Articoli con tag bambini

I Testimoni di Geova producono “video didattico” anti-gay per indottrinare i bambini

3 Maggio 2016

I testimoni di Geova stanno usando questo inquietante cartone animato anti-gay per indottrinare i bambini

Il cartone animato 'insegna' sui genitori dello stesso sesso

I Testimoni di Geova hanno investito molto denaro nel finanziamento di un cartone animato che insegna ai bambini a opporsi alla genitorialità gay e a cercare di “cambiare” gli omosessuali.

Il gruppo religioso, che è noto per la sua evangelizzazione porta a porta, dispone di una serie di video altamente rifiniti sul suo sito web che impartiscono “lezioni” ai bambini.

Un video della serie si rivolge ai bambini piccoli – e li incoraggia a “Diventare amico di Geova” opponendosi all’omogenitorialità.

La ‘lezione’ ha come protagonista una bambina che parla a sua madre dopo che una sua amica ha rivelato di avere genitori dello stesso sesso.

La madre spiega: “Le persone hanno le proprie idee su ciò che è giusto e sbagliato – ma ciò che conta è cosa pensa Geova. Lui vuole che siamo felici e sa come possiamo essere più felici. Ecco perché ha creato il matrimonio nel modo in cui lo ha fatto”.

Precisando che il matrimonio è tra “un uomo e una donna”, la mamma dell’inquietante cartoon illustra: “Geova creò Adamo ed Eva, maschio e femmina. Poi lui disse che l’uomo doveva unirsi a sua moglie … Gesù disse la stessa cosa. Le norme di Geova non sono cambiate. È un po’ come se qualcuno cercasse di portare qualcosa su un aereo – che cosa succederebbe se qualcuno cercasse di portare qualcosa che non è consentito? E’ lo stesso con Geova! Lui vuole che noi siamo suoi amici e che viviamo in paradiso per sempre, ma dobbiamo seguire i suoi principi per arrivarci. Per arrivare là dobbiamo lasciare alcune cose alle spalle. Questo significa qualsiasi cosa che Geova non approva”

Jehovah's Witnesses have released this bizarre, disturbing video teaching kids to be homophobic

La mamma spiega: “La gente può cambiare, è per questo che condividiamo il suo messaggio.”

La bambina desume che dovrebbe dire alla sua amica che Geova non approva lo stile di vita dei suoi genitori, questo, conclude la mamma dell’inquietante cartoon, è “fantastico”.

 

 

Articolo originale a firma di 

 

FONTE: PinkNews

http://www.pinknews.co.uk/2016/05/03/watch-jehovahs-witnesses-are-using-this-creepy-anti-gay-cartoon-to-indoctrinate-kids/

 

Libera traduzione a cura favisonlus

 

NOTA: Leggi anche articolo pubblicato su RAW STORY al link di seguito:

https://www.rawstory.com/2016/05/watch-creepy-jehovahs-witnesses-cartoon-brainwashes-kids-into-trying-to-change-same-sex-parents/

 

NOTA 2: La versione italiana del video “Diventare amico di Geova Lezione 22: Un uomo e una donna”, è consultabile qui

https://www.jw.org/it/cosa-dice-la-Bibbia/famiglia/bambini/diventa-amico-di-geova/

 

NOTA 3: Vedi anche in lingua italiana l’articolo  firma di Ivano Abbadessa “Il cartone dei Testimoni di Geova che fa infuriare i gruppi LGBT“, pubblicato in data 5 maggio 2016 su West, al link di seguito

http://www.west-info.eu/it/il-cartone-dei-testimoni-di-geova-che-fa-infuriare-i-gruppi-lgbt/

 

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SALUTE E MINORI. Quella bufala ciclicamente rilanciata da un Comitato legato a Scientology

23 Aprile 2016

Adhd, deficit di attenzione e iperattività, una malattia fittizia?

