CIARLATANI DELLA SALUTE, CULTI COERCITIVI E LOBBY PRO-SETTARIE: LO STATO ITALIANO PROMUOVA INFORMAZIONE E TUTELI I CITTADINI (ATTO CAMERA 4/13664)

Luglio 2016

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13664

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 646 del 01/07/2016
Firmatari
Primo firmatario: ARLOTTI TIZIANO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 01/07/2016
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL’INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’INTERNO delegato in data 01/07/2016
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13664

presentato da

ARLOTTI Tiziano

testo di

Venerdì 1 luglio 2016, seduta n. 646

ARLOTTI. — Al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
con sentenza n. 96 del 1981 (ex articolo 603 c.p.) la Corte Costituzionale ritenendo sussistente la violazione del diritto di legalità, dichiarò l’incostituzionalità del reato di plagio;
l’annullamento della norma, secondo quanto rilevato da buona parte della dottrina psichiatrica e penalistica avrebbe tuttavia finito col determinare un importante vuoto nella tutela giuridica dell’integrità psichica degli individui;
l’abrogazione di detta norma non aveva d’altra parte inteso sostenere la negazione di perniciose forme di condizionamento, comportanti l’asservimento e assoggettamento psichico dell’individuo sia nel contesto di dinamiche interpersonali patologiche che in ambiti gruppali e/o cultuali ad alta richiesta;
non a caso, il panorama normativo italiano dell’ultimo trentennio è stato interessato da numerose proposte legislative in tema di «manipolazione mentale» tese all’introduzione di una disciplina in materia anche alla luce dei profondi mutamenti sociali che hanno caratterizzato la nostra epoca e che hanno visto il dilagare di controversi gruppi e organizzazioni di tipo coercitivo e/o a ideologia estremista e totalizzante;
ancorché nessuna delle proposte abbia saputo, a oggi, pervenire in modo decisivo e univoco alla tipizzazione della condotta illecita, appare all’interrogante di estremo rilievo, in tema di settarismo abusante e/o di natura criminogena, evidenziare che già il Consiglio d’Europa con raccomandazione 1412 del giugno 1999, aveva sollecitato gli Stati membri a porre in essere, tra l’altro, mirati programmi di educazione, informazione preventiva e vigilanza del fenomeno volti a garantire una efficace azione di tutela, nella fattispecie, dei soggetti deboli e dei minori;
tuttavia, non consta all’interrogante che lo Stato italiano abbia recepito alcuna delle indicazioni contenute nella raccomandazione;
vari atti di sindacato ispettivo e di indirizzo presentati nell’attuale e nelle passate legislature hanno documentato come siano rimasti analogamente inascoltati anche i più recenti e rinnovati solleciti espressi in ambito europeo, e come, dunque, non sia stato a oggi realizzato alcun progetto di prevenzione;
si rileva che nessuno dei menzionati atti ha ottenuto risposta (si vedano: Interrogazione On. Fitzgerald Nissoli Fucsia n. 4-11122 del 13 novembre 2015, mozione On. Motti e altri n. 1-00565 del 30 luglio 2014; lnterrogazione Senatrice Alberti Casellati e altri n. 4-01758 del 26 febbraio 2014; lnterrogazione On. T. Arlotti e altri n. 4-04316 del 2 aprile 2014; Interrogazione senatrice Elisabetta Alberti Casellati e altri n. 4-00374 del 19 giugno 2013; lnterrogazione senatrici Allegrini e Gallone n. 4-08890 del 18 dicembre 2012; lnterrogazione senatrice Elisabetta Alberti Casellati e altri n. 4-08835 del 6 dicembre 2012; Interrogazione On. Pino Pisicchio n. 4-12818 del 26 luglio 2011);
