Medici a lezione di social, per combattere la disinformazione online e sfatare le bufale sulla salute

12 Maggio 2016

Milano, medici a scuola di social network: “Così sfatiamo le bufale sulla salute in rete”

L’iniziativa dell’Irrcs Mario Negri che copia il modello americano. Obiettivo: informare correttamente i pazienti e lanciare campagne online. Il responsabile del progetto: “Il web è pieno di false informazioni, pensiamo solo alle teorie contro i vaccini”

di ALESSANDRA CORICA

L’obiettivo è combattere la disinformazione. Che su vaccini, influenza, obesità e salute in generale, su internet corre veloce. “E può causare danni”, ragiona Eugenio Santoro, responsabile del laboratorio di informatica medica dell’Irccs Mario Negri. Che, per questo, metterà in cattedra esperti di internet e nuove tecnologie, professori e rappresentanti del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità. Per insegnare ai medici e ai ricercatori come usare i social network, Facebook, Twitter e Instagram, per diffondere messaggi positivi e informazioni corrette in tema di salute e sanità. Ed evitare così che i lettori vadano incontro a diagnosi e diete fai-da-te che, ai tempi di Wikipedia e della comunicazione 2.0, sono sempre più comuni.

“In Italia spesso internet, e in particolare i social, sono regno di cattiva informazione per quanto riguarda la salute – spiega Santoro – Si pensi alla questione delle vaccinazioni: tutto il pensiero ‘contro’ viaggia sui social, che vengono utilizzati come veicolo per le proprie teorie da tanti antivaccinisti, che convincono genitori indecisi a non vaccinare i figli”. Di qui l’idea: insegnare ai camici bianchi e alle istituzioni nelle quali lavorano, come Asl e ospedali, come usare i social e la Rete “per veicolare i giusti messaggi, e fare campagne di prevenzione e promozione della salute – dice Santoro – Il nostro modello è la cultura anglosassone e statunitense”. Dove gli esempi di buone pratiche per quanto riguarda internet applicata alle tematiche di salute sono molti: in America, per esempio, la Mayo Clinic, il colosso che gestisce 70 ospedali negli Usa ed è al top a livello mondiale per gli standard medici, da tempo usa i social per fare prevenzione contro il diabete. Mentre ad Atlanta il Cdc, il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha fatto di Facebook uno strumento per diffondere informazioni su malattie vecchie e nuove – come, per esempio, lo Zika – e promuovere buone pratiche, come la ginnastica e la dieta per combattere sovrappeso e obesità.

Di qui l’iniziativa dell’Istituto Mario Negri di mandare i propri medici a lezione di “social”: martedì 24 i camici bianchi assisteranno così a una serie di incontri dedicati al corretto uso della Rete, nell’ambito del convegno “Comunica e promuovere la salute ai tempi dei social media”. Ma non solo: verrà spiegato come prevenire, tra i pazienti, il diffondersi di pratiche spesso dannose, che provocano ansie e paure non sempre giustificate. Come quando, per esempio, il malato digita online su un qualsiasi motore di ricerca i sintomi che accusa, e procede da solo all’autodiagnosi.

“Attraverso i social i social – sottolinea Santoro – le informazioni distorte viaggiano in modo virale,riescono ad avere una risonanza fino a qualche anno fa impensabile: è per questo che si deve correggere il tiro. E sfruttare questa capacità di arrivare con un clic a migliaia di persone parlando di salute in modo corretto, per esempio facendo campagna per smettere di fumare o contro l’abuso di alcol”.

 

FONTE:  LA REPUBBLICA (Milano)

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/05/12/news/i_medici_a_scuola_di_social_network-139617656/

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