Articoli con tag ostracismo geovista

Per l’Unione Atei Emancipati Razionalisti (UAER), la storia dei Testimoni di Geova è quella di un fanatismo religioso denso di ombre

Settembre 2013

Tratto da APOCALISSE LAICA. Pubblicato in data 11 settembre 2013

http://apocalisselaica.net/varie/cristianesimo-cattolicesimo-e-altre-religioni/testimoni-di-geova-un-fanatismo-religioso-pieno-di-ombre

Testimoni di geova: un fanatismo religioso pieno di ombre

La congregazione dei testimoni di geova, seconda religione a livello mondiale, è definita da un’ amplia schiera di sociologi come una “setta” nella quale viene applicato agli adepti il plagio delle mente.

Molti sono i punti di questa religione che convincono poco: dai testi tradotti secondo la propria ideologia – e quindi manipolati – fino alla proibizione di accettare le trasfusioni.  Inoltre, chi non rispetta le regole viene espulso e disassociato.  Storia di un fanatismo religioso.

Con la ben nota citazione “La religione è l’ oppio dei popoli” facciamo riferimento anche al credo dei testimoni di geova o definiti anche geovisti, un culto nato nel 1870 con Russell negli Stati Uniti e cresciuto in modo esponenziale al punto che, dopo i cristiani, sono la seconda religione mondiale.   Eppure poco si parla delle ombre di questa congregazione, nonostante i molti punti critici che, invece vi riveleremo noi dell’ UAER.

Cominciamo dal testo sacro dei testimoni di geova, la bibbia, il loro pane quotidiano sul quale praticano lo “studio” e che diventa il loro punto forte rispetto all’ ignoranza in tal senso dei cristiani.  Parlando con un testimone ogni situazione ha un rimando alla bibbia  ed ognuno di loro la conosce a menadito.  Peccato, però, che la traduzione delle sacre scritture sia faziosa e manipolata.  Non che quella cristiana possa ritenersi oggettiva però, poiché la bibbia di un testimone è lo strumento fondante della sua ideologia, molti sono i punti tradotti con forzatura.  Un esempio: in Giovanni 1:1 – 51 il testo greco è “EN ARCHE(I) EN HO LOGOS, KAI HO LOGOS EN PROS TON THEON, KAI THEON, KAI THEOS EN HO LOGOS” che tradotto letteralmente è “In principio era parola, era con dio e la parola era dio”. In questo modo viene a crollare uno dei cardini dei testimoni: la negazione della trinità.  Come correre ai ripari? Con una traduzione diversa che, però, si contraddice perché nella versione biblica dei testimoni di geova la traduzione diventa: “La parola è un dio”. Si aggiunge l’ articolo indeterminativo “UN” e “dio” si scrive con la lettera minuscola.  In questo modo si lascia intuire che esista un dio minore a geova stesso e si risolve il problema. Però, attenendoci a questa loro traduzione l’ idea che esista un unico dio quale geova, viene smentita da quanto scritto nella loro bibbia.  Molti altri testi, stando a vari linguisti, sono ricchi di messaggi subliminali.

Passiamo ad un altro principio, il più controverso, che crea non pochi scontri: le trasfusioni.  I Testimoni, senza nessun compromesso, rifiutano l’ emotrasfusione anche se si rischia la vita.  In effetti in molti Paesi sono state avviate delle procedure giuridiche contro dei genitori che, per scelta religiosa, hanno causato il decesso dei minori.  E molti altri sono coloro che, pur di rispettare questa intransigente norma, sono morti.  Ma perché i testimoni rifiutano le trasfusioni?  Riprendiamo in mano la bibbia, alla quale i testimoni si rifanno letteralmente.  Nelle sacre scritture si parla di astenersi dal sangue che, tra l’ altro, è veicolo di malattie.  Ammesso che oggi il sangue dei donatori è sottoposto a tutte le procedure di controllo dettagliato, nella Genesi 9:4, nel Levitico 17:10, nel Deuteronomio 12:23; negli Atti 15:28,29 è scritto “Non mangiare il sangue” ma non si parla del rifiuto terapeutico.  La contraddizione arriva sul tema dell’ aborto: se in caso di pericolo al momento del parto si deve decidere tra la salvaguardia della madre o del bambino i TdG lasciano la scelta alla diretta interessata.  Perché, invece, in caso di trasfusione il ‘No’  è categorico?  Eppure anche la vita di un bambino che sta per nascere è “sangue”. Un tempo i testimoni erano contrari anche ai trapianti che ritenevano una forma di cannibalismo fino a quando hanno inteso che la donazione non implica l’ assassinio della persona.