va altresì ricordato che il fenomeno nel nostro Paese era già stato oggetto nel lontano 1998 di un rapporto della direzione centrale della polizia di prevenzione titolato «Sette religiose e Nuovi Movimenti Magici in Italia» – all’epoca Ministro dell’interno Giorgio Napolitano – e di più recenti e ripetute segnalazioni degli stessi servizi di intelligence nazionali nelle loro relazioni semestrali sulla politica dell’informazione per la sicurezza, a cui tuttavia, analogamente, non faceva seguito alcuna iniziativa in termini di prevenzione se non l’istituzione, con decreto n. 225 UAG/2006-64767-U del 2 novembre 2006, di apposita specialità denominata squadra anti sette (SAS), che, a quanto risulta, svolge segnatamente azione di tipo repressivo;
non può dunque che ritenersi del tutto insufficiente, incomprensibile e inaccettabile la mancata risposta dallo Stato rispetto a un inquietante fenomeno che, anche e soprattutto a seguito della permeabilità delle frontiere e all’aumentato utilizzo della rete web e delle nuove tecnologie, ha continuato la sua ascesa incontrastata nei Paesi dell’Europa occidentale e orientale;
autorevoli fonti italiane ed estere, hanno d’altra parte concordemente messo in guardia circa il nascente fenomeno della trasformazione e atomizzazione dei gruppi e l’emersione di nuove perniciose credenze settarie, che ne rendono particolarmente problematici il riconoscimento e la relativa attività di vigilanza e contrasto; né va dimenticata la preoccupante escalation dei gruppi pseudo-terapici o di guarigione che, promuovendo presupposte assurde cure, prive in realtà di qualunque evidenza scientifica, pongono a serio rischio la salute e la vita dei connazionali, alcuni dei quali sono purtroppo deceduti per patologie perfettamente curabili dal sistema sanitario;
al riguardo, va infine ricordato che il contagio emozionale innescato dalla rete web è oggi rapidissimo. Ricordava di recente, tra altri, il celebre psichiatra Boris Cyrulnik, scampato alla deportazione nazista, che mentre «Sono occorsi dieci anni, nel 1929, per il propagarsi del nazismo, oggi ci vogliono alcune settimane per scatenare un’epidemia di credenze…»;
si osserva infine che taluni studiosi e professionisti compiacenti unitamente a esponenti di organizzazioni internazionalmente controverse hanno dato vita a lobby di pressione tra esse collegate, che perseguono il fine apparente di promuovere e tutelare la libertà di credo e i diritti democratici e umani, mentre di fatto, «rivendicano la prerogativa di negarli ad altri in base a principi illiberali e tutt’altro che democratici dei leader di gruppi coercitivi»; come evidenziato di recente in sede di OSCE — ODHIR  dalle associazioni di supporto alle ex vittime, assumendo posizioni contro la menzionata specialità di polizia SAS, sostenendone l’inutilità, l’anticostituzionalità e addirittura la dannosità e divulgando, quelle che appaiono all’interrogante infondate e mendaci informazioni tese da un lato a creare ingiustificati allarmismi in merito ad asseriti ultradecennali fenomeni di discriminazione nei confronti delle minoranze e religiose e/o spirituali e dei bambini appartenenti a tali minoranze, e dall’altro, ad atteggiarsi vittime di tali intolleranze;
se a seguito dell’abrogazione del reato di plagio, l’introduzione di una nuova fattispecie penale ha suscitato perplessità e preoccupazioni in ordine a possibili violazioni della libertà religiosa, appare evidente che una simile motivazione non può in alcun modo essere addotta a giustificazione del pressoché nullo impegno delle istituzioni nell’approntare politiche sociali e culturali di prevenzione onde far fronte fattivamente ai nuovi e inquietanti scenari contemporanei –:

