni che hanno regole che proteggono i pedofili, qualcosa deve essere realmente fatto al riguardo. Quando è la parola dell’uno contro l’altro, gli abusatori possono farla franca e questo ha consentito a chi mi ha abusato di persistere e in modo sempre peggiore nella sue condotte criminali.  I Testimoni di Geova continuano a vedere l’abuso su un bambino come un peccato piuttosto di un crimine. Al giorno d’oggi non appena un reato viene segnalato ci si dovrebbe recare da persone qualificate nella gestione di questa tipologia di crimine. Non dovrebbe essere mantenuto all’interno dei confini della società“.

Il sig. French, padre di due figli, ha rinunciato al diritto all’anonimato quando Gary Moscrop, il suo abusatore, è stato condannato a 10 anni  di reclusione nel gennaio di quest’anno.

Ha aggiunto” Quello che desideriamo è fare emergere tutto questo e che il Governo si impegni per far sì che i gruppi religiosi, contattino le autorità, come i servizi sociali, quando sono a conoscenza di casi come l’abuso su minori 

L’appello degli attivisti arriva dopo un processo, in cui una donna abusata da bambina da un ministro dei Testimoni di Geova, ha ottenuto un risarcimento danni di 270mila euro  dall’Alta Corte.

Kathleen Hallisey, procuratore legale che con la AO advocates di Londra, ha rappresentato la donna in tribunale, ha ricordato che l’inchiesta governativa della Commissione reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi su minori, ha rivelato l’esistenza di migliaia di vittime e personalmente ritiene ce ne siano centinaia di “silenziose” nella chiesa dei Testimoni di Geova del Regno Unito, a causa della regola dei due testimoni.

Ha aggiunto “Penso sia una situazione molto difficile per il governo britannico intervenire in situazioni religiose private. Il modo per aggirare l’ostacolo è introdurre la segnalazione obbligatoria, che in sostanza significherebbe riferire alle autorità nel momento stesso in cui un’accusa di abuso viene presentata all’interno dei Testimoni di Geova. Se non ci fosse stata la “regola dei due testimoni” e i Testimoni di Geova avessero riferito alla polizia le accuse, la probabilità che la mia cliente e molto altri non venissero abusati da quella stessa persona, sarebbe stata elevata”.

In un dichiarazione, un portavoce dei Testimoni di Geova ha affermato che la pedofilia è un crimine che si verifica in tutti i “contesti della società”. Ha aggiunto che “chi commette il peccato dell’abuso su minori, deve affrontare l’espulsione dalla congregazione. Se la persona serve in una posizione di responsabilità nell’organizzazione, costui viene rimosso. Qualsiasi insinuazione che i Testimoni di Geova coprano gli abusi è assolutamente falsa. Siamo impegnati a fare tutto il possibile per prevenire l’abuso sessuale infantile e per fornire conforto spirituale a chiunque abbia sofferto questo terribile peccato e crimine “.

Notizia tratta dal blog dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/10/05/attivisti-londinesi-si-appellano-al-governo-del-regno-unito-perche-renda-obbligatoria-la-segnalazione-dei-casi-di-abuso-su-minore-nei-testimoni-di-geova/

 

FONTE ORIGINALE: BT

http://home.bt.com/news/uk-news/campaigners-issues-jehovahs-witnesses-abuse-warning-11364008972682

L’articolo è consultabile anche al seguente link

http://www.heraldscotland.com/news/13802865.Campaigners_issues_Jehovah_s_Witnesses_abuse_warning/

 

NOTA DELL’ASSOCIAZIONE DELLE VITTIME DELLA TORRE DI GUARDIA

Gli autori di questo blog evidenziano che a dispetto di quanto dichiarato dal portavoce dei Testimoni di Geova, la Commissione australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abuso sui minori, ha posto in chiara luce, come la chiesa dei Testimoni di Geova in Australia, abbia tenuto nascosti 1006 casi di presunti e/o reali casi di abuso sessuale su minori, registrati dal 1950 a oggi.  Nessuno di tali casi è mai stato segnalato alle autorità competenti, le vittime sovente non sono state credute e hanno subito processi di vittimizzazione secondaria, molti predatori sessuali pedofili sono stati reintegrati nell’organizzazione sulla base del semplice pentimento, numerosi sono stati i casi non indagati a causa della regola dei due testimoni. Accanto alle vittime e ad alti funzionari ascoltati in audizione che hanno confermato i fatti e i dati raccolti dalla Commissione governativa australiana, una professionista, esperta in crimini sessuali e consulente dalla stessa Società Torre di Guardia ha confermato le gravi carenze nella salvaguardia dei minori e il fallimento delle politiche gestionali dell’abuso sessuale infantile, nei Testimoni di Geova.

