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Regno Unito. Respinto l’ennesimo ricorso dei Testimoni di Geova. Continua l’inchiesta della Charity Commission sulle politiche di tutela dei minori della Società Torre di Guardia

16 Marzo 2016

PUO’ PROSEGUIRE L’INCHIESTA DELLA CHARITY COMMISSION SULLE POLITICHE DI TUTELA DELLA SOCIETA’ TORRE DI GUARDIA DELLA GRAN BRETAGNA

 

Oggi, (15 marzo 2016), la Corte d’Appello ha pronunciato la sentenza concernente l’inchiesta della Charity Commission, aperta nel 2014, sulla Società Torre di Guardia della Gran Bretagna (registrata come ente di beneficenza/charity dei Testimoni di Geova nel Regno Unito). Questo giudizio fa seguito a un’udienza del 10 febbraio 2016. L’indagine era stata attivata per indagare in che modo la Torre di Guardia tuteli  minori e adulti a rischio e per richiedere di ottenere i documenti dell’associazione dei Testimoni di Geova registrati dal 2014. Queste ultime decisioni sono parte di una serie di contenziosi legali di lunga data contro le attività della Commissione (Charity Commission).

La Commissione apprezza che la Corte abbia respinto all’unanimità il ricorso della Torre di Guardia sulla decisione della Commissione di aprire un’inchiesta. Si tratta di una decisione importante che consente all’indagine di proseguire. Il ricorso è stato respinto poiché la corte ha accettato la tesi della Commissione secondo cui il First-tier Tribunal (Charity) era la sede giusta per discutere la contestazione della Torre di Guardia all’inchiesta aperta dalla Commissione. La Commissione ritiene che lo specifico tribunale sia sede idonea per questi casi e si rallegra che la Corte d’Appello ne abbia dato conferma.

La Commissione si rammarica del fatto che la Corte d’Appello si sia espressa, per un aspetto, a favore della Torre di Guardia, decidendo che il ricorso contro l’Ordine della Commissione per ottenere i documenti dell’associazione dei Testimoni di Geova debba essere discusso dal Tribunale amministrativo invece che dal Tribunale. Tale decisione è stata raggiunta a causa della specifica formulazione della sezione 320 del Charities Act 2011, che limita la giurisdizione del Tribunale dal prendere in esame i ricorsi rispetto tali ordinanze. La Commissione continua a ritenere che lo specifico tribunale sia la sede corretta per dibattere queste contestazioni. La Commissione esprime preoccupazione valutato che tale giudizio potrebbe creare confusione agli enti di beneficenza e agli amministratori che intendano contestare un Ordine ai sensi dell’articolo 52 del Charities Act 2011, poiché ora diverrà necessario capire se il Tribunale amministrativo o il Tribunale della Charity sia la sede giusta per presentare azione legale.

Con riserva di eventuali ricorsi, il prossimo passo del contenzioso si svolgerà presso il Tribunale amministrativo onde valutare se la Torre di Guardia si sia avvalsa di motivazioni discutibili per contestare l’Ordine di produzione, e quindi se tale Ordine debba essere esaminato dal Tribunale amministrativo nell’ambito di una vera e propria udienza. La Commissione continua a difendere l’emissione dell’ordine. Fatti salvi eventuali appelli della Torre di Guardia, la sua azione legale per l’apertura dell’inchiesta della Commissione è giunta alla fine.

L’indagine della Commissione per esaminare le modalità della Torre di Guardia di tutela di minori e adulti a rischio, continua. La Commissione è impegnata a indagare con fermezza le accuse agli enti di beneficenza che non possiedono adeguate politiche e pratiche di tutela. Incoraggia le persone che sono state danneggiate nella loro protezione in seno alle congregazioni dei testimoni di Geova in Inghilterra e nel Galles, a contattare il responsabile delle indagini, Jonathan Sanders, al seguente indirizzo jonathan.sanders@charitycommission.gsi.gov.uk .

I cittadini possono contattare la Commissione in ordine a problemi di tutela o per altre preoccupazioni concernenti gli enti di beneficenza a questo link  Complain about a charity.