Periodicamente, sui siti di disinformazione medica e scientifica, rispunta una falsa notizia su una psicopatologia dell’età evolutiva: l’Adhd, deficit di attenzione e iperattività, sarebbe una malattia fittizia, in altre parole inventata e del tutto inesistente, ma per la quale un esercito di bambini sani in tutto il mondo sarebbe sottoposto a cure inutili e dannose per la salute. Non è difficile immaginare quanta confusione possa generare, in un genitore che ha un figlio che ne è affetto, la lettura di questa fandonia che imperversa sul web. Anni fa ci cascò il Daily Mail, uno dei maggiori quotidiani britannici, ma ci cascano ancora oggi medici e giornalisti poco informati che finiscono per accreditare la bufala postandola sui social network. La cosa incredibile è che la notizia è rilanciata ciclicamente da un’organizzazione che si chiama Ccdu, Comitato dei cittadini per i diritti umani. È assurdo siano loro a ergersi a difensori della salute mentale quando Scientology, cui sono ideologicamente collegati, si fonda su una credenza fantascientifica del suo fondatore L. Ron Hubbard: per esprimere tutte le nostre potenzialità dobbiamo liberare le nostre anime da immagini traumatiche che si sono impossessate di noi a causa di un’antica invasione extraterrestre. Per localizzare queste immagini negative e per eliminarle servono tecniche molto costose che Scientology conosce ed elargisce a pagamento solo ai suoi adepti. Anche siti antibufala come Butac.it e Bufale e Dintorni di Sandro Martone hanno smentito la notizia. Il Ccdu scrive che il professor Leon Eisenberg, che indicano sbagliando come lo scopritore dell’Adhd, sul punto di morire confessò di averla letteralmente inventata. Invitò i medici a indagare le cause ambientali che possono determinarla, come disagi familiari e sociali, invece di ritenere che possa essere causata da un deficit neurobiologico. Questa intervista, rilasciata da Eisenberg, fu pubblicata sulla rivista tedesca Der Spiegel, ed è utilizzata strumentalmente dai movimenti antipsichiatrici, tra cui il Ccdu. Su Bufale e Dintorni, il debunker Marilena Pozzi, traduce correttamente dal tedesco all’italiano l’intervista del professore spiegando cosa intendesse realmente. Egli non affermò che la malattia fosse inventata ma disse che alcuni medici la diagnosticano con troppa facilità e che con la stessa facilità prescrivono la terapia medica anche quando il bambino non ne ha bisogno. Un problema, quello delle diagnosi affrettate ed errate, che non riguarda solo l’Adhd, e che non significa che il disturbo non sia reale. È reale, dimostrato da numerose ricerche e costituisce una patologia che se non è affrontata adeguatamente può portare con sé un deficit cognitivo, scolastico e di comportamento. Un neuropsichiatra infantile e ogni genitore che guardi davvero alla salute mentale del figlio può distinguere tra un’esuberanza motoria ed una incapacità di concentrarsi che rientra nella normalità e non va assolutamente curata da quella che diventa un serio ostacolo per la crescita del bambino, che non gioca, non impara e non ha amici con cui condividere affetto, tempo libero e sport. Un ostacolo alla sua felicità, cui bisogna porre rimedio.

di Karen Rubin

 

FONTE: Il Giornale

http://www.ilgiornale.it/news/politica/qui-e-ora-1250116.html

 

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PER NON DIMENTICARE. 23° anniversario della strage di WACO.

19 Aprile 1993- 19 Aprile 2016

 

Dalla voce di Carlo Lucarelli, il racconto dell’assedio alla setta dei Davidiani e della strage di Waco.

David Koresh il leader dei Davidiani

 

 

 

Guarda anche nel servizio trasmesso da RTBF una accurata ricostruzione della vicenda con testimonianze (lingua francese)

 

 

 

 

 

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Pedofilia ecclesiale. Massimo Introvigne, il Vaticano e l’odioso sistema di difesa della chiesa. L’analisi del politologo francese Paul Aries

20 Marzo 2016

 

Crimini di pedofilia e altre violenze sessuali

L’odioso sistema di difesa della Chiesa cattolica

 

di Paul ARIES 

La Chiesa di Francia è attualmente coinvolta in casi di pedofilia e violenza sessuale. Nel saggio La face cachée du pape François (Max Milo, 2016) ho spiegato come il Vaticano abbia elaborato il suo sistema di difesa per eludere le proprie responsabilità e accusare lo spirito del “Maggio francese” di essere il vero colpevole.

