PER NON DIMENTICARE. Venti anni fa il suicidio degli adepti del culto ufologico Heaven’s Gate

26 Marzo 1997 – 26 Marzo 2017

Articolo di archivio tratto da LA REPUBBLICA del 28 marzo 1997

SUICIDIO DI MASSA PER LA COMETA

Marshall Applewhite il leader del culto

 

WASHINGTON – Una stella cometa, come quella che indirizzò i tre vecchi saggi d’ Oriente alla capanna della vita, ha condotto trentanove pazzi d’ Occidente alla casa della morte. Ma non è colpa delle vaghe stelle di California, e neppure delle piccole stelle elettroniche di Internet, se gli uomini possono essere da sempre e per sempre i peggiori nemici di se stessi, come questi adulti, vecchi, maschi e femmine, che si sono uccisi l’ uno con l’ altro per raggiungere gli Ufo nascosti dietro la coda della cometa di Hale Bopp, che quella notte avrebbe attraversato il cielo di San Diego. Che si sono prima intontiti dai barbiturici sciolti nella marmellata di mele tiepida e dalla vodka, poi finiti con sacchetti di plastica legati alle testa per il colpo di grazia, tutti sdraiati a terra, proni, le mani tese lungo i fianchi come sull’ attenti.

Che sono morti dunque guardando verso il cielo californiano che loro sognavano di raggiungere morendo per unirsi a esseri superiori, extraterrestri in viaggio su due UFO, e nascosti dietro la coda luminosa della cometa. Quello era stato per loro il segnale del millennio, del ritorno di un Cristo per mentecatti, dello spalancarsi per gli eletti della porta del paradiso che avevano atteso per 22 anni, dunque da molto prima che esistesse questa Internet. Vivevano agli ordini di due, Padre John e Fratello Logan, morti con loro, in una casa stupenda tra splendida vegetazione mediterranea, con piscina e campo da tennis dentro uno dei quartieri più ricchi del mondo, Rancho Santa Fè, sopra la baia magnifica di San Diego, pagata con i proventi del loro lavoro di esperti di software e Internet, progettando e disegnando pagine per clienti importanti. Ma il computer e Internet non c’ entrano, erano soltanto gli strumenti di lavoro con il quale, come un tempo facevano conventi ben diversi con gli amari e i lavori di pizzo, pagavano i conti. Sfruttando le occasioni della tecnologia per preparare il loro volo verso il cielo, quando il segno, una cometa, fosse apparsa per annunciare l’ arrivo degli esseri superiori sulle loro astronavi. Ma la loro rincorsa alle stelle è finita nei frigoriferi dell’ obitori della contea di San Diego, 18 maschi, 21 femmine, non ragazzi come si era creduto all’ inizio (solo tre ventenni), ma adulti di 40, 50 anni e vecchi di oltre 70, tutti uniti nel taglio di capelli spartano, monacale, alla ‘marine’ . Ed erano le 15 e 15 del pomeriggio di giovedì scorso, le undici di sera italiane, quando il primo detective è entrato nella vistosa villa di stucco beige e tegole rosse tra le palme, che appartiene a un milionario di origine iraniana già incriminato per truffa e traffico di lauree false a studenti stranieri, Sam Kuchesfahani. Una casa che lui non riusciva a vendere per i 4 miliardi richiesti e che si era rassegnato ad affittare – disse con sprezzo – a “un branco di fottuti monaci e di fottute suore”. Il poliziotto era stato avvertito dalla telefonata di un amico della setta che aveva ricevuto una video cassetta con l’ annuncio del suicidio collettivo per raggiungere la cometa e i suoi viaggiatori celesti. Era andato a controllare, aveva visto la strage e con il telefonino cellulare aveva chiamato lo sceriffo. In verità è ancora tutto molto confuso e oscuro, in questa storia: non si conosce l’ identità dei morti, nonostante tutti portassero la propria carta d’ identità nel taschino della maglietta nera sopra gli short neri da tennis e le scarpe nere, perchè la polizia non ha ancora avvertito tutte le famiglie. Si sa soltanto che fra loro c’ erano due neri di pelle, due uomini dal volto di messicani e un cittadino canadese. Non si sa quando siano morti i 39 viaggiatori delle stelle che si chiamavano fra loro ‘fratelli’ e ‘sorelle’ , ma si sa che sono morti divisi in tre scaglioni, i più grandi e autorevoli aiutando i più giovani e smarriti a morire, a vincere le ultime paure, gli ultimi sussulti di lucidità, prima di seguirli nella rincorsa alla cometa.