 

Notizia tratta dalla pagina web della Charity Commission

Vedi testo alla fonte originale

FONTE: CHARITY COMMISSION Governo del Regno Unito

https://www.gov.uk/government/news/court-of-appeal-gives-judgment-in-court-case-by-jehovahs-witness-charity

 

 

La charity dei Testimoni di Geova ha perso l’appello contro la Commissione d’Inchiesta

di David Ainsworth

15 Mar 2016

La dirigenza dell’ente di beneficenza (charity) dei Testimoni di Geova del Regno Unito ha perso l’appello per un riesame giudiziario di un’inchiesta della Charity Commission circa le sue procedure di tutela, ma ha vinto la revisione di una ordinanza della Commissione di produrre i documenti.
La Società Torre di Guardia della Gran Bretagna ha chiesto il riesame di una decisione datata 2014 di aprire un’indagine legale sulle sue politiche di protezione dei bambini e adulti a rischio. L’indagine è stata aperta a seguito delle accuse per cui una congregazione dei testimoni di Geova aveva permesso a un pedofilo (condannato) di interrogare le sue vittime come in una riunione di “disassociazione”.

L’ente dei Testimoni di Geova ha chiesto anche una revisione di un ordine della Commissione che le imponeva di produrre, tra le altre cose, “Tutti i documenti elaborati a decorrere dal 1 °giugno 2011 che contengono o registrano un’ istanza o un sospetto, o una denuncia, di abuso di o da parte di una persona che è, o è stata, membro dell’ente geovista o di una congregazione dell’ente”.

Il caso è stato discusso nel  febbraio presso la Corte d’appello da Lord John Dyson, il Master of the Rolls –secondo giudice più importante d’Inghilterra e del Galles che presiede la Divisione Civile della Corte d’Appello– assistito dal Lord d’appello, Richard McCombe, e dal Lord d’Appello, David Richards.

I tre giudici hanno unanimemente deciso contro il ricorso sul caso concernente l’inchiesta, dichiarando che il Charity Tribunal era la sede giusta per discutere una contestazione.

Tuttavia hanno concesso una revisione dell’ordine di produrre documenti, in quanto la formulazione delle Charities Act 2011 limita la capacità di competenza dei tribunali su tali ricorsi.

Un portavoce della Charity Commission ha dichiarato: “La Commissione apprezza che la Corte abbia respinto all’unanimità il ricorso della Torre di Guardia sulla decisione della Commissione di aprire un’inchiesta. Si tratta di una decisione importante che consente all’indagine della Commissione di proseguire. Il ricorso è stato respinto poiché la corte ha accettato la tesi della Commissione secondo cui il First-tier Tribunal (Charity) era la sede giusta per discutere la contestazione della Torre di Guardia all’inchiesta aperta dalla Commissione. La Commissione ritiene che lo specifico tribunale sia sede idonea per questi casi e si rallegra che la Corte d’Appello ne abbia dato conferma

La Commissione si rammarica del fatto che la Corte d’Appello si sia espressa, per un aspetto, in favore della Torre di Guardia, decidendo che il ricorso  contro l’ordine della Commissione per ottenere i documenti dell’associazione dei Testimoni di Geova debba essere discusso dal Tribunale amministrativo invece che dal Tribunale. Questa decisione è stata assunta a causa della formulazione specifica della sezione 320 del Charities Act 2011, che limita la giurisdizione del Tribunale dal prendere in esame i ricorsi rispetto tali ordinanze”

 

FONTE: CIVILSOCIETY

http://www.civilsociety.co.uk/governance/news/content/21470/jehovahs_witness_charity_loses_appeal_against_commission_inquiry#.VuhEluLhDIU

 

Libera traduzione a cura favisonlus

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A scuola di fanatismo e violenza. Così l’ISIS addestra i bambini alla guerra. L’allarme della Quilliam Foundation, think tank britannico contro l’estremismo religioso

5 Marzo 2016

A scuola di guerra: l’Isis addestra i bambini con i metodi di Hitler

An Isis video apparently depicting children in a training camp in 2015.