Massimo Introvigne- Papa Francesco

È dunque anedottico se uno dei suoi sacerdoti di Lione accusato di violenza sessuale è anche colui che animava le messe in memoria di Luigi XVI? E’ inoltre mera coincidenza se il cardinale Barbarin, già famoso per aver detto in merito ai crimini pedofili che “la maggior parte dei fatti, grazie a Dio, sono prescritti” è ideologicamente vicino all’Ordine occulto dei Cavalieri di Colombo, il movimento ultraconservatore nord americano che è riuscito a far canonizzare dal Papa, nel settembre scorso, un sacerdote accusato di genocidio dei nativi americani? Questi campioni della “Manif pour tous”, (associazione nata in Francia con il fine di di promuovere il matrimonio esclusivamente eterosessuale e l’adozione di bambini da parte di famiglie esclusivamente eterosessuali ), dovrebbero mettere ordine in casa propria prima di accusare di immoralità i sostenitori della parità dei diritti!

L’italiano Massimo Introvigne, direttore generale di Alleanza cattolica, un’organizzazione di estrema destra, laureato alla Pontificia Università Gregoriana, docente presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum appartenente ai Legionari di Cristo, molto conosciuto in Francia per essere il miglior difensore di sette quali Scientology, si è fatto anche avvocato della chiesa in queste vicende di pedofilia con la pubblicazione di un testo titolato “L’Onu dichiara guerra alla Chiesa” in cui se la prende con il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia.

Questo autoproclamato esperto, è famoso per aver difeso Marcial Maciel, il guru dei Legionari di Cristo prima che il  suo movimento e il Vaticano fossero obbligati a riconoscere la gravità e l’entità dei crimini commessi.

Pur, naturalmente compassionevole con le vittime di tali crimini, Massimo Introvigne applica quel sistema di difesa diventato quello di Roma. Spiega che le accuse contro la chiesa sono dovute a forme di ‘panico morale’, vale a dire a una ” iper-costruzione sociale ” (sic). Il problema, se esiste, non sarebbe quello del celibato dei sacerdoti, ma dell’omosessualità. La chiesa avrebbe sofferto di una eccessiva  tolleranza dell’omosessualità nei suoi seminari, in particolare nel 1970. La colpa incomberebbe quindi sulle idee di liberazione sessuale e sul “Maggio ’68”. Roma ha ascoltato Introvigne, ora i candidati preti con tendenze omosessuali radicate non possono accedere all’ordinazione.

Abbiamo pertanto ulteriore dimostrazione che questa chiesa che parla dell’esistenza di una lobby gay al suo interno è una chiesa ultra-reazionaria. In primo luogo ultra-reazionaria perché stabilisce un legame tra omosessualità e pedofilia, e poi ultra-reazionaria perché fa della pedofilia non una conseguenza del suo funzionamento, (il celibato, tra gli altri) ma della liberazione sessuale, rinviando la responsabilità del crimine della pedofilia sul resto della società.

La chiesa dimentica lungo la strada che la critica principale non è quella di aver ospitato suo malgrado preti pedofili ma di averli protetti, di aver fatto pressione sulle famiglie delle vittime.

Parlare di una lobby gay in seno alla Curia, a proposito di casi di pedofilia, è fare dei crimini commessi nella Chiesa una questione che non riguarda la Chiesa, è porre la Chiesa come vittima e contestualmente come soluzione. Gli accusatori della chiesa non cercherebbero tanto di proteggere i bambini quanto di difendere la pillola RU 486 (abortiva), l’eutanasia, il riconoscimento delle unioni omosessuali. “Questi gruppi di pressione più o meno massonici sottolineano il sinistro potere della tecnocrazia evocato da Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate, e la denuncia di Giovanni Paolo II nel suo Messaggio per la Giornata mondiale della Pace 1985 di “disegni nascosti” – accanto ad altri “apertamente diffusi” – “per sottomettere tutti i popoli a regimi in cui Dio non conta. In verità, si tratta del tempo dell’oscurità, che ci ricorda la profezia di un grande pensatore cattolico del XIX secolo, Emiliano Avogadro della Motta (1798-1865), secondo il quale, alle rovine causate dalle ideologie secolari, sarebbe succeduta un’autentica “demonolatria” che si manifesterebbe soprattutto nell’attacco alla famiglia e al vero concetto di matrimonio “.