(SI CHIEDE DI SAPERE):
se sussistano fondate ragioni per il mancato recepimento delle indicazioni contenute nella citata raccomandazione 1412/1999 e dei successivi richiami espressi in sede europea;
se non si ritenga necessario approntare con la massima urgenza le indispensabili politiche informativo – preventive in tema di settarismo abusante o criminale;

se non si ritenga necessario provvedere, anche mediante un’apposita indagine ministeriale, a un approfondimento sulla condizione dei minori inseriti in contesti culturali ad alta richiesta di tutela;

se non si ritenga necessario, per quanto di competenza, considerati i continui tentativi finalizzati a ingenerare nella pubblica opinione una vera e propria disinformazione sul fenomeno in questione e stante quella che appare una reiterata campagna diffamatoria online nei confronti delle associazioni di volontariato italiane impegnate nel settore specifico, adottare idonee iniziative e strumenti volti a garantirne adeguata tutela, ripristinando anche la corretta informazione a beneficio di tutti i connazionali. (4-13664)

 

FONTE: CAMERA DEI DEPUTATI

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/13664&ramo=CAMERA&leg=17

NOTA: Al link di seguito il testo integrale della dichiarazione menzionata nel testo dell’interrogazione parlamentare, resa in sede OSCE-ODHIR dal Dott. Luigi CORVAGLIA, per conto della Federazione Europea dei Centri di Ricerca e Informazione sul settarismo (FECRIS)

http://www.osce.org/it/odihr/187616?download=true

 

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Membri di una setta chiusi in casa in attesa della fine del mondo. Tre minori liberati dalla polizia peruviana

27 Agosto 2016

SETTA ATTENDEVA LA FINE DEL MONDO RINCHIUSA IN UNA CASA IN PERU’

Risultati immagini per fin del mundo secta

Secondo informazioni diffuse questo sabato, la polizia peruviana è intervenuta presso un’abitazione a Lima, dove 11 persone, presumibilmente membri di una setta capeggiata da un cittadino nepalese, stavano rinchiuse aspettando la fine del mondo.

A seguito della chiamata di un vicino che sentiva grida provenire dall’abitazione, la polizia è intervenuta sul posto scoprendo che tre minori, -un neonato, un 14enne e un 17enne-, si trovavano in una stanza foderata di nero. I bambini erano nutriti una volta al giorno e venivano torturati psicologicamente, ha dichiarato sabato a RPP TV un capo di polizia.

Dalle immagini trasmesse da America TV. , gli adepti della setta, -alcuni di essi componenti di una stessa famiglia-, erano stipati in un unico ambiente insieme ai minori ed erano guidati da un nepalese di 29 anni identificato come Kiram, che rischia di essere espulso per il possesso di documenti non regolari.

Il locale era pieno di immagini religiose, croci e piccoli altari. Secondo le autorità, i due adolescenti e il bebè di 18 mesi, sono figli di due donne appartenenti alla setta.

La polizia ha dichiarato che tutti loro stavano aspettando la fine del mondo per il 24 agosto e per prepararsi all’evento si erano rinchiusi un mese prima. Nonostante la mancata profezia avevano seguitato a non uscire di casa.

A seguito dell’intervento delle forze dell’ordine i due adolescenti sono stati affidati al padre e il piccolo di 18 mesi è stato posto in un ricovero.

Il resto dei membri sono tornati in isolamento, con la preoccupazione dei vicini che hanno chiesto supporto psicologico per questa famiglia.

<<In questi casi le idee religiose si manifestano nell’individuo in modo che costui perde il contatto con la realtà. Crede che qualcuno lo chiami, ascolta voci che impongono ordini, si tratta di un quadro psicotico>>, ha spiegato sabato a RPP TV, Martín Lezama, psichiatra dell’Istituto Nazionale di Salute Mentale.

 

NOTIZIA TRATTA DA EL UNIVERSO

http://www.eluniverso.com/noticias/2016/08/27/nota/5767245/secta-esperaba-fin-mundo-encerrada-casa-peru

 

Libera traduzione a cura favisonlus

 

 

 

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“Per i miei genitori sono posseduto da Satana”. Così un giovane svizzero racconta perché è fuoriuscito dai Testimoni di Geova

19 Agosto 2016

PER I MIEI GENITORI SONO POSSEDUTO DAL DIAVOLO.

L’innamoramento è un tabù e Satana si nasconde dietro Harry Potter: un giovane lettore racconta perché ha lasciato i Testimoni di Geova

storybild

 

Con i recenti attentati, alcune sette e movimenti religiosi raddoppiano i loro sforzi per convincere nuovi adepti a entrare nelle loro fila. È quello che avevano segnalato a fine giugno i nostri colleghi di  «20 Minuten». L’esperto di sette, Hugo Stamm, intervistato, aveva effettivamente confermato : “Ogniqualvolta il mondo va peggio, alcuni movimenti come i Testimoni di Geova ne approfittano per diffondere quanto più possibile la loro teoria sulla fine del mondo. E l’esperienza ci mostra che riescono a convincere un maggior numero di persone quando i tempi sono difficili“.