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Alcuni dei cadaveri sarebbero vecchi già di sei o sette giorni. Gli ultimi due, quelli di Padre John e Frate Logan sono stati trovati con un sacchetto ancora legato attorno alla testa, segno che sono stati appunto gli ultimi a morire. E nessuno ha potuto fare per loro quello che avevano per giorni fatto agli altri, con diligente, allucinata follia mano a mano che i loro discepoli morivano: pulire, riordinare, comporre i cadaveri sull’attenti e coprirne il volto e il torso con un sudario di stoffa viola. L’ ordine, la compostezza che gli investigatori hanno trovato nella casa dei morti e hanno registrato al video, sono terrificanti. I trentanove fedeli cadaveri erano sparpagliati ovunque, nella proprietà grande mezzo ettaro. Nella casa, arredata con monacali lettini a castello, c’ erano armadi e guardaroba pieni di cibi sani e comperati all’ ingrosso: noci e cereali seccati, verdure e frutta, semi e semini, niente alcol, niente sigarette, niente vizi. Una umanità perfettamente, disperatamente californiana nel culto vuoto della bellezza, della salute, della fitness, delle ultime follie pseudo spirituali. Gente che aveva saputo attendere 22 anni, preparando la propria morte che loro chiamavano, la ‘promozione’ , la ‘laurea’ per separare il guscio del corpo e raggiungere i due UFO, ‘Ti’ e ‘Do’ , oltre la cometa. E poi computer dappertutto, macchine modernissime, gygabites a palate e megahertz fulminei per costruire pagine a colori, siti elettronici, fantasie commerciali per clienti che andavano dal network NBC a commercianti di automobili, in quel clima confuso di misticismo e di soldi, di furfanteria spirituale e di high tech che fa tanto Beverly Hills, tanto Melrose Place, tanto San Diego, tanto California. Ma i 39 morti avevano chiuso il proprio sito su Internet, http://www.highersource.com, martedì, due giorni prima della scoperta dei cadaveri e questo aveva insospettito gli amici, avvertiti anche da un ragazzo, Rio, che aveva lasciato per tempo la villa. Come già otto anni or sono, quando uno dei profeti dell’ Internet aveva spento e cancellato ad una ad una tutte le sue presenze sulla rete prima di suicidarsi, così quello spegnimento progressivo di stelline elettroniche aveva un chiaro significato simbolico: gli uomini e le donne della Fonte Superiore non sono morti ‘per’ il computer, come credono i nuovi tecnofobi, ma sono morti ‘nel’ computer, nel loro mondo. Non più bit, ma un gesto, come avrebbe scritto un moderno Cesare Pavese. Il Millennio era alle porte, la cometa era apparsa, la loro pazzia era esplosa. La stella passante li aveva attratti verso la loro funebre Betlemme. Ma ieri notte, mentre portavano via i viaggiatori delle stelle, alcuni già decomposti, nei sacchetti bianchi di plastica, la loro stella illuminava soltanto la desolazione miliardaria di un quartiere che è il più ricco d’ America, con Beverly Hills, che è il più buio, perché i residenti non hanno voluto lampioni stradali per non turbare la loro ombrosa discrezione. Dove accanto agli sciagurati della Heaven’ s Gate vivevano personaggi come gli eredi di Kroc, il padre di MacDonald’ s Hamburgers, il presidente della Lega Football Peter Rozelle, il padrone della squadra di baseball di San Diego, e il ciarlatano economisa Laffer, inventore di quella famosa ‘curva di Leffer’ che incantò Reagan e lasciò lui ricco e l’ America con il più pesante disavanzo pubblico della sua storia. Da quel sontuoso deserto dello spirito, i 39 hanno voluto volare via, perché nel quartiere del Rancho di Santa Fè si vedevano meglio i conti in banca che le porte del Paradiso, se il Vangelo ha ragione. E da giovedì notte si vedono ancora meglio le porte dell’ Inferno, spalancate sotto le vaghe, indifferenti stelle di California.

L’ ULTIMO MESSAGGIO DI HEAVEN’ S GATE LANCIATO SULLA RETE

Ecco la traduzione del messaggio lasciato sul sito Internet di Higher Source’ dai 39 suicidi di San Diego: “Allarme Rosso. Hale-Bopp conduce vicino alle Porte del Paradiso. Come ci fu promesso, le chiavi delle porte del Paradiso sono qui di nuovo in ‘Ti’ e ‘Do’ (i due Ufo) come erano in Gesù e nel Padre 2000 anni fa”. “Se Hale-Bopp ha un ‘compagno’ o no è irrilevante dal nostro punto di vista.
Comunque, il suo arrivo è gioiosamente pieno di significato per noi che siamo alle ‘Porte del Paradiso’ . La gioia deriva dal fatto che il nostro Membro Anziano nel ‘Livello Evoluzionario al di là dell’ umano’ (‘ Il Regno dei cieli’ ) ci ha spiegato che l’ avvicinarsi di Hale-Bopp è il ‘segno’ che aspettavamo, segno che è giunto il tempo per l’ arrivo dell’ astronave dal ‘Livello al di sopra dell’ umano’ che viene per portarci a casa nel ‘loro mondo’ , nel vero Paradiso. I nostri 22 anni di scuola qui, sul pianeta Terra, sono finalmene giunti a conclusione, ora è arrivata la ‘laurea’ dal Livello Evoluzionario Umano. Noi siamo feliemente preparati a lasciare questo mondo e a partire con l’ equipaggio di ‘Ti’ “. “Se voi studierete il materiale di questo sito, potrete comprendere la nostra gioia e il nostro proposito”.

Vittorio Zucconi

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