Papa Francesco continua nella stessa direzione allorché ha dichiarato nel luglio 2013 l’esitenza inequivocabile di una lobby gay in Vaticano. Roma e Francesco stanno  (ri)costruendo una macchina da guerra anti-omosessuale, sia per ripulire la chiesa dalle accuse di protezione dei pedofili, sia come controffensiva rispetto tutti i ripetuti scandali finanziari e politici, mettendosi contemporaneamente in tasca il guadagno di apparire più “morale” di altri e coinvolgendo maggiormente quelli che simpatizzano con lo spirito del ‘Maggio francese del 1968’.

 

 VEDI RIFERIMENTI ALLA FONTE ORIGINALE DELL’ARTICOLO
http://www.legrandsoir.info/le-systeme-odieux-de-defense-de-l-eglise-catholique.html
Libera traduzione a cura favisonlus

 

NOTA SULL’AUTORE: Paul ARIES, già ricercatore al CNRS, politologo, socio-economista, è autore di una trentina di opere. Ha collaborato con numerose riviste, tra cui Monde Diplomatique, Universalia, Golias, ed è caporedattore del mensile “Les Z’indignés”. ARIES è presidente della sezione francese del Centro-Europa-Terzo-Mondo (CETIM), organizzazione non governativa riconosciuta dall’ONU. Il suo ultimo saggio, disponibile nelle librerie francesi dal 30 marzo, si intitola « La face cachée du pape François » (ed. Max Milo). Vedi altri dati su Le Grand Soir al link sopra

 

 

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Regno Unito. Respinto l’ennesimo ricorso dei Testimoni di Geova. Continua l’inchiesta della Charity Commission sulle politiche di tutela dei minori della Società Torre di Guardia

16 Marzo 2016

PUO’ PROSEGUIRE L’INCHIESTA DELLA CHARITY COMMISSION SULLE POLITICHE DI TUTELA DELLA SOCIETA’ TORRE DI GUARDIA DELLA GRAN BRETAGNA

 

Oggi, (15 marzo 2016), la Corte d’Appello ha pronunciato la sentenza concernente l’inchiesta della Charity Commission, aperta nel 2014, sulla Società Torre di Guardia della Gran Bretagna (registrata come ente di beneficenza/charity dei Testimoni di Geova nel Regno Unito). Questo giudizio fa seguito a un’udienza del 10 febbraio 2016. L’indagine era stata attivata per indagare in che modo la Torre di Guardia tuteli  minori e adulti a rischio e per richiedere di ottenere i documenti dell’associazione dei Testimoni di Geova registrati dal 2014. Queste ultime decisioni sono parte di una serie di contenziosi legali di lunga data contro le attività della Commissione (Charity Commission).

La Commissione apprezza che la Corte abbia respinto all’unanimità il ricorso della Torre di Guardia sulla decisione della Commissione di aprire un’inchiesta. Si tratta di una decisione importante che consente all’indagine di proseguire. Il ricorso è stato respinto poiché la corte ha accettato la tesi della Commissione secondo cui il First-tier Tribunal (Charity) era la sede giusta per discutere la contestazione della Torre di Guardia all’inchiesta aperta dalla Commissione. La Commissione ritiene che lo specifico tribunale sia sede idonea per questi casi e si rallegra che la Corte d’Appello ne abbia dato conferma.