Il nostro lettore AM, di 22 anni, è cresciuto sotto l’influenza dei Testimoni di Geova.  In un’intervista rilasciata a “20 Minuten”, ha condiviso le sue impressioni e spiegato perché ha lasciato il movimento.

DOMANDA “Perché ti sei unito ai Testimoni di Geova?

RISPOSTA “Non ho avuto altra scelta. Ho fatto parte della comunità dalla mia nascita. I miei nonni hanno aderito ai Testimoni di Geova perché non trovavano più alcun senso nella fede cattolica”

 

DOMANDA “Cosa ti ha spinto a lasciare la comunità a 18 anni?”

RISPOSTA ” Più crescevo più mi sentivo limitato nella mia libertà. Avevo amici esterni alla comunità e volevo uscire e fare alcune cose con loro. Ma i Testimoni di Geova demonizzano tale tipo di attività. In particolare perché questo consente di entrare in contatto con l’altro sesso. Per la comunità, Satana si nasconde anche dietro <<Harry Potter>> e i Pokémon”.

 

DOMANDA” Cosa succede se un membro dei Testimoni di Geova si innamora?”

RISPOSTA “E’ molto complicato. Loro accettano le relazioni solo se le due persone intendono sposarsi. Quando ho mostrato interesse per una ragazza, potevo incontrarla solo in compagnia di altri membri della comunità>>

 

DOMANDA” Come hanno reagito i tuoi genitori quando hai annunciato che volevi lasciare la comunità?”

RISPOSTA” Hanno detto che ero posseduto dal diavolo. Per molto tempo hanno ignorato la mia decisione. Mia madre ha pianto molto. Avevo una cattiva coscienza”

 

DOMANDA”E attualmente come ti senti?”

RISPOSTA” Mi sento adulto. Esco come gli altri e torno all’ora che voglio. Ho fatto anche la Scuola reclute. Una cosa impensabile se fossi ancora testimone di Geova. E ho una fidanzata”

 

Intervista a firma di Bettina Zanni

Vedi altre note alla fonte originale

 

FONTE: 20 Minutes

http://www.20min.ch/ro/news/suisse/story/12444771

 

Libera traduzione a cura favisonlus

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FENOMENO SETTARIO. Il Presidente del Senato risponde al presidente dell’Associazione Familiari delle Vittime delle sette: abbattere la cultura dell’indifferenza e dell’omertà

risposta  Presidente Senato P. Grasso

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RESANA. Dimissioni di 7 consiglieri: il sindaco-adepto di Scientology perde la poltrona

3o Luglio 2016

Si dimettono sette consiglieri, il sindaco di Resana perde la poltrona

Già avvisata la Prefettura per avviare la procedura di commissariamento

di Davide Nordio

RESANA. Si dimettono in sette, cade il sindaco Loris Mazzorato.

Con le dimissioni di sette consiglieri comunali il sindaco di Resana perde la poltrona, il consiglio comunale si avvia allo scioglimento e il Comune a un lungo commissariamento. Si è conclusa allo stesso modo di tre anni fa l’avventura da primo cittadino di Loris Mazzorato.

Sabato mattina,  in apertura di consiglio comunale l’assessore Luisella Pellizzer, da tempo in rotta con il sindaco, ha chiesto per l’ennesima volta al sindaco di rassegnare le dimissioni. Al silenzio del sindaco, è seguita la dichiarazione di sette consiglieri (i tre ex della maggioranza Luisella Pellizzer, Simone Fecchio e Marco Brunato; quattro della minoranza Matteo Bosa, Giovanna Sabbadin, Luciano Celeghin,  Pierino Luisetto)

con l’annuncio delle proprie dimissioni. Al sindaco non è rimasto che sciogliere il consiglio comunale seduta stante. I sette consiglieri si sono quindi recati nell’ufficio del segretario comunale a sottoscrivere l’atto di dimissioni.

Successivamente, è stata avvisata la Prefettura per l’avvio delle procedure di commissariamento del Comune.