Il Corano nel cuore e nella testa, in mano il coltello e la pistola: il combattente islamico del futuro sarà più forte, più motivato e più spietato di qualunque mujaheddin adulto di oggi, nella “utopia” del Califfato, che sta allevando migliaia di bambini, molti anche di origine europea, alla violenza senza remore né dubbi pervasa dei valori dell’Islam più radicale che si posa immaginare. A lanciare l’Sos è il rapporto “Children of the Islamic State” (Bambini dello Stato islamico) della Quilliam Foundation – think tank britannico contro l’estremismo religioso -, che stima che almeno 50 bimbi con cittadinanza britannica stanno crescendo nei vivai dell’Isis in Siria e in Iraq. I bambini, nella dottrina jihadista estrema, sono “puri”, cioè non contaminati da educazione, valori o abitudini occidentali o comunque non islamici. «Questi bambini vengono salvati dalla corruzione», si legge in un passo del rapporto di Quilliam, che viene rilanciato da vari media britannici, «facendone dei combattenti molti più solidi dei mujaheddin attuali, perché avranno un comprensione superiore e più profonda dell’Islam, impartito nell’educazione, e saranno più forti e più brutali nel combattimento perché addestrati fin da piccoli» o, meglio ancora, fin dalla culla.

Bambini addestrati dall’Isis anche come spie

Un’educazione ripulita di qualunque disciplina possa ingenerare dubbio e crescere poi nella personalità del bambino come il germe dell’ateismo – dal disegno alla filosofia. Alcuni bambini vengono addestrati come spie, altri come predicatori, altri ancora come soldati o come kamikaze o come tagliagole, in base ai loro talenti. Le bambine, “perle del califfato”, vengono subito velate, nascoste in casa ad accudire i maschi. Ma per i maschi, la violenza diventa normale, perché fin dalla tenera età i mujaheddin del futuro assistono a truculente esecuzioni pubbliche, a combattimenti, a video di violenze e maneggiano armi-giocattolo con la promessa di una vera, al momento opportuno. Il fine di questo lavaggio del cervello è di “preparare una nuova, più forte seconda generazione di combattenti, educati e condizionati a essere la risorsa del futuro per la comunità, cioè per lo Stato islamico, che si ritiene abbia arruolato almeno 80.000 mujaheddin (50.000 in Siria e 30.000 in Iraq), di cui 30.000 stranieri e imponga il suo dominio su circa sei milioni di persone. E diversi fra i ragazzini e i bambini nelle file dell’Isis hanno già assunto le loro funzioni: solo negli ultimi sei mesi sono stati lanciati dalla propaganda jihadista ben 12 bambini “boia”, che sparano alla testa delle vittime o, come in un recente video-shock, che fanno detonare con un telecomando un’autobomba al cui interno sono intrappolate quattro presunte “spie”. Piccoli assassini che ricevono poi affettuosi incoraggiamenti – una carezza, un buffetto o un abbraccio – da un istruttore o da un genitore.

Le maniere forti, tra bastone e corate

E per quelli che si mostrassero refrattari alla “carota dell’indottrinamento, alcuni messaggi di propaganda evocano il “bastone”: atroci punizioni, come la fustigazione, la tortura, lo stupro. Molti sono figli di militanti locali, altri di stranieri, ma molti sono anche rapiti, strappati ai loro genitori naturali, magari yazidi o turcomanni di Ninive, e inviati nei campi-scuola, dove impareranno a memoria i versetti del Corano e brandiranno un coltello o una pistola. Un indottrinamento che, secondo la fondazione Quilliam, sarebbe fortemente debitore del Terzo Reich hitleriano: notizie “credibili ma non confermate” – si legge nel rapporto – parlano di una organizzazione chiamata Fityan al Islam (I ragazzi dell’Islam): una sorta di Gioventù hitleriana, che promette di creare legioni di fanatici potenzialmente molto più pericolose dei Cuccioli di leone di Saddam Hussein e anche delle divisioni di bambini-soldato reclutate a forza dal signore della guerra liberiano Charles Taylor o dall’Esercito del signore ugandese.

 

FONTE: SECOLO d’Italia

http://www.secoloditalia.it/2016/03/scuola-guerra-lisis-addestra-i-bambini-i-metodi-hitler/

 

NOTA: Leggi anche articolo del THE GUARDIAN, qui:

http://www.theguardian.com/world/2016/mar/05/islamic-state-trains-purer-child-killers-in-doctrine-of-hate?CMP=twt_gu

 

 

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Per non dimenticare. L’apocalisse di Waco. 28 febbraio 1993 -28 febbraio 2016

28 Febbraio 1993-28 Febbraio 2016

 

Dalla voce di Carlo Lucarelli la ricostruzione dell’assedio alla setta dei Davidiani.