La Commissione si rammarica del fatto che la Corte d’Appello si sia espressa, per un aspetto, a favore della Torre di Guardia, decidendo che il ricorso contro l’Ordine della Commissione per ottenere i documenti dell’associazione dei Testimoni di Geova debba essere discusso dal Tribunale amministrativo invece che dal Tribunale. Tale decisione è stata raggiunta a causa della specifica formulazione della sezione 320 del Charities Act 2011, che limita la giurisdizione del Tribunale dal prendere in esame i ricorsi rispetto tali ordinanze. La Commissione continua a ritenere che lo specifico tribunale sia la sede corretta per dibattere queste contestazioni. La Commissione esprime preoccupazione valutato che tale giudizio potrebbe creare confusione agli enti di beneficenza e agli amministratori che intendano contestare un Ordine ai sensi dell’articolo 52 del Charities Act 2011, poiché ora diverrà necessario capire se il Tribunale amministrativo o il Tribunale della Charity sia la sede giusta per presentare azione legale.

Con riserva di eventuali ricorsi, il prossimo passo del contenzioso si svolgerà presso il Tribunale amministrativo onde valutare se la Torre di Guardia si sia avvalsa di motivazioni discutibili per contestare l’Ordine di produzione, e quindi se tale Ordine debba essere esaminato dal Tribunale amministrativo nell’ambito di una vera e propria udienza. La Commissione continua a difendere l’emissione dell’ordine. Fatti salvi eventuali appelli della Torre di Guardia, la sua azione legale per l’apertura dell’inchiesta della Commissione è giunta alla fine.

L’indagine della Commissione per esaminare le modalità della Torre di Guardia di tutela di minori e adulti a rischio, continua. La Commissione è impegnata a indagare con fermezza le accuse agli enti di beneficenza che non possiedono adeguate politiche e pratiche di tutela. Incoraggia le persone che sono state danneggiate nella loro protezione in seno alle congregazioni dei testimoni di Geova in Inghilterra e nel Galles, a contattare il responsabile delle indagini, Jonathan Sanders, al seguente indirizzo jonathan.sanders@charitycommission.gsi.gov.uk .

I cittadini possono contattare la Commissione in ordine a problemi di tutela o per altre preoccupazioni concernenti gli enti di beneficenza a questo link  Complain about a charity.

 

Notizia tratta dalla pagina web della Charity Commission

Vedi testo alla fonte originale

FONTE: CHARITY COMMISSION Governo del Regno Unito

https://www.gov.uk/government/news/court-of-appeal-gives-judgment-in-court-case-by-jehovahs-witness-charity

 

 

La charity dei Testimoni di Geova ha perso l’appello contro la Commissione d’Inchiesta

di David Ainsworth

15 Mar 2016

La dirigenza dell’ente di beneficenza (charity) dei Testimoni di Geova del Regno Unito ha perso l’appello per un riesame giudiziario di un’inchiesta della Charity Commission circa le sue procedure di tutela, ma ha vinto la revisione di una ordinanza della Commissione di produrre i documenti.
La Società Torre di Guardia della Gran Bretagna ha chiesto il riesame di una decisione datata 2014 di aprire un’indagine legale sulle sue politiche di protezione dei bambini e adulti a rischio. L’indagine è stata aperta a seguito delle accuse per cui una congregazione dei testimoni di Geova aveva permesso a un pedofilo (condannato) di interrogare le sue vittime come in una riunione di “disassociazione”.

L’ente dei Testimoni di Geova ha chiesto anche una revisione di un ordine della Commissione che le imponeva di produrre, tra le altre cose, “Tutti i documenti elaborati a decorrere dal 1 °giugno 2011 che contengono o registrano un’ istanza o un sospetto, o una denuncia, di abuso di o da parte di una persona che è, o è stata, membro dell’ente geovista o di una congregazione dell’ente”.

Il caso è stato discusso nel  febbraio presso la Corte d’appello da Lord John Dyson, il Master of the Rolls –secondo giudice più importante d’Inghilterra e del Galles che presiede la Divisione Civile della Corte d’Appello– assistito dal Lord d’appello, Richard McCombe, e dal Lord d’Appello, David Richards.

I tre giudici hanno unanimemente deciso contro il ricorso sul caso concernente l’inchiesta, dichiarando che il Charity Tribunal era la sede giusta per discutere una contestazione.

Tuttavia hanno concesso una revisione dell’ordine di produrre documenti, in quanto la formulazione delle Charities Act 2011 limita la capacità di competenza dei tribunali su tali ricorsi.