Si tratta della seconda volta che Mazzorato viene sfiduciato dal proprio consiglio comunale. Un caso analogo nel novembre 2013 quando 12 consiglieri su 17 si erano dimessi in polemica con le dichiarazioni di Mazzorato a favore del nazista Priebke. Al termine del commissariamento, però, Loris Mazzorato aveva vinto nuovamente le elezioni nel 2014.

Rispetto al futuro, Mazzorato per ora non si è sbilanciato: tecnicamente potrebbe ricandidarsi, ma non è detto che lo faccia. “Per ora penso a trovarmi un lavoro” ha dichiarato con un sorriso stampato in volto e ammainando la bandiera della Repubblica Veneta dal balcone del municipio.

FONTE: La Tribuna di Treviso

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2016/07/30/news/si-dimettono-sette-consiglieri-il-sindaco-di-resana-loris-mazzorato-perde-la-poltrona-1.13892575

 

NOTA: Vedi precedenti notizie sul sindaco di Resana, qui:

https://favisonlus.wordpress.com/2016/02/24/un-documento-per-le-famiglie-contro-le-vaccinazioni-pediatriche-cosi-il-sindaco-scientologo-di-resana-tutela-la-salute-dei-cittadini-la-condanna-della-federazione-italiana-medici/

 

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Tra manipolazione, disinformazione e minacce: quando la persuasione diventa “tossica”

26 Luglio 2016

Propaganda, quando la persuasione diventa tossica

Nei primi anni del nuovo millennio sembrava che la rozza, brutale propaganda si avviasse a diventare sempre più marginale.

Oggi, in coincidenza con il riaffermarsi delle ideologie e con il crescere del populismo, ecco che la propaganda spunta di nuovo fuori, più tossica che mai, insieme alle sue perfide assistenti: la manipolazione (la pressione psicologica esercitata sui punti deboli della vittima attraverso l’inganno) e la disinformazione (la diffusione di notizie false o fuorvianti).

Questo articolo vi invita a osservare più da vicino come funziona la propaganda, e vi segnala due-tre indizi utili a distinguerla al primo sguardo da altre forme di discorso persuasivo: la propaganda è, di fatto, il lato più oscuro della comunicazione persuasiva.

Chiariamoci subito. La comunicazione persuasiva, che fa leva sulle emozioni (e sull’autorevolezza, sull’esempio…) per orientare le opinioni e modificare i comportamenti, fa parte del nostro essere individui che, grazie al linguaggio, si mettono in relazione tra loro interagendo e negoziando. E influenzandosi reciprocamente.

Dunque, il problema con la propaganda non è che “persuade le persone”. Il problema con la propaganda è che persuade le persone di cose false, e che per riuscirci le disinforma e le manipola facendo leva sulla minaccia e sulla paura.

Persuadere è una pratica essenzialmente gentile: è la strada che sceglie chi vuol convincere qualcuno a fare qualcosa, e a decidere di farla senza essere obbligato a farla. La persuasione fa capo alla retorica: l’arte antichissima di formulare discorsi convincenti.

Tutti noi siamo esposti quotidianamente a mille forme di comunicazione persuasiva

La retorica nasce nel 465 avanti Cristo quando, nella colonia di Siracusa, cade il tiranno Trasibulo, violento e sanguinario. Con l’avvento della democrazia i cittadini vogliono far valere loro diritti nei tribunali per rientrare in possesso dei terreni espropriati ingiustamente.

In quell’occasione (lo racconta Cicerone, nel Bruto) il retore Corace e il suo allievo Tisia scrivono il primo manuale sull’arte del parlare in modo convincente: prima di allora nessuno ha mai pensato che un discorso si potesse strutturare in base a norme teoriche di efficacia.

Insomma, la retorica nasce come strumento di discussione democratica, e con l’obiettivo di difendere i cittadini persuadendo i giudici del loro buon diritto, dopo aver presentato i fatti nella luce migliore. Le regole sull’arte del dire verranno inseguito formalizzate da Aristotele, da Cicerone e da molti altri.

È Cicerone a scrivere che il bravo oratore deve saper docere o probare, delectare, movere o flectere, usando accortamente le parole per intrattenere, emozionare e convincere gli ascoltatori.

Tutti noi siamo esposti quotidianamente a mille forme di comunicazione persuasiva, sia come esseri umani inseriti in un contesto sociale, sia all’interno delle nostre relazioni interpersonali.