 

 I giovanissimi superstiti dei Davidians rivelano la sconvolgente vita paramilitare della setta

” Noi, piccoli schiavi di Waco “

I genitori erano ” cani ” e a 11 anni le bimbe diventavano ” mogli ” di Koresh

NEW YORK . Dovevano chiamare i loro genitori “cani”. E le bambine, compiuti undici anni, ricevevano una stella di David di plastica: erano sessualmente pronte per David Koresh, leader della setta che aspettava l’ apocalisse tra i pascoli del Texas. I colloqui con i bambini sopravvissuti alla strage di Waco hanno dato un quadro agghiacciante agli psichiatri incaricati di decifrare i misteri del ranch. Proprio dai bambini, usciti dal fortino di Koresh al quarto dei 51 giorni di assedio dell’ Fbi, era giunto il primo segnale di allarme. Continuavano a disegnare case divorate dalle fiamme o distrutte da una esplosione, sormontate da splendidi arcobaleni e dai volti sorridenti dei genitori. “Ci vedremo in cielo”, avevano detto i genitori ai 21 bambini fatti uscire all’ inizio dell’ assedio. I 19 in eta’ tra i 4 e gli 11 anni erano stati subito intervistati dagli psichiatri. Dai colloqui era emerso il tentativo di Koresh di creare nel fortino una “comunita’ paramilitare”. Koresh era la legge. Uomini e donne vivevano separati con divieto assoluto di rapporti sessuali. Solo Koresh poteva essere chiamato “padre” dai bambini. Quando le bambine compivano 11 anni ricevevano dal “padre” una stella di plastica, che indossavano con orgoglio. Era il simbolo che erano pronte per diventare “mogli” del leader del culto. Koresh parlava apertamente di sesso con le “figlie” durante le lezioni di Bibbia. Dominava un’ atmosfera di terrore: i bambini venivano puniti (anche solo per aver versato del latte) a colpi di pagaia alle natiche. I segni delle punizioni erano ancora impressi sui corpi delle bambine uscite vive dal fortino. I medici hanno misurato pulsazioni di 140 battiti al minuto nei bimbi. Solo dopo tre settimane i battiti dei bimbi spaventati sono scesi sotto i cento. I bambini venivano puniti anche col digiuno. “Non e’ stato facile estrarre queste informazioni . ha dichiarato Bruce Perry, capo degli psichiatri . i bambini non volevano tradire i “segreti”. “Cosa succedera’ ai vostri genitori?”, aveva chiesto piu’ volte Perry ai bambini durante l’ assedio. “Moriranno tutti. In una grande esplosione. In una palla di fuoco”, era stata la risposta.

Pagina 9
(5 maggio 1993) – Corriere della Sera

Fonte: Corriere della Sera (archivi)

http://archiviostorico.corriere.it/1993/maggio/05/noi_piccoli_schiavi_Waco__co_0_9305058065.shtml

 

Cronologia della tragedia

Il portale di notizie di Terra ha pubblicato la seguente cronologia :

– 28 febbraio: un centinaio di agenti del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives (ATF), tentarono l’assalto all’edificio occupato da un centinaio di discepoli dei “Davidiani” della Chiesa Avventista del Settimo Giorno giorno (Davidiani) e dal loro leader, David Koresh, in una fattoria nei pressi di Waco, per prendere le loro armi ed esplosivi. Si verificano due sparatorie. Il bilancio dell’incidente fu di quattro agenti ATF morti, sei morti e diversi feriti tra i membri della setta.

– 1 marzo: apertura dei negoziati. Dieci bambini vengono rilasciati. L’FBI arriva a rafforzare le fila degli assedianti con più di 500 poliziotti schierati intorno alla fattoria, sostenuti da mezzi blindati ed elicotteri. Koresh promette di consegnare tutti i suoi discepoli, se essi consentono di trasmettere un messaggio radio.

– 2 marzo: Koresh, 33 anni, cambiò idea, dopo aver lanciato il suo messaggio alla radio locale. Ma accettò di rilasciare altri sei bambini e due donne.

– 5 marzo: Koresh si dice per telefono in attesa “istruzioni da Dio” prima di decidere di arrendersi.

– 6 marzo: il Ministero della Giustizia pretende che l’FBI risolva la situazione in modo “pacifico”.