Un portavoce della Charity Commission ha dichiarato: “La Commissione apprezza che la Corte abbia respinto all’unanimità il ricorso della Torre di Guardia sulla decisione della Commissione di aprire un’inchiesta. Si tratta di una decisione importante che consente all’indagine della Commissione di proseguire. Il ricorso è stato respinto poiché la corte ha accettato la tesi della Commissione secondo cui il First-tier Tribunal (Charity) era la sede giusta per discutere la contestazione della Torre di Guardia all’inchiesta aperta dalla Commissione. La Commissione ritiene che lo specifico tribunale sia sede idonea per questi casi e si rallegra che la Corte d’Appello ne abbia dato conferma

La Commissione si rammarica del fatto che la Corte d’Appello si sia espressa, per un aspetto, in favore della Torre di Guardia, decidendo che il ricorso  contro l’ordine della Commissione per ottenere i documenti dell’associazione dei Testimoni di Geova debba essere discusso dal Tribunale amministrativo invece che dal Tribunale. Questa decisione è stata assunta a causa della formulazione specifica della sezione 320 del Charities Act 2011, che limita la giurisdizione del Tribunale dal prendere in esame i ricorsi rispetto tali ordinanze”

 

FONTE: CIVILSOCIETY

http://www.civilsociety.co.uk/governance/news/content/21470/jehovahs_witness_charity_loses_appeal_against_commission_inquiry#.VuhEluLhDIU

 

Libera traduzione a cura favisonlus

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A scuola di fanatismo e violenza. Così l’ISIS addestra i bambini alla guerra. L’allarme della Quilliam Foundation, think tank britannico contro l’estremismo religioso

5 Marzo 2016

A scuola di guerra: l’Isis addestra i bambini con i metodi di Hitler

An Isis video apparently depicting children in a training camp in 2015.

Il Corano nel cuore e nella testa, in mano il coltello e la pistola: il combattente islamico del futuro sarà più forte, più motivato e più spietato di qualunque mujaheddin adulto di oggi, nella “utopia” del Califfato, che sta allevando migliaia di bambini, molti anche di origine europea, alla violenza senza remore né dubbi pervasa dei valori dell’Islam più radicale che si posa immaginare. A lanciare l’Sos è il rapporto “Children of the Islamic State” (Bambini dello Stato islamico) della Quilliam Foundation – think tank britannico contro l’estremismo religioso -, che stima che almeno 50 bimbi con cittadinanza britannica stanno crescendo nei vivai dell’Isis in Siria e in Iraq. I bambini, nella dottrina jihadista estrema, sono “puri”, cioè non contaminati da educazione, valori o abitudini occidentali o comunque non islamici. «Questi bambini vengono salvati dalla corruzione», si legge in un passo del rapporto di Quilliam, che viene rilanciato da vari media britannici, «facendone dei combattenti molti più solidi dei mujaheddin attuali, perché avranno un comprensione superiore e più profonda dell’Islam, impartito nell’educazione, e saranno più forti e più brutali nel combattimento perché addestrati fin da piccoli» o, meglio ancora, fin dalla culla.

Bambini addestrati dall’Isis anche come spie

Un’educazione ripulita di qualunque disciplina possa ingenerare dubbio e crescere poi nella personalità del bambino come il germe dell’ateismo – dal disegno alla filosofia. Alcuni bambini vengono addestrati come spie, altri come predicatori, altri ancora come soldati o come kamikaze o come tagliagole, in base ai loro talenti. Le bambine, “perle del califfato”, vengono subito velate, nascoste in casa ad accudire i maschi. Ma per i maschi, la violenza diventa normale, perché fin dalla tenera età i mujaheddin del futuro assistono a truculente esecuzioni pubbliche, a combattimenti, a video di violenze e maneggiano armi-giocattolo con la promessa di una vera, al momento opportuno. Il fine di questo lavaggio del cervello è di “preparare una nuova, più forte seconda generazione di combattenti, educati e condizionati a essere la risorsa del futuro per la comunità, cioè per lo Stato islamico, che si ritiene abbia arruolato almeno 80.000 mujaheddin (50.000 in Siria e 30.000 in Iraq), di cui 30.000 stranieri e imponga il suo dominio su circa sei milioni di persone. E diversi fra i ragazzini e i bambini nelle file dell’Isis hanno già assunto le loro funzioni: solo negli ultimi sei mesi sono stati lanciati dalla propaganda jihadista ben 12 bambini “boia”, che sparano alla testa delle vittime o, come in un recente video-shock, che fanno detonare con un telecomando un’autobomba al cui interno sono intrappolate quattro presunte “spie”. Piccoli assassini che ricevono poi affettuosi incoraggiamenti – una carezza, un buffetto o un abbraccio – da un istruttore o da un genitore.