Passiamo a quell’ atteggiamento che ha portato molti sociologi a definire i testimoni come una setta, vivendo il loro credo con fondamentalismo: parliamo dell’ ostracismo geovista.  Tutto in questa congregazione è basato sull’ incutere timore.  Chi non segue le regole viene disassociato ed essere disassociato vuol dire non ricevere neanche più il saluto degli altri adepti, significa essere isolati, esclusi per umiliarsi dinanzi a geova.  Un atteggiamento di chiusura così forte che molte sono le famiglie che si sono separate per via della disassociazione: non conta più essere una madre, un padre, un fratello perché se si sbaglia e si va contro le regole neanche più loro potranno salutarci.  Queste punizioni così aspre forse servono proprio a non invogliare al “peccato”, ledendo altri rapporti.  Molte sono le testimonianze di disassociati che raccontano episodi shock.  Basta andare su YouTube e digitare: “Testimonianze shock di testimoni disassociati” e ne compare una lunga lista.  Maestri dell’ incutere timore anche quando parlano in continuazione dell’ Armageddon, che è la fine del mondo.  In realtà, secondo quanto riportato dallo stesso sociologo Massimo Introvigne, l’ Armageddon è un altro punto di forza perché affermare che gli ‘unti’  da geova saranno solo i testimoni, diventa inconsciamente un modo per restare nella Congregazione.  Inoltre, sempre secondo Introvigne, fino al 1995 i testimoni hanno profetizzato l’ Armageddon con delle date precise che poi si sono rivelate sempre un bluff e perdendo di credibilità.  Oggi hanno smesso di dare delle date precise e continuano a parlare insistentemente della “fine del mondo” dicendo solo che è vicina.

Il problema dell’ isolazionismo dei testimoni preoccupa anche a livello politico: vi è un’ interrogazione parlamentare n.485 del 12 novembre 1998 presentata all’ allora Ministro dell’ Interno nei quali, i vari politici, chiedono come sia possibile che la congregazione religiosa imponga delle legge interne che vanno contro lo Stato.  Tra queste: i testimoni sono reticenti verso il diritto al voto e negano le emotrasfusioni.  Inoltre chiedono spiegazioni anche sul giro di denaro che definiscono di “dubbia provenienza” per la costruzione di alcune sale di preghiera.

Maria Cristina Giovannitti 

“L’ Infiltrato”

Fonte originale dell’articolo: UAER

http://uaer.jimdo.com/2013/09/07/testimoni-di-geova-un-fanatismo-religioso-pieno-di-ombre/ -

NOTA: L’interrogazione parlamentare a cui l’autrice si riferisce nell’articolo, è visionabile qui

http://spazioinwind.libero.it/gris_cerignola/nmr/tdg/interr.htm

Se ne riporta il testo di seguito:

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL 12 – 11 – 1998

 

Senato della Repubblica

485^ seduta

12 Novembre 1998

BOSI, CALLEGARO, MINARDO, GIARETTA, ZILIO, PREIONI, DIANA Lino, D’ALI, VERALDI,

ANDREOLLI, NAVA, RAGNO, CUSIMANO, MARRI, BORNACIN, FUMAGALLI CARULLI, CIMMINO,

NAPOLI Bruno, SERENA, DENTAMARO.

Al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri dell’Interno e per il coordinamento della protezione civile e delle finanze.

PREMESSO:

che, in base all’articolo 8, comma 3, della Costituzione, la Commissione per le confessioni religiose, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha condotto le trattative per predisporre l’intesa fra lo Stato e la Congregazione dei testimoni di Geova e si accinge ad inoltrare la proposta al Consiglio dei Ministri; che, in relazione alla suddetta Congregazione, agli scriventi sono pervenute numerose e concordi informazioni dalla quali risulterebbe :