– 8 marzo: Koresh afferma di essere “pronto per la guerra”.

– 19 Marzo: altri sette membri vengono rilasciati.

– 23 marzo: L’FBI diffonde canti tibetani da autoparlanti e proietta luci mediante riflettori sull’azienda per evitare che i Davidiani si addormentino.

– 7 aprile: i Davidiani celebrano la Pasqua. Le autorità prevedono di  risolvere la situazione alla fine di queste feste.

– 10 aprile: Koresh inviò una lettera all’FBI in cui sosteneva che un Dio vendicatore “aveva autorizzato il suo popolo eletto a punire gli infedeli”.

– 14 Aprile: Il capo dei Davidiani promette di consegnarsi alle autorità dopo aver finito di scrivere un libro sulla fine del mondo.

19 aprile: La polizia prosegue l’offensiva. Scoppia un incendio in azienda uccidendo più di 80 membri della setta, tra cui una dozzina di bambini.

 

Tratto dal sito del Centro Studi sugli Abusi Psicologici CeSAP

http://www.loritatinelli.it/2013/04/19/la-data-odierna-ricorda-il-20-anniversario-della-strage-della-setta-dei-davidiani-a-waco-texas/

 

Le immagini in diretta dai RAI STORIA e CNN

http://www.raistoria.rai.it/articoli/la-strage-del-ranch-waco/12774/default.aspx

(in lingua italiana)

 

 

 

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Allarmanti e pericolosi gli effetti delle campagne anti-vaccini. Il comunicato dell’Agenzia Italiana del Farmaco

21 Febbraio 2016

La comunità scientifica deve essere consapevole di quali messaggi giungano ai genitori e degli strumenti e delle strategie di persuasione adottate, per poter fronteggiare questa disinformazione e rassicurare i cittadini con la forza delle evidenze scientifiche e dei dati che dimostrano in modo inequivocabile la sicurezza, l’efficacia e la qualità dei vaccini e la loro importanza nella prevenzione di malattie anche gravi

La (dis)informazione sui vaccini: una sfida da vincere

LE VACCINAZIONI SALVANO VITE UMANE. SAPPILO

I vaccini sono fra le scoperte scientifiche più importanti per il genere umano, eppure continuano a essere guardati con sospetto da una parte dell’opinione pubblica. L’impatto delle vaccinazioni sulla riduzione della mortalità è secondo solo all’approvvigionamento di acqua potabile, e la prevenzione delle malattie limita i costi degli interventi di cura consentendo risparmi nell’ordine di miliardi nei Paesi in cui le malattie sono sotto controllo o debellate. L’immunizzazione di routine dei bambini è considerata uno degli interventi più efficaci in materia di salute, perché, oltre a proteggere il singolo individuo, garantisce anche la cosiddetta “immunità di gregge”. Eppure, ormai da anni, si registra una ingiustificata e preoccupante resistenza di alcuni genitori, nonostante siano noti rischi derivanti dalle malattie prevenibili attraverso la vaccinazione e nonostante le rassicurazioni delle Autorità sanitarie sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini.

La resistenza è in gran parte dovuta alle campagne anti-vaccino che imperversano sul web e su riviste e libri di discutibile valore scientifico. Tali fonti di (dis)informazione mettono in dubbio la sicurezza e il valore delle vaccinazioni, soprattutto quelle dei bambini. I social network sono un terreno di scambio di informazioni sulla salute ed è molto difficile orientarsi tra le tante notizie disponibili e distinguere quelle corrette da quelle create per generare confusione e per portare avanti interessi, che nulla hanno a che vedere con la salute dei cittadini.

Recentemente, negli USA, una massiccia campagna di comunicazione contro la vaccinazione, condotta anche tramite il web con dei siti dedicati al tema, ha evidenziato che un numero sempre più alto di genitori si dichiara pronto a non garantire neanche la copertura vaccinale contro il morbillo e la pertosse esponendo così i propri figli a gravi rischi.

Al fine di combattere questa disinformazione sul web, un team di ricercatori dell’Università di San Diego ha condotto un’analisi approfondita su 480 siti web impegnati in una campagna di informazione/comunicazione contro la vaccinazione.