Le maniere forti, tra bastone e corate

E per quelli che si mostrassero refrattari alla “carota dell’indottrinamento, alcuni messaggi di propaganda evocano il “bastone”: atroci punizioni, come la fustigazione, la tortura, lo stupro. Molti sono figli di militanti locali, altri di stranieri, ma molti sono anche rapiti, strappati ai loro genitori naturali, magari yazidi o turcomanni di Ninive, e inviati nei campi-scuola, dove impareranno a memoria i versetti del Corano e brandiranno un coltello o una pistola. Un indottrinamento che, secondo la fondazione Quilliam, sarebbe fortemente debitore del Terzo Reich hitleriano: notizie “credibili ma non confermate” – si legge nel rapporto – parlano di una organizzazione chiamata Fityan al Islam (I ragazzi dell’Islam): una sorta di Gioventù hitleriana, che promette di creare legioni di fanatici potenzialmente molto più pericolose dei Cuccioli di leone di Saddam Hussein e anche delle divisioni di bambini-soldato reclutate a forza dal signore della guerra liberiano Charles Taylor o dall’Esercito del signore ugandese.

 

FONTE: SECOLO d’Italia

http://www.secoloditalia.it/2016/03/scuola-guerra-lisis-addestra-i-bambini-i-metodi-hitler/

 

NOTA: Leggi anche articolo del THE GUARDIAN, qui:

http://www.theguardian.com/world/2016/mar/05/islamic-state-trains-purer-child-killers-in-doctrine-of-hate?CMP=twt_gu

 

 

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Per non dimenticare. L’apocalisse di Waco. 28 febbraio 1993 -28 febbraio 2016

28 Febbraio 1993-28 Febbraio 2016

 

Dalla voce di Carlo Lucarelli la ricostruzione dell’assedio alla setta dei Davidiani.

 

 I giovanissimi superstiti dei Davidians rivelano la sconvolgente vita paramilitare della setta

” Noi, piccoli schiavi di Waco “

I genitori erano ” cani ” e a 11 anni le bimbe diventavano ” mogli ” di Koresh

NEW YORK . Dovevano chiamare i loro genitori “cani”. E le bambine, compiuti undici anni, ricevevano una stella di David di plastica: erano sessualmente pronte per David Koresh, leader della setta che aspettava l’ apocalisse tra i pascoli del Texas. I colloqui con i bambini sopravvissuti alla strage di Waco hanno dato un quadro agghiacciante agli psichiatri incaricati di decifrare i misteri del ranch. Proprio dai bambini, usciti dal fortino di Koresh al quarto dei 51 giorni di assedio dell’ Fbi, era giunto il primo segnale di allarme. Continuavano a disegnare case divorate dalle fiamme o distrutte da una esplosione, sormontate da splendidi arcobaleni e dai volti sorridenti dei genitori. “Ci vedremo in cielo”, avevano detto i genitori ai 21 bambini fatti uscire all’ inizio dell’ assedio. I 19 in eta’ tra i 4 e gli 11 anni erano stati subito intervistati dagli psichiatri. Dai colloqui era emerso il tentativo di Koresh di creare nel fortino una “comunita’ paramilitare”. Koresh era la legge. Uomini e donne vivevano separati con divieto assoluto di rapporti sessuali. Solo Koresh poteva essere chiamato “padre” dai bambini. Quando le bambine compivano 11 anni ricevevano dal “padre” una stella di plastica, che indossavano con orgoglio. Era il simbolo che erano pronte per diventare “mogli” del leader del culto. Koresh parlava apertamente di sesso con le “figlie” durante le lezioni di Bibbia. Dominava un’ atmosfera di terrore: i bambini venivano puniti (anche solo per aver versato del latte) a colpi di pagaia alle natiche. I segni delle punizioni erano ancora impressi sui corpi delle bambine uscite vive dal fortino. I medici hanno misurato pulsazioni di 140 battiti al minuto nei bimbi. Solo dopo tre settimane i battiti dei bimbi spaventati sono scesi sotto i cento. I bambini venivano puniti anche col digiuno. “Non e’ stato facile estrarre queste informazioni . ha dichiarato Bruce Perry, capo degli psichiatri . i bambini non volevano tradire i “segreti”. “Cosa succedera’ ai vostri genitori?”, aveva chiesto piu’ volte Perry ai bambini durante l’ assedio. “Moriranno tutti. In una grande esplosione. In una palla di fuoco”, era stata la risposta.