Che gli aderenti alla Congregazione dei testimoni di Geova devono sottostare a  regole rigide e fra esse predominano disposizioni in contrasto con le leggi  dello Stato quali: la negazione del diritto-dovere di voto, la renitenza agli obblighi di leva o servizi alternativi, il rifiuto di emotrasfusioni, vaccinazioni, la proibizione di denunciare all’autorità giudiziaria reati eventualmente commessi dagli adepti; Che l’aderente che non osserva i precetti contenuti nel “Libro di testo per la scuola di ministero del regno” è sottoposto ad un processo di fronte ad un cosiddetto comitato giudiziario, senza alcuna garanzia o tutela dei diritti fondamentali della persona; Che tutte le informazioni, anche riservate, sugli aderenti e sui dissociati, così come le decisioni del comitato giudiziari, sono raccolte in archivi segreti all’insaputa degli interessati con la possibilità di uso ritorsivo delle informazioni verso i dissociati; Che ogni dissociato deve essere emarginato (rif. Torre di Guardia 15 Aprile 1988) ed è vietata nei confronti di lui qualsiasi forma di relazione; nel caso di legami di stretta parentela, ogni rapporto deve essere ridotto al minimo; Che è severamente proibito leggere letteratura religiosa non geovista (rif. Torre di Guardia 15 gennaio 1987); Che ai testimoni di Geova non è consentito di sposarsi, se non fra “confratelli”, e viene messa in discussione la libertà di procreare (rif. Torre di Guardia 1 marzo 1988); Che ogni reato o attività illegale degli aderenti è mantenuta segreta fra i “confratelli”; Che ogni attività di solidarietà o di aiuto al prossimo è ignorata con l’eccezione di quella rivolta ai “confratelli”; Che la Congregazione testimoni di Geova, pur negando di essere un ente commerciale, svolge invece tali attività, con particolare riguardo ai settori di : stampa, poligrafia ed editoria, in pieno contrasto con l’articolo 1 dello statuto presentato allo Stato per ottenere il riconoscimento giuridico (rif. Decreto del Presidente della Repubblica n. 783 del 31 ottobre 1986 n. 1753); Che la Suprema Corte di cassazione il 27 febbraio 1997, con sentenza n.1753 del 1997 ha considerato che : “… le pubblicazioni di un’associazione religiosa, se prodotte per la vendita, costituiscono attività commerciale”; Che la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsilvanya (casa-madre di tutte le congregazioni mondiali) dell’8 luglio 1986 è iscritta alla camera di commercio di Milano; Che le attività commerciali di questa Congregazione sono confermate dal fatto che essa risulta essere stata socia accomandante della “la Farfarina”; della “Stenone” di Angeli Denni & c. e della ” Immobiliare Verona Z” di Mario Romeo & c., tutte con sede legale in Roma, Via della Bufalotta, 12 Che a Ravenna si sarebbe verificato il fallimento di una finanziaria, collegata alla Congregazione dei testimoni di Geova (rif. Sentenza della Corte di cassazione, sez. II, del 4 ottobre 1996, n. 693) che raccoglieva contributi volontari frutto della distribuzione di pubblicazioni porta a porta, con la quale sono state truffate alcune decine di persone; Che nei testi delle suddette pubblicazioni, a detta di esperti, sarebbero contenuti messaggi subliminali, atti a favorire il plagio dei lettori;  Che la Congregazione promuove ed organizza, attraverso i proprio adepti l’esportazione e la diffusione clandestina di pubblicazione in paesi nei quali è proibita la predicaazione ai testimoni di Geova; Che per la realizzazione delle sale di preghiera si utilizzerebbero finanziamenti di dubbia provenienza, le maestranze non risulterebbero regolarmente assicurate contro gli infortuni e sarebbe pressoché disapplicato il decreto legislativo n. 626 del 1994 inerente la sicurezza sul lavoro; Che recentemente, in Francia, a seguito di un’indagine promossa dalla Direzione delle imposte si è costatato che la Congregazione dei testimoni di Geova avrebbe evaso il fisco per almeno 300 milioni di franchi (circa 90 miliardi di lire);

SI CHIEDE DI SAPERE:

se la negazione dei principi di appartenenza alla Nazione e il disconoscimento dello Stato e delle istituzioni, che si sostanzia con la regola imposta agli adepti, di rifiutare l’assolvimento degli obblighi di leva o i servizi alternativi quanto la partecipazione al voto nelle elezioni politiche ed amministrative, i giuramenti di fedeltà allo Stato e alle sue leggi non configuri la cosiddetta Congregazione dei testimoni di Geova, per caratteristiche strutturali ed ideologiche, come incompatibile con le norme e lo spirito della Carta costituzionale; se il complesso delle attività della Congregazione, la rigida osservanza di regole in contrasto con la legislazione italiana a cui sono sottoposti gli adepti, l’assoluta riservatezza dei dati organizzativi, disciplinari e finanziari, la preminente obbedienza alle regole interne in contrasto con i diritti della persona, ai vincoli familiari, ai doveri verso la collettività non siano riconducibili alla fattispecie delle associazioni segrete; se pertanto, al di là delle proprie definizioni statutarie, la Congregazione dei testimoni di Geova possa essere definita una confessione religiosa o, invece, una setta ;se il complesso delle attività finanziarie, descritte in premessa, sia conforme con lo statuto della Congregazione e comunque tale da far assumere ad essa le caratteristiche di una vera e propria società commerciale; se si ritenga opportuno verificare la veridicità dell’utilizzo di messaggi subliminali attraverso le pubblicazioni stampate presso la BETEL di Via della Bufalotta n. 1281 a Roma; se, tutto ciò considerato, si ritenga lecito addivenire al finanziamento pubblico della Congregazione o piuttosto ritenerlo, al di là di ogni altra considerazione etica o morale, non dovuto nei confronti di una istituzione che ideologicamente rifiuta l’esistenza dello Stato e della Nazione e che contrasta palesemente con l’ordinamento giuridico Italiano (articolo 8, comma 3, della Carta costituzionale);se risulti a conoscenza che in altri paesi lo Stato abbia predisposto intese o stipulato convenzioni con la Congregazione dei testimoni di Geova.

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