Il quadro che è emerso è allarmante anche in riferimento agli strumenti di persuasione utilizzati per manipolare l’informazione e orientare gli utenti verso altre forme di “protezione” della salute.

Entrando nello specifico, emerge che in circa due terzi dei 480 siti web monitorati, sono presenti informazioni e dichiarazioni sulla pericolosità dei vaccini, e in una percentuale simile è molto accentuato il riferimento alla presunta correlazione fra autismo e utilizzo dei vaccini. Su questo ultimo aspetto, la ricerca ha dimostrato che non esiste alcuna evidenza scientifica di una correlazione fra i vaccini e l’autismo. In particolare, in oltre 15 anni di studi non è stato trovato alcun legame tra il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia e i disturbi dello spettro autistico.

Dall’analisi è inoltre emerso che il 28% di questi siti afferma falsamente che i vaccini sono inefficaci, mentre il 43% lancia allarmi su possibili effetti collaterali molto gravi quali ad esempio danni al cervello. La maggior parte dei siti (l’82%) afferma che le Autorità sanitarie non hanno a cuore il benessere della popolazione e molti incoraggiano la diffidenza verso le Istituzioni suggerendo addirittura che vi sia la complicità di molti medici e scienziati accreditati.

In questi siti web è quasi impossibile trovare contenuti equilibrati, a giudicare dalla quantità dei commenti presenti, al di fuori di ogni rigore scientifico, dei più accesi sostenitori anti-vaccino.

Un “caso studio” molto dibattuto in questa sorta di mondo parallelo è stato il post che Mark Zuckerberg ha pubblicato sul proprio profilo Facebook, a inizio gennaio, sull’imminente vaccinazione della figlia di due mesi. Questo messaggio (Doctor’s visit – time for vaccines!) ha riscosso un grande apprezzamento da parte di genitori e operatori sanitari, anche per il fatto di aver reso pubblica una scelta di carattere personale. Pur se esplicitamente non viene sostenuta la campagna a favore delle vaccinazioni, il post potrebbe incoraggiare i genitori a vaccinare i propri bambini, specialmente nella California del Nord, che rappresenta un focolaio del sentimento anti-vaccinazione e che ha registrato un alto tasso di crescita di malattie come il morbillo e la pertosse.

Secondo lo studio “Vaccination Coverage Among Children in Kindergarten”, condotto in  49 Stati degli USA (più il District of Columbia) nell’anno scolastico 2013-2014, il tasso di copertura vaccinale è stato di circa il 95% e da ciò possiamo dedurre che la maggior parte dei genitori statunitensi approva ciò che Zuckerberg e sua moglie Priscilla Chan hanno fatto: vaccinare la propria figlia contro le malattie.

Immediatamente dopo la pubblicazione del post, sui siti di riferimento del mondo anti-vaccino si è acceso il dibattito e il fondatore di Facebook, ridicolizzato al pari della moglie, è stato accusato di mettere a repentaglio la vita della figlia con argomenti propri della scienza spazzatura e ipotesi di complotto da parte di Big Pharma e CIA.

Il fatto che il post di Zuckerberg abbia provocato discussioni così accese fa capire quanto siano allarmanti e pericolosi gli effetti dei movimenti anti-vaccini.

Dal punto di vista della salute pubblica, tutto questo conta molto. La comunità scientifica deve essere consapevole di quali messaggi giungano ai genitori e degli strumenti e delle strategie di persuasione adottate, per poter fronteggiare questa disinformazione e rassicurare i cittadini con la forza delle evidenze scientifiche e dei dati che dimostrano in modo inequivocabile la sicurezza, l’efficacia e la qualità dei vaccini e la loro importanza nella prevenzione di malattie anche gravi. Ma non è così semplice.

Infatti, uno studio pubblicato nel febbraio 2014 sulla rivista Pediatrics ha dimostrato che alcuni messaggi veicolati a sostegno delle vaccinazioni possono avere esattamente l’effetto opposto sui genitori resistenti, perché la comprensione passa attraverso la loro visione distorta. Lo studio è stato condotto su 1.759 genitori ed è emerso un reale “effetto boomerang” per le campagne a sostegno dei vaccini: i partecipanti allo studio che erano scettici lo sono diventati ancora di più dopo aver ricevuto le informazioni.