Pagina 9
(5 maggio 1993) – Corriere della Sera

Fonte: Corriere della Sera (archivi)

http://archiviostorico.corriere.it/1993/maggio/05/noi_piccoli_schiavi_Waco__co_0_9305058065.shtml

 

Cronologia della tragedia

Il portale di notizie di Terra ha pubblicato la seguente cronologia :

– 28 febbraio: un centinaio di agenti del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives (ATF), tentarono l’assalto all’edificio occupato da un centinaio di discepoli dei “Davidiani” della Chiesa Avventista del Settimo Giorno giorno (Davidiani) e dal loro leader, David Koresh, in una fattoria nei pressi di Waco, per prendere le loro armi ed esplosivi. Si verificano due sparatorie. Il bilancio dell’incidente fu di quattro agenti ATF morti, sei morti e diversi feriti tra i membri della setta.

– 1 marzo: apertura dei negoziati. Dieci bambini vengono rilasciati. L’FBI arriva a rafforzare le fila degli assedianti con più di 500 poliziotti schierati intorno alla fattoria, sostenuti da mezzi blindati ed elicotteri. Koresh promette di consegnare tutti i suoi discepoli, se essi consentono di trasmettere un messaggio radio.

– 2 marzo: Koresh, 33 anni, cambiò idea, dopo aver lanciato il suo messaggio alla radio locale. Ma accettò di rilasciare altri sei bambini e due donne.

– 5 marzo: Koresh si dice per telefono in attesa “istruzioni da Dio” prima di decidere di arrendersi.

– 6 marzo: il Ministero della Giustizia pretende che l’FBI risolva la situazione in modo “pacifico”.

– 8 marzo: Koresh afferma di essere “pronto per la guerra”.

– 19 Marzo: altri sette membri vengono rilasciati.

– 23 marzo: L’FBI diffonde canti tibetani da autoparlanti e proietta luci mediante riflettori sull’azienda per evitare che i Davidiani si addormentino.

– 7 aprile: i Davidiani celebrano la Pasqua. Le autorità prevedono di  risolvere la situazione alla fine di queste feste.

– 10 aprile: Koresh inviò una lettera all’FBI in cui sosteneva che un Dio vendicatore “aveva autorizzato il suo popolo eletto a punire gli infedeli”.

– 14 Aprile: Il capo dei Davidiani promette di consegnarsi alle autorità dopo aver finito di scrivere un libro sulla fine del mondo.

19 aprile: La polizia prosegue l’offensiva. Scoppia un incendio in azienda uccidendo più di 80 membri della setta, tra cui una dozzina di bambini.

 

Tratto dal sito del Centro Studi sugli Abusi Psicologici CeSAP

http://www.loritatinelli.it/2013/04/19/la-data-odierna-ricorda-il-20-anniversario-della-strage-della-setta-dei-davidiani-a-waco-texas/

 

Le immagini in diretta dai RAI STORIA e CNN

http://www.raistoria.rai.it/articoli/la-strage-del-ranch-waco/12774/default.aspx

(in lingua italiana)

 

 

 

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Tre grandi passioni, semplici ma irresistibili, hanno governato la mia vita: la sete d’amore, la ricerca della conoscenza e una struggente pietà per le sofferenze dell’umanità

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