Siamo tutti comunicatori

E tutti noi, anche senza essere oratori o aver letto Cicerone, pratichiamo la comunicazione persuasiva. Lo facciamo, in modo più o meno efficace, ogni volta che, attraverso un discorso, proviamo a influenzare le convinzioni o i comportamenti di qualcun altro.

Esercita qualche forma di comunicazione persuasiva non solo l’avvocato che riesce a difendere le ragioni del suo cliente con una buona argomentazione, ma anche l’innamorato che si produce in una dichiarazione strappacore, o il medico che mette le analisi sotto il naso del suo paziente invitandolo a mangiare in modo più sano.

Esercita la comunicazione persuasiva il venditore che piazza il suo prodotto elencandone i vantaggi all’acquirente, l’autore che promuove accortamente il suo ultimo romanzo seducendo i potenziali lettori, la madre che (miracolo!) riesce a convincere il figlio a fare i compiti, e senza doverlo minacciare di tagliargli la paghetta.

Usano forme di comunicazione persuasiva le imprese, le associazioni, i partiti politici, le istituzioni e gli stati. E, poiché si rivolgono a tante persone, veicolano la propria comunicazione attraverso i media.

Dicevamo: il problema con la propaganda è che, per persuadere, gioca sporco.

Pubblicità e propaganda condividono alcune caratteristiche: spettacolarizzano, semplificano e usano leve emozionali

Se l’arte della persuasione è antichissima, il termine “propaganda” è relativamente recente. Nasce nel 1622, quando papa Gregorio XV con la bolla Inscrutabili divinae providentiae istituisce la Sacra congregazione de propaganda fide per combattere la Riforma protestante e diffondere la religione cattolica tra gli infedeli, gli eretici e nei paesi non cattolici.

Siamo in piena controriforma e non si va troppo per il sottile. L’inquisizione è già attiva da una settantina d’anni. Giordano Bruno è già finito sul rogo. Galileo sarà obbligato ad abiurare nel 1633.

La pratica della propaganda si afferma, affinandosi, tra la fine dell’ottocento (Gustave Le Bonscrive Psicologia delle folle nel 1895) e la prima guerra mondiale e si consolida tra le due guerre (nel 1933 Hitler nomina Joseph Goebbels alla guida del ministero per la chiarezza pubblica e la propaganda. In Italia il Minculpop viene istituito nel 1937, ma è attivo dal 1925 come “ufficio stampa”). È segnato dalla propaganda tutto il periodo della guerra fredda.

Anche il termine“pubblicità” appare nel 1600, ma verso la fine del secolo. In origine significa semplicemente “rendere qualcosa di pubblico dominio”. Solo a metà dell’ottocento, con il diffondersi della produzione industriale di massa e delle comunicazioni commerciali, acquista il suo significato più moderno di “comunicazione persuasiva finalizzata a promuovere la vendita di beni o la prestazione di servizi da parte di un operatore economico”.

Con il diffondersi dei mezzi d’informazione nel corso del novecento, e con il moltiplicarsi dell’offerta di beni e servizi, la pubblicità cresce in modo esponenziale.

Alcuni autori e alcuni dizionari considerano la pubblicità (quella commerciale e quella delle istituzioni e delle associazioni) come una speciale forma di propaganda“bianca”, distinta da quella “grigia” o “nera” perché la fonte è identificabile, l’intento persuasivo è dichiarato, le argomentazioni impiegate sono lecite.

Credo che sia più semplice chiamare “pubblicità” la parte bianca, e “propaganda” la parte grigia o nera della comunicazione persuasiva di massa.

Pubblicità e propaganda, in quanto forme di comunicazione persuasiva, condividono alcune caratteristiche: spettacolarizzano, semplificano e usano le leve emozionali per orientare le opinioni e motivare le persone. E si avvalgono di metafore e parole d’ordine, ripetute e ridondanti.

Ma le somiglianze finiscono qui. Guardiamo meglio le differenze, però.

La propaganda ordina a una massa indistinta di sudditi di omologarsi aderendo a un’ideologia

La propaganda è ideologica e imperativa. Fa leva su emozioni forti e incontrollabili come rabbia e paura. Usa registri intensi e concitati. È aggressiva verso il suo pubblico. È minacciosa.