Quindi la grande sfida che si presenta è riuscire a contrastare il propagarsi di questa diffidenza per le vaccinazioni, con un’informazione e una comunicazione autorevoli e fondate su evidenze scientifiche e dati oggettivi e con strategie di comunicazione e strumenti appropriati.

L’Agenzia Italiana del Farmaco è da sempre attenta a queste tematiche e più volte si è espressa sull’importanza delle pratiche di immunizzazione, partendo dalla consapevolezza che la vaccinazione rappresenta anzitutto una conquista culturale e che è necessario essere in grado di comunicare questi contenuti scientifici a una platea sempre più ampia della popolazione.

Per approfondimenti:

 

FONTE: AIFA

http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/la-disinformazione-sui-vaccini-una-sfida-da-vincere#.Vsbyow9UNbw.twitter

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RUSSIA. La Duma elabora progetto di legge per contrastare le sette distruttive

 

19 Febbraio 2016

RUSSIA. AL VIA IL PROGETTO DI LEGGE CONTRO I CULTI COERCITIVI

Una giovanissima seguace del culto apocalittico capeggiato da Pyotr Kuznetsov

I deputati di tutti e quattro i partiti parlamentari russi hanno iniziato a elaborare un progetto di legge che, una volta approvato, proteggerebbe i cittadini dalle sette distruttive. Secondo i promotori della proposta, i gruppi più pericolosi hanno sede negli Stati Uniti.

Sergey Gavrilov, deputato comunista del “gruppo parlamentare per la tutela dei valori cristiani”,   ha riferito al quotidiano Rossiyskaya Gazeta che, secondo le stime degli esperti attualmente vi sono nel paese tra le 300 e 500 sette pericolose, con 800.000 aderenti complessivamente.

<<Le sette più attive hanno il loro quartier generale negli Stati Uniti e sono finanziate da quel paese. L’importo totale della sponsorizzazione ammonta a circa un miliardo di dollari. La maggior parte dei gruppi religiosi sono diventati vere e proprie imprese redditizie;  ricevono sostegni attraverso corrieri con denaro in contanti, bonifici e pagamenti via Internet >>, ha dichiarato il parlamentare.

<<Abbiamo proposto che il Consiglio di sicurezza, le strutture di potere e il Ministero della Giustizia sviluppino congiuntamente nuovi metodi, tecnologie e criteri per la concessione di licenze alle attività religiose. Tra i criteri più importanti rientra il verificare se i gruppi utilizzino tecniche psicologiche per influenzare la mente delle persone e se tentino di costringere i propri membri a cedere proprietà alle sette. Vogliamo anche poter controllare o escludere completamente la sponsorizzazione estera. Voglio dire che ogni trasferimento di denaro transfrontaliero deve essere nuovamente verificato >>, ha aggiunto.

Il legislatore ha sottolineato che i funzionari devono controllare coloro che vogliono registrare un gruppo religioso con tendenze estremiste.

Secondo Gavrilov, le sette pericolose spesso si travestono da circoli di lettura, corsi di crescita personale e si presentano come comunità che predicano religioni tradizionali.

<<Alcuni prendono di mira le persone sole. Altri lavorano con gli intellettuali. Con lo stratagemma di vari corsi, esercitano pressione psicologica sulle persone. Molti gruppi operano sotto copertura e occorre un notevole impegno per rintracciarli. Oggigiorno, talvolta anche i servizi segreti scoprono qualcosa riguardo ad alcune orribili sette occulte solo anni dopo che hanno avviato le loro attività >>, ha affermato il deputato.

La legge russa attualmente consente ai gruppi religiosi di costituirsi, compresi quelli che non necessitano di nessuna registrazione ufficiale e costituzione legale e quelli che dovrebbero essere ufficialmente registrati. Le sette sono autorizzate a organizzare qualsiasi attività se non violano le leggi esistenti.

In Russia sono poco frequenti gli scandali che coinvolgono varie sette distruttive, tuttavia avvengono periodicamente. Nel 2011, è stata scoperta una setta musulmana solitaria nel Tatarstan. Oltre 70 persone, tra cui 27 bambini, hanno trascorso un decennio in una catacomba a otto livelli, senza accesso all’istruzione, alla sanità e alla luce diurna. Nel 2007, una storia simile  scoperta nella regione di Penza della Russia, ha scioccato l’intera nazione: quasi 30 seguaci del culto avevano scavato un rifugio, fatto scorte di cibo e trascorso diversi mesi in attesa dell’Apocalisse che avevano previsto per il maggio 2008.