Lo stesso Geoffrey Jackson, un componente del Corpo Direttivo della Società Torre di Guardia, in video conferenza, ha espressamente ammesso “l’imperfezione” della loro politica. Al link del governo australiano è possibile consultare la trascrizione delle audizioni e i documenti concernenti il caso di studio. Il link al documento in formato pdf riporta la lista dei 1006 casi mai segnalati alle autorità secolari e relativi dettagli

https://www.childabuseroyalcommission.gov.au/case-study/636f01a5-50db-4b59-a35e-a24ae07fb0ad/case-study-29,-july-2015,-sydney

file:///C:/Users/asus/Downloads/WAT.0021.001.0001.pdf

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NICARAGUA. Polizia nazionale libera centinaia di persone irretite in una setta messianica. Attendevano, a giorni, la fine del mondo e il “rapimento celeste”. Preoccupazione per gli oltre 312 bambini e neonati inseriti nel gruppo

3 ottobre 2015

POLIZIA NICARAGUENSE LIBERA BAMBINI  E ADULTI DA UNA SETTA RELIGIOSA. PRESTATI I PRIMI SOCCORSI

La comunidad costera de Mechapa, municipio de El Viejo, en Chinandega.

Ieri la polizia di Stato del Nicaragua, ho proseguito nell’azione di salvataggio ed evacuazione di centinaia di persone raggruppate in un accampamento della comunità costiera di Mechapa, -nel comune di El Viejo a Chinandega-, dopo essere state convinte dai loro leader religiosi della venuta della fine del mondo e del loro “rapimento” divino, nei prossimi giorni.

Tra i membri della setta denominata “Libres pero prisioneros de Cristo” (Liberi ma prigionieri di Cristo) , c’erano individui provenienti dal Guatemala, El Salvador e Honduras, oltre a nicaraguensi. La squadra speciale di polizia nel corso dell’operazione non ha tuttavia rintracciato i leader del gruppo.

Il capitano di polizia Victoriano Ruiz Urbina, a capo dell’intervento e delle indagini, che è stato accompagnato da una equipe medica e da rappresentanti del Ministero della Famiglia, ha affermato potrebbe trattarsi di un enorme caso di tratta e di traffico di persone.

In via preliminare le autorità hanno rivelato che i leader di questa setta sono sei uomini al momento identificati solo come “pastori”.

La polizia la scorsa notte ha condotto fuori dal campo le prime 117 persone, delle quali 75 erano bambini, tra neonati e minori fino a 10 anni di età, a cui è stata fornita immediata assistenza medica, poiché la maggioranza di costoro presentava sintomi quali tosse, congestione nasale e febbre.

Gli agenti di polizia della capitale si erano trasferiti in quella regione per approfondire le indagini e richiedere i documenti dei centroamericani presenti nell’accampamento di fortuna, attualmente sorvegliato dalla polizia di  Chinandega.

Da parte sua, la coordinatrice del Consejo de Comunicación y Ciudadanía, Rosario Murillo, in una dichiarazioni ai media nazionali, ha spiegato che il caso è seguito dal Ministero della Famiglia, dal Ministero della Salute, e indagato dalla polizia nazionale, e che la situazione giustifica l’attenzione del Ministro della Famiglia, considerato che nella setta religiosa si trovano più di 312 bambini, bambine e neonati che versano in condizioni molto difficili.

 

Libera traduzione a cura favisonlus

 

NOTA: Notizia tratta dall’articolo a firma di Carol Munguía, pubblicato il 2 ottobre 2015 su EL NUEVO DIARIO

http://www.elnuevodiario.com.ni/nacionales/372353-policia-rescata-familias-secta-mesianica-chinandeg/

NOTA 2: Vedi aggiornamento del 5 ottobre 2015 qui:

http://www.wradio.com.co/noticias/internacional/adultos-niegan-salud-y-educacion-a-ninos-en-campamento-religioso-en-nicaragua/20151005/nota/2958125.aspx

 

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