La pubblicità è laica e seduttiva. Fa leva su emozioni più blande e gestibili come serenità e appagamento. Usa registri amichevoli e sorridenti, o autorevoli e rassicuranti. È conciliante verso il suo pubblico. È promettente.

Per tenere in piedi il sistema delle sue argomentazioni, la propaganda deve avere un Nemico. Se il nemico non esiste lo crea dal nulla, svalutando e calunniando, disinformando, manipolando e mentendo, fino a quando il nemico non appare reale, pericoloso e onnipresente. La propaganda riguarda la minaccia e la lotta, e lo schierarsi “contro”.

Per tenere in piedi il sistema delle sue argomentazioni, la pubblicità deve evocare un Sogno. I sogni per definizione sono qualcosa che non esiste e che, però, è piacevole e confortante immaginare. La pubblicità riguarda il desiderio, e l’andare “verso”una sua realizzazione.

Infine, la propaganda ordina a una massa indistinta di sudditi di omologarsi aderendo a un’ideologia. La pubblicità invita ciascun consumatore o ciascun cittadino a rendersi diverso da ogni altro, e a esprimere liberamente se stesso attraverso una scelta di consumo o una preferenza.

Come individuare a colpo sicuro un messaggio di propaganda, perfino quando luccica come un cioccolatino? È semplice: se il tono è cupo, urgente e imperativo, è probabilmente propaganda.

Se i dati citati sono parziali o confusi o presentati in modo fuorviante, e se le fonti non sono chiare, certe e verificabili, è molto probabilmente propaganda.

Se per legittimarsi evoca un Nemico (quanto più potente e pervasivo è, tanto meglio), è di sicuro propaganda. Ed è di sicuro propaganda se impone un’adesione acritica, totale e assoluta a un sistema di idee e di regole, e se minaccia sanzioni contro chi non aderisce.

 

FONTE: L’INTERNAZIONALE

http://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2016/07/26/propaganda-pubblicita-persuasione

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CASO FORTETO. NELLA RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO, APPROVATA ALL’UNANIMITA’, SOLIDARIETA’ ALLE VITTIME E L’ IMPEGNO DEL PRESIDENTE A FARSI PROMOTORE PRESSO IL GOVERNO NAZIONALE, DELLA REINTRODUZIONE DEL REATO DI PLAGIO

27 Luglio 2016

Forteto, in consiglio regionale la solidarietà alle vittime

“Piena ed incondizionata solidarietà a tutte le vittime del Forteto ed una ferma e risoluta condanna per i fatti di inaudita gravità che si sono consumati durante i tanti anni di attività della comunità”, e “soddisfazione per la condanna confermata nella recente sentenza da parte della Corte d’appello di Firenze in cui si è definitivamente affermata giustizia con le pene inflitte a coloro che si sono resi responsabili ripetutamente di gravi atti di violenza fisica e psicologica all’interno della comunità del Forteto”. E’ quanto esprime una risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale toscano. La risoluzione è stata presentata in occasione della relazione finale della commissione di inchiesta ‘bis’ sulle vicende del Forteto e le responsabilità politico-istituzionali. Firmatari del documento tutti i partecipanti alla commissione e il capogruppo Pd Leonardo Marras. Il documento, impegna, tra l’altro, il presidente del Consiglio toscano a “farsi promotore di un’azione tesa a valutare e sollecitare il Governo nazionale circa la reintroduzione nel codice penale del reato di plagio”; “a garantire un’adeguata richiesta di risarcimento del danno derivante dal riconoscimento della Regione quale parte lesa”; “al potenziamento del progetto “per la riacquisizione di autonomia per minori e giovani in uscita dalla comunità Il Forteto e vittime di abusi”; “alla costituzione di uno specifico Osservatorio composto da esperti, sul fenomeno delle sette”; e “ad intraprendere ogni azione necessaria e possibile finalizzata a far sì che, all’interno della cooperativa Il Forteto, le vittime di abusi non debbano, per nessun motivo, lavorare al fianco degli abusatori o di chi, a qualunque titolo, continui ad intrattenere rapporti con la comunità”…

 