Nel 2012, il presidente Vladimir Putin ha esortato il governo a  inasprire le leggi che disciplinano le attività dei gruppi religiosi, allo scopo di contrastare ogni setta totalitaria che sorga nel paese. Il presidente ha affermato che questi gruppi rappresentano una minaccia per la società e per gli individui, aggiungendo che le sette fanatiche mirano <<non solo alle anime, ma anche alle proprietà delle persone>>.

 

FONTE:

https://www.rt.com/politics/332974-duma-launches-work-on-bill/

 

NOTA: Un articolo in lingua russa è consultabile qui:

http://focusgoroda.ru/materials/2016-02-19/4758.html

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Nicaragua-Mechapa. Condannati a 6 anni di carcere per tratta di migranti i leader della setta religiosa-apocalittica “Corpo Mistico di Cristo”. Il gruppo rifiutava assistenza medica a bambini e neonati. 

16 Febbraio 2016

CONDANNATI I LEADER DELLA SETTA CHE ATTENDEVA L’APOCALISSE E RIFIUTAVA CURE MEDICHE AI BAMBINI E NEONATI

I leader della setta religiosa.

I leader della setta religiosa

Nell’ottobre scorso era intervenuto anche Daniel Ortega, presidente del Nicaragua per decidere delle sorti di una setta religiosa installata nella comunità di Mechapa, (a Chinandega), che rifiutava di provvedere cure mediche ai bambini. Grazie a una importante operazione delle polizia di Stato centinaia di affiliati all’organizzazione, compresi numerosi bambini e neonati, erano stati evacuati e liberati.

Gli adepti, circa 600, erano stati convinti dai loro leader religiosi dell’arrivo imminente della fine del mondo e del loro “rapimento” in cielo e alcuni avevano anche venduto tutti i loro beni per contribuire ai costi della comunità.

La coordinatrice del Consejo de Comunicación y Ciudadanía, Rosario Murillo, era intervenuta pubblicamente per spiegare che il caso era seguito dal Ministero della Famiglia, dal Ministero della Salute e indagato dalla polizia nazionale,  in considerazione della presenza di oltre 312 bambini, bambini e neonati che versavano in condizioni precarie.

Tra i membri della setta risultavano persone provenienti dal Guatemala, El Salvador e Honduras, oltre a nicaraguensi, e il capitano di polizia, Victoriano Ruiz Urbina, a capo dell’intervento e delle indagini, aveva ipotizzato trattarsi di un enorme caso di tratta e traffico di esseri umani.

https://favisonlus.wordpress.com/2015/10/04/nicaragua-polizia-nazionale-libera-centinaia-di-persone-irretite-in-una-setta-messianica-attendevano-a-giorni-la-fine-del-mondo-e-il-rapimento-celeste-preoccupazione-per-gli-oltre-312-bambini/

https://favisonlus.wordpress.com/2015/10/07/chiamato-in-causa-il-presidente-del-nicaragua-per-decidere-sulle-sorti-della-setta-religiosa-che-rifiuta-di-provvedere-le-necessarie-cure-mediche-ai-bambini/ )

Quest’oggi, gli otto leader della setta denominata Corpo Mistico di Cristo ( Cuerpo Místico de Cristo) e precedentemente, Liberi ma prigionieri di Cristo (Libres pero prisioneros de Cristo), sono stati condannati a 5 anni di reclusione per tratta illegale di migranti, a 6 mesi per la costruzione di strutture in spazi proibiti e ad altri sei mesi per aver messo le persone in pericolo.

Come pena accessoria, il giudice Irma Laguna Cruz, ha stabilito che i condannati dovranno pagare una ammenda equivalente a 500 giorni di salario minimo del settore manifatturiero.

 

Notizia tratta da un articolo a firma di Ernesto García per EL NUEVO DIARIO

http://www.elnuevodiario.com.ni/nacionales/385216-seis-anos-carcel-lideres-secta-religiosa/

 

Vedi altri articolo al link di seguito

http://rpp.pe/mundo/actualidad/nicaragua-6-anos-de-carcel-para-religiosos-por-trafico-de-personas-noticia-938816

 

 

 

 

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