CONTINUA LA LETTURA DELL’ARTICOLO QUI:                                         http://www.gonews.it/2016/07/27/forteto-consiglio-regionale-la-solidarieta-alle-vittime/

 

 

NOTA 1:

Vedi anche comunicato stampa del Consiglio Regionale, al link di seguito:

http://www.consiglio.regione.toscana.it/ufficio-stampa/comunicati/comunicati_view.aspx?idc=0&id=22904

 

NOTA 2:

…La risoluzione votata, oltre ad esprimere piena solidarietà alle vittime, impegna il Presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani, e la Giunta presieduta da Enrico Rossi su diverse questioni:

  • Spingere affinché il Governo nazionale valuti la reintroduzione nel codice penale del reato di plagio.
  • Il potenziamento del progetto per la riacquisizione di autonomia per minori e giovani in uscita dalla comunità. Senza dimenticare i disabili, per i quali è auspicabile una sistemazione diversa, e intraprendendo ogni azione necessaria per far sì che, all’interno della Cooperativa, le vittime di abusi non debbano lavorare al fianco dei colpevoli, o di chi, a qualunque titolo, continui ad intrattenere rapporti con la comunità: come, paradossalmente, avviene.
  • Costituzione di un Osservatorio composto da esperti sul fenomeno delle sette.
  • Predisposizione di una relazione entro la fine del 2016 sullo stato dei servizi di affido di minori in ogni zona socio-sanitaria della Toscana.
  • Sollecitazione per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta, che abbia poteri equiparabili a un’autorità giudiziaria, per arrivare dove non si è potuto (restano infatti molti passaggi oscuri).
  • Invito della documentazione al Ministero dello sviluppo economico, sostenendo la necessità del commissariamento per la Coop: così da recidere ogni legame col passato e rilanciare la filiera produttiva.

 

Estratto dell’articolo a firma di Simone Cosimelli “La Toscana affonda il Forteto: sì all’inchiesta parlamentare”, pubblicato il 28 luglio 2016 su Affari Italiani

http://www.affaritaliani.it/cronache/la-toscana-affonda-il-forteto-si-all-inchiesta-parlamentare-434202.html

 

 

 

 

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OPERAZIONE CIRCE. Santona, autoproclamata guida spirituale, raggira anziana e le spilla 133.500 euro. Incastrata insieme alla complice dai carabinieri di Pollenza

23 Luglio 2016

«Paga e ti proteggerò dai mali». Spilla oltre 133mila euro a un’anziana

Pollenza, santona denunciata con una complice: preghiere e riti spacciandosi per guida spirituale

Operazione Circe

Pollenza (Macerata), 23 luglio 2016 – Avrebbe raggirato un’anziana di Pollenza con la scusa di farle da guida spirituale, proteggendo lei e i suoi cari da malattie e sventure. Ma la magica protezione, millantata con una complice attraverso riti spirituali e preghiere rivolte alla madonna, ha avuto un prezzo, salato, al punto che la donna sarebbe stata costretta a pagare 133.500 euro in più tranche. Soldi consegnati in contanti, una volta da 5mila, 10mila e anche 30mila euro. Il fatto, scoperto nei giorni scorsi dai carabinieri di Pollenza, ha avuto inizio alla fine dello scorso anno. E ha portato alla denuncia di due donne della provincia di Macerata, di 63 e 56 anni, incensurate. Sono accusate di truffa aggravata in concorso.

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Non è stato facile bloccare le due donne stando alle indagini dei carabinieri. Inizialmente, infatti, anche i parenti della vittima avrebbero creduto alle doti sovrannaturali di questa presunta santona. E solo successivamente, di fronte al continuo esborso di denaro, hanno deciso di rivolgersi alla procura e ai carabinieri. I militari di Pollenza hanno incastrato le due presunte truffatrici il 15 luglio, in occasione di un’ennesima cessione di 3.000 euro. A quel punto la 56enne, pressata dai militari, ha anche fatto in modo di restituire tutti i soldi sottratti alla vittima e che custodiva assieme alla 63enne.

 

FONTE: IL RESTO DEL CARLINO

http://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/pollenza-mali-santona-truffa-anziana-soldi-1.2370433

 

